Citrus × bergamia

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« ...il cameriere si sollevò sulla punta dei piedi per infilargli le redingote di panno marrone, e gli porse il fazzoletto con le tre gocce di bergamotto. »
« ...mi sembra signor mio che voi mi dobbiate a me una risposta ed io a voi delle tabacchiere di bergamotto. »
(Marcel Proust da "All'ombra delle fanciulle in fiore")

Il bergamotto (Citrus bergamia, RISSO & POIT. Citrus aurantium L. ssp. Bergamia Wight & Arn.) è un agrume italiano del genere Citrus.

Indice

[modifica] Origini e storia

Antica illustrazione sul bergamotto.
Antica illustrazione sul bergamotto.

Non si conosce l'esatta genesi di questo agrume, il colore giallo indicherebbe una derivazione per mutazione genetica a partire da preesistenti specie agrumarie quali limone, arancia amara o limetta [1].

Anche la sua collocazione sistematica ha generato molte controversie tra i botanici, alcuni lo classificano come specie a se stante (Risso e Poiteau) mentre altri lo indicano come sottospecie dell'arancio amaro (Swingle). Alcune leggende fanno derivare il bergamotto dalle isole Canarie, da cui sarebbe stato importato ad opera di Cristoforo Colombo, altre fonti propendono per Cina, Grecia, o dalla città di Berga in Spagna, mentre si narra la storia del moro di Spagna che ne vendette un ramo ai signori Valentino di Reggio Calabria per diciotto scudi che lo innestarono su un arancio amaro in un loro possedimento nella contrada "Santa Caterina". È anche probabile che la pianta sia autoctona della Calabria, perché già nel XIV secolo risultano tracce di un agrume esclusivo del sud della Calabria Limon pusillus calaber. L'etimologia più verosimile è Begarmundi, cioè pero del signore in turco, per la sua similarità con la forma della pera bergamotta.

La prima piantagione intensiva di alberi di bergamotto (bergamotteto) fu opera nel 1750 del proprietario Nicola Parisi nel fondo di Rada Giunchi, situato di fronte l'area dove oggi si trova, nel cuore della città, il Lido Comunale "Genoese Zerbi". Originariamente l'essenza veniva estratta dalla scorza per pressione manuale e fatta assorbire da spugne naturali (procedimento detto "a spugna") collocate in dei recipienti appositi (detti concoline).

Nel 1844, si documenta la prima vera industrializzazione del processo di estrazione dell'olio essenziale dalla buccia grazie a una macchina di invenzione del reggino Nicola Barillà, denominata macchina calabrese che garantiva una resa elevata in tempi brevi, ma anche un'essenza di ottima qualità se paragonata a quella estratta a spugna.

[modifica] Descrizione

È un albero alto tra i tre e i quattro metri, con una corona tra i tre e i quattro metri.

I fiori sono bianchi, molto profumati. Le foglie sono lucide e carnose come quelle dell'arancio e non cadono mai nemmeno in inverno.

La fioritura e le nuove foglie spuntano appena finita la stagione delle pioggie, all'inizio di marzo.

Il frutto è grande poco più di un arancio e poco meno di un pompelmo; ha un colore giallo intenso più del pompelmo e meno del limone, esternamente ha la pelle liscia e sottile come un pompelmo, è meno rotondo del pompelmo in quanto è schiacciato ai poli.

[modifica] Coltivazione

Etichetta ottocentesca di una ditta di Reggio Calabria, nell'illustrazione è visibile la "macchina calabrese".
Etichetta ottocentesca di una ditta di Reggio Calabria, nell'illustrazione è visibile la "macchina calabrese".

La superficie oggi coltivata a bergamotto è di circa 1.500 ettari, con una produzione media di 100.000 kg. di essenza. Per ottenere un kg. di essenza occorrono 200 kg. di frutti. Gli addetti del settore sono stimati in ca. 4.000 unità. Il primo bergamotteto di cui si ha notizia venne impiantato nelle vicinanze di Reggio Calabria da Nicola Parisi, nel fondo denominato "Giunchi" nell'anno 1750.
Le piante coltivate si ricavano tramite innesto di tre rami di bergamotto su un porta-innesto di arancio amaro di un anno. Rimane in vaso per un anno e viene interrato a 2 anni. L'innesto e il trapianto nell'anno successivo avvengono preferibilmente a febbraio o a settembre.
Ha una vita produttiva di 25 anni, comincia la sua produzione da tre anni, arriva al massimo della produttività a 8 anni e può arrivare fino a un quintale per pianta se potato (vengono tagliate le cime in modo che il frutto cresca in basso al riparo dal forte sole estivo e dal forte vento).
La produttività è fortemente influenzata dalle temperature e dalle pioggie: è un albero che non sopporta gli sbalzi in basso della temperatura e l'eccessiva o scarsa piovosità, mentre ben sopporta il caldo.
Si pianta un albero ogni quattro metri, si ripara il terreno con dei filari di pini di elevata altezza e fitti, nel lato del terreno in direzione del mare per riparare la coltivazione dal forte vento che spira dal mare dallo stretto di Messina tutto l'anno.

