Piazza Italia (Reggio Calabria)

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Uno scorcio di Piazza Italia:
Il Monumento all'Italia e la Prefettura.

Piazza Vittorio Emanuele II (anticamente Tocco Piccolo), meglio nota come Piazza Italia, è una delle piazze più importanti della città di Reggio Calabria.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Italia, la cui pianta è di forma quadrata, apre il suo lato sud orientale sul Corso Garibaldi, ed è orientata seguendo l'impianto urbanistico del centro storico in posizione obliqua rispetto ai punti cardinali.
Circondata da importanti edifici istituzionali che vi si affacciano, la piazza è il cuore politico-amministrativo del territorio reggino.
In particolare sulle direttrici ortogonali sorgono:

mentre adiacenti obliquamente sorgono:

Al centro della piazza sorge il monumento all'Italia, che da 140 anni ne caratterizza la denominazione popolare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Vittorio Emanuele nell'800.
Inizio '900: la piazza, Palazzo Foti, e la statua dell'Italia.
Prospetto di Palazzo San Giorgio sulla piazza.

Nel corso dei secoli l'area oggi conosciuta come Piazza Italia ha avuto numerose denominazioni, strettamente legate alle vicende e alle epoche storiche di Reggio:

Durante il periodo aragonese, tra il XVI e il XVII secolo, era denominata Tocco Piccolo, in relazione alla consuetudine amministrativa di dividere la città in due Tocchi. Nelle due piazze venivano eletti i tre sindaci della città: mentre al Tocco Piccolo si eleggeva il rappresentante di estrazione nobiliare, al Tocco Grande, cioè la Piazza del Duomo, venivano eletti gli altri due che erano il rappresentante del popolo e quello delle classi artigiane.

Dopo il terremoto del 1783, la piazza fu prevista nel progetto del ing. Giovan Battista Mori.

Nel XIX secolo, tra il 1810 e il 1860, la piazza alternò ben sette denominazioni, delle quali tre attribuite dal popolo: prima piazza della Cattolica (legata alla presenza dell'omonima chiesa); poi Re Gioacchino, in onore del re di Napoli Gioacchino Murat, per il quale venne eretto anche un obelisco; durante la Restaurazione, venne chiamata piazza dei Gigli, con riferimento all'allora famiglia reale dei Borbone, in onore dei quali, nel 1828, venne eretto un monumento dedicato a Ferdinando I Re delle Due Sicilie.

Con l'ingresso in città di Giuseppe Garibaldi e l'unificazione dell'Italia, nel 1860 la statua borbonica venne abbattuta e la piazza venne intitolata a Vittorio Emanuele II di Savoia re del nuovo Regno d'Italia.

Nel 1868 viene collocata la statua in marmo bianco di Carrara, che tuttora si erge al centro della piazza, opera dello scultore Rocco Larussa, che rappresenta una figura femminile, l'Italia.

Dopo il terremoto del 1908 la piazza fu prevista nel piano di riedificazione redatto dall'ing. Pietro De Nava.

Al 1914 risalgono alcune modifiche relative all'ampliamento dell'area, condizionate dalla successiva realizzazione di Palazzo San Giorgio, e al riposizionamento centrale della statua dell'Italia rispetto al nuovo assetto della piazza. L'assetto scenografico dell'invaso, si completò poi con l'edificazione del Palazzo della Provincia al posto dell'edificio dell'Intendenza di Finanza, e con il Palazzo della Prefettura nel sito in cui prima sorgevano il Monastero della Visitazione e l'antica Prefettura.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alle denominazioni ufficiali, si ricordano anche quelle che la piazza ha avuto nel corso dei secoli dettate dall'affetto del popolo:

  • piazza Mercato, durante il periodo della dominazione francese;
  • piazza 'Ndagghi, intesa come luogo di ozio, di sosta;
  • infine l'attuale piazza Italia, legata alla presenza della statua di Rocco Larussa.