La sua zona di produzione è prevalentemente limitata alla zona jonica costiera nella provincia di Reggio Calabria a tal punto da diventarne un simbolo dell'intera zona e della città. L'area coltivata a bergamotto è costituita da una fascia costiera pianeggiante riparata dal forte vento dello stretto di Messina grazie alle colline circostanti, l'area per un'estensione di circa 150 chilometri è situata sulla punta dello stivale della Calabria e della penisola Italiana e si estende poco sopra lo stretto di Messina, misura dal mare circa due chilometri.
Dal punto di vista climatico l'area è denominata nelle mappe climatiche come area "tropicale temperata umida" caratterizzata da venti medio/forti che soffiano per quasi tutto l'anno, estati calde senza pioggia, inizio primavera e fine autunno molto piovosi e inverni con temperature giornaliere quasi sempre superiori ai dieci gradi. I giorni di sole sono mediamente 300 l'anno.

Il bergamotto ha nella provincia di Reggio Calabria uno dei suoi migliori habitat, in nessun'altra parte del mondo vi è un luogo in cui quest'agrume fruttifichi con la stessa resa e qualità di essenza. È coltivato anche in Costa d'Avorio, Argentina, Brasile ma la qualità dell'essenza ottenuta non è comparabile con con quella dei bergamotti calabri.

Predilige i terreni argilloso-calcarei e alluvionali.

Viene coltivato in tre varietà:

  • Femminello
  • Castagnaro
  • Fantastico

[modifica] Usi

La "Macchina Calabrese" per la lavorazione dell'agrume reggino.
La "Macchina Calabrese" per la lavorazione dell'agrume reggino.

I prodotti del bergamotto sono: i frutti, l'olio essenziale, il succo e la polpa.

Il frutto intero non è messo in vendita al dettaglio ma utilizzato solo per la trasformazione in essenza, si trova solo dai contadini da novembre a marzo; è possibile ottenere delle spremute come si fa con gli altri agrumi (per es. arancio), si può tagliare a spicchi per farne delle insalate o, come per il limone, metterlo nel tè (la buccia è aromatica come quella del limone). Il suo succo è molto amaro per la presenza di naringina e sembra essere attivo nell'abbassare il tasso di colesterolo. Il contenuto di acido citrico è pari a 66 gr/l, tale alta quantità ha determinato negli anni passati l'utilizzo del succo come fonte di acido citrico naturale.

Il suo utilizzo riguarda soprattutto gli oli essenziali derivati dalla buccia dei frutti nonché dai fiori, dalle foglie e dai giovani rametti. L'olio essenziale di Bergamotto di Reggio Calabria è esportato in tutto il mondo per le sue proprietà di donare una nota estremamente fresca alle composizioni di profumeria. È componente essenziale dell'acqua di colonia e delle acque di toilette, primi prodotti grazie al quale il bergamotto ha avuto un uso diffuso in tutto il mondo. Modernamente l'essenza si estrae sempre meccanicamente con macchine dette "pelatrici", tali macchine "raspano" l'esterno del frutto in corrente d'acqua ottenendo un'emulsione convogliata in centrifughe che separano per differenza di peso specifico (la densità relativa d20/4 e di circa 0,88) l'essenza dall'acqua.
Attraverso il processo di "defurocumarinizzazione" è possibile ridurre notevolmente il Bergaptene (5-MOP), una furocumarina fototossica che per esposizione al sole può provocare ustioni anche agli strati cutanei più profondi.
È preferibile acquistare in farmacia o in erboristeria l'essenza defurocumarinizzata o contattare il consorzio del bergamotto.

Qui sotto sono descritti i prodotti e gli utilizzi:

[modifica] Frutto

  • giallo (frutto maturo usato per estrarre l'olio essenziale impiegato come aromatizzante)
  • verde (immaturo, usato per fare canditi e per estrarre l'olio essenziale impiegato in profumeria) e arancella (frutto del diametro di 2-4 cm immaturo caduto alla pianta perché scottato dal sole
  • verde cinerino, usato intiero per alcuni liquori e per ottenere un'essenza che viene denominata "Nero di bergamotto") non sono gradevoli da mangiare senza prima essere lavorati, unico utilizzo in spicchi del frutto quasi maturo o maturo se si vuole un sapore non fastidioso (l'essenza se assaggiata ravvisa un pò la nafta) sostituiscono il limone a spicchi nel te, dai semi nasce il bergamotto selvaggio usato a volte come porta innesto in luogo dell'arancio amaro, il frutto intiero può essere candito, la polpa e gli scarti della buccia che vengono chiamati gergalmente "pastazzo" sono usati al posto o insieme all'erba medica per migliorare il sapore del latte, intiera è usata al posto della carta da dolci o per alcuni prodotti artigianali per fare souvenir (le famose tabbacchiere), il succo ricavato dal bergamotto maturo (giallo) è usato a volte dall'industria dei succhi di frutta per la sua nota amara.

[modifica] Profumo e dopobarba

  • essenza defurocumarinizzata: componente dell'acqua di colonia, profumo bergamotto: alcool+bergamotto (1-10%)

[modifica] Alcoolici

Liquore detto "bergamino" (15% di frutto intiero) fino al 40% di alcool];

[modifica] Gastronomia

Gelati, dolci, cucina, the Earl Grey

[modifica] Succo di frutta

Il succo di bergamotto è usato come amaricante nei succhi di altri agrumi;

[modifica] Digestivo

  • Succo tal quale

[modifica] Aromoterapia

  • olio essenziale: l'odore dell'olio essenziale di bergamotto è persistente e penetrante e annulla l'odore degli altri profumi, si usa mettere un bergamotto intero nel frigo raschiandone la buccia con una forchetta periodicamente ogni due settimane per eliminare i cattivi odori, basta qualche goccia di essenza nella vaschetta dei caloriferi o nella bacinella del liquido per lavare i pavimenti per aromatizzare per alcuni giorni gli ambienti;

[modifica] Pulizia personale

  • essenza defurocumarinizzata: è un ottimo pulente da colle sintetiche, grasso e catrame

[modifica] Anestetico

  • essenza defurocumarinizzata: (su parti non escoriate) miscelato tra 1% e il 5% in vasellina o alcool, come blando anestetico locale per lenire i dolori reumatici e da contusione;

[modifica] Antisettico e antibatterico

  • essenza defurocumarinizzata: puro come lenitivo naturale ed in miscela al 10% con l'alcool etilico come forte disinfettante.

[modifica] Abbronzante

  • olio essenziale: utilizzato negli anni 60/70 in Calabria al 2% in olio naturale (mandorla, cocco) risulta essere un amplificatore dell'abbronzatura, tale effetto è dovuto al bergaptene che stimola la produzione di melanina; tale pratica è da considerarsi rischiosa;

[modifica] Dolciaria

Con l'essenza di bergamotto calabrese si producono dal 1857 celebri caramelle. Anticamente il frutto svuotato ed essiccato veniva usato nella regione come tabacchiera ideale in quanto aromatizzava il tabacco e nel contempo ne manteneva la giusta umidità.

Dal 1999 l'Olio essenziale di Bergamotto di Reggio Calabria ha ottenuto la DOP.

[modifica] Note

  1. ^ I costituenti dell'essenza che si ottiene dalla sua buccia lo imparentano strettamente con l'arancio amaro, per la presenza di linalolo e di acetato linalile e di alcune furocumarine. Molti citano il bergamotto come frutto dal colore verde poiché viene raccolto e lavorato a differenti stadi di maturazione, la qualità verde (novembre/dicembre) possiede una nota olfattiva "verde" e "cruda" che ben si presta alla profumeria mentre la qualità matura (febbraio/marzo) ha una aspetto meno aggressivo e "dolce" e viene utilizzata come aromatizzante.

[modifica] Bibliografia

  • Pasquale Amato, "Storia del Bergamotto di Reggio Calabria - L'affascinante viaggio del Principe degli Agrumi", Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, 2005.
  • Alfredo Focà, Dell'essenza di Bergamotta, Franco Pancallo Editore, Locri, 2005.
  • Alfredo Focà, Francesco Calabro medico, patriota autore dei primi studi sul bergamotto, Laruffa RED, Reggio Calabria, 1998.
  • Alfredo Focà, Sull'azione antimicrobica dell'essenza di bergamotto, Seal, Reggio Calabria, 2000.
  • Antonio Saltini, Mezzogiorno agricolo che cambia. Viaggio tra Tavoliere e Aspromonte, Edagricole, Bologna 1985

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