Gli Scavi archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Scavi a ridosso del monumento a Vittorio Emanuele II di Savoia
Vista degli scavi

Con gli interventi di restauro e ristrutturazione eseguiti all'inizio del nuovo millennio è venuto alla luce un importante sito archeologico. In particolare le ripetute campagne di scavo effettuate tra il 2000 ed il 2004, che hanno interessato l'area sud orientale della piazza, hanno portato alla luce un sito di notevole interesse storico a testimonianza che la zona è da sempre al centro delle attività commerciali della città, riconoscibile attraverso la sovrapposizione in sei metri di ben undici fasi di edificazione, dal VII secolo a.C. fino ai primi del XIX secolo d.C.

Nello strato più basso, quello più antico di epoca greca arcaica, sono stati rinvenuti alcuni frammenti di ceramica e murature di ciottoli, organizzate secondo un impianto ortogonale, che coincide col soprastante tracciato di epoca romana. A questa seconda fase, si fanno risalire quattro vani rettangolari, i cui muri sono caratterizzati da una doppia fase costruttiva, coincidente con la sovrapposizione di materiali diversi, e forse legata ai dissesti subiti a causa del terremoto che devastò la città intorno alla metà del IV secolo d.C.

La terza fase bizantina risale ai secoli VI-X, ed è riconoscibile nella presenza di alcuni vani adibiti ad attività commerciali, con pozzi e cisterne, all'interno dei quali sono state ritrovate monete che testimoniano l'importanza di Reggio nell'ambito del commercio marittimo dell'Impero bizantino.

Al XII secolo, in epoca normanna, appartiene probabilmente un muro lungo circa 12 metri che delimita un edificio, suddiviso in ambienti più piccoli, sede di attività artigianali, legate alla lavorazione del bronzo. A conferma della vitalità economica e commerciale dell'area nell'Alto Medioevo, sono stati ritrovati numerosi reperti: monete bronzee (alcune con indicazioni arabe), ceramiche invetriate di provenienza siculo-magrebina, vetri, metalli e perfino un tarì d'oro (moneta araba diffusa in Sicilia).

Il XIV secolo, in epoca angioina, è identificabile in una serie di edifici articolati nell'ambito di uno stesso isolato, che mantengono per lo più lo stesso andamento del sottostante impianto di epoca greca. Anche in questo caso, sono presenti molti vani adibiti a magazzino, delimitati da murature realizzate in materiale povero di provenienza locale.

La destinazione del sito come luogo pubblico, e quindi piazza, risale al XIX secolo: delimitata da canali di scolo delle acque, probabilmente ospitava delle vasche con fontane. È stata inoltre ritrovata l'originaria fondazione del basamento che dal 1828 ospitava la statua di Ferdinando I delle Due Sicilie, poi sostituita con l'attuale monumento che rappresenta l'Italia, dedicato a Vittorio Emanuele II, e dal quale la piazza prende il nome.

La piazza oggi[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurata il 6 aprile 2012, ultimati i lavori di scavo archeologico, la piazza presenta quattro lucernai composti in acciaio e spesso vetro posti poco al di sopra del manto calpestabile oltre a teche e pannelli descrittivi utili ad illustrare gli scavi, ai quali si accede attraverso una struttura anch'essa in acciaio e vetro. La scala che conduce alle testimonianze del passato ha forma elicoidale ed è appesa alla struttura di copertura: il piano d’arrivo della scala è costituito da una passerella caratterizzata da una griglia per far intravedere le mura. La stessa griglia è realizzata, nei punti di maggior rilievo, in vetro stratificato[1].

La pavimentazione lapidea della piazza, nel lato orientale non ancora ristabilita, verrà ultimata a partire dalla fine del 2012.[2]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte
  2. ^ Piazza Italia riaperta al pubblico - Primo Piano | Città di Reggio Calabria

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Foto[modifica | modifica wikitesto]

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