Pipa

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Pipa con fornello in radica e doppia vera in ottone e radica.

La pipa è un oggetto di tradizione antichissima, utilizzato per fumare tabacco o altre sostanze.

L'espressione fumare la pipa è usata per indicare l'appagamento personale di gusto e olfatto, appagamento ricavato dalla preparazione, la combustione, l'aspirazione e l'assaporamento delle diverse varietà e miscele di tabacco disponibili.

Utilizzo della pipa[modifica | modifica wikitesto]

Nel fumare la pipa il fumo non viene inspirato, ma lentamente assaporato nella bocca, di conseguenza gli effetti nocivi del fumo non colpiscono tanto i polmoni quanto i tratti superiori del sistema respiratorio. Secondo alcuni recenti studi, fumare sigari e pipa risulterebbe essere meno rischioso che fumare sigarette[senza fonte], poiché oltre a non inspirare il fumo, la frequenza con cui si fumano sigari e pipa è solitamente più bassa rispetto a quella con cui mediamente vengono fumate le sigarette. I ricercatori hanno determinato la probabilità di sviluppare nove tipi di tumore (della vescica, del colon, dell'esofago, dei reni, della laringe, dei polmoni, dell'orofaringe, del pancreas e dello stomaco) e altre malattie cardiache, cerebrovascolari e polmonari, per i fumatori di pipa rispetto ai non fumatori.[senza fonte]

La pipa inoltre, va fumata con tirate lente, ritmate, e mai profonde. La regola generale impone che il miglior momento di effettuare una tirata, è l'istante in cui la pipa sta per spegnersi; in questo modo si assicura una riduzione dell'aumento di temperatura (fattore importante per una buona pipata). Quindi tanto più fredda si tiene la pipa durante la pipata, tanto meglio è per assaporarla nel modo più corretto. Inoltre, mantenere bassa la temperatura aiuta a ridurre la formazione di idrocarburi policiclici aromatici dal potere cancerogeno.

Laddove sigarette e sigari, in virtù della loro specifica morfologia, offrono alla brace in combustione un'alta superficie (la brace brucia circondata dall'aria dell'ambiente), il tabacco nella pipa riceve aria solamente dall'apertura del fornello. Ciò implica, di conseguenza, una maggior difficoltà nel mantenere accesa la brace, ragion per cui già da molti anni esistono vere e proprie competizioni internazionali (gare di "lento fumo"), aventi come scopo vincente il mantenimento della pipa accesa senza riaccensioni intermedie (i record attualmente raggiunti superano le 3 ore, per una pipa standard da 3 grammi di tabacco).

Tipi di pipa[modifica | modifica wikitesto]

  • Pipe di schiuma = schiuma di mare ovvero silicato idrato di magnesio, è un minerale che si trova soprattutto in Turchia. La schiuma è molto porosa e non condiziona assolutamentre il gusto del tabacco.
  • Churchwarden = caratteristica principale è il bocchino molto sottile ed allungato. Questo fa sì che il fumo si raffreddi prima di essere assaporato.
  • Pipa in terracotta o chioggiotta
  • Pipa di gesso = diffuse tra XVII e XIX secolo, soprattutto tra i marinai, dato lo scarso valore del materiale con cui venivano fabbricate. Oggi sono piuttosto rare, e le più conosciute sono le “genovesine”.
  • Pipa di pannocchia = ricavata da un granturco che cresce solamente nel Missouri, è una pipa assai poco costosa ed altrettanto poco durevole.
  • Sa Pipa allutonada = tipica della Sardegna, era inizialmente la pipa usata dai pastori. Si contraddistinguono per i materiali e lavorazione grezza, con un lungo cannello di legno, e un fornello spesso molto ravvicinato al cannello e parallelo allo stesso.
  • Pipa Falcon = si caratterizza per il doppio cannello di metallo che può essere di diverse misure o forma. Questo raffredda il fumo che tende a condensare il vapore favorendo la formazione di acquerugiola.
  • Pipa Calabash = è caratterizzata dalle curve molto pronunciate del bocchino (il cannello è quasi parallelo all’altezza del fornello), e da un grande fornello conico. La si identifica generalmente come la pipa di Sherlock Holmes.
  • Pipa morta o Bog Oak = viene modellata da un semifossile di quercia. Tra le più famose quelle irlandesi, bretoni e tedesche.
  • Pipa in olivo = può essere di varie misure o forme, ma il materiale le dona sempre un colore chiaro e un sapore dolciastro alla fumata
  • Pipe giapponesi Kiseru = si tratta di pipe molto sottili con fornello piccolissimo. È composta da tre parti, fornelletto in metallo decisamente piccolo, la prima parte del cannello (chiamata Kiseru-jutsu) in legno o più spesso in bambù, e il bocchino in metallo.

Componenti della pipa[modifica | modifica wikitesto]

La pipa generalmente è composta da una camera dove avviene la combustione (il fornello), da un sottile stelo forato (il cannello) e da una parte terminale, che il fumatore porta alla bocca, chiamata bocchino esso si inserisce nel cannello tramite il perno. Alcuni modelli prevedono anche l'aggiunta di un filtro.

Accessori[modifica | modifica wikitesto]

Curapipe.

  • Il curapipe è uno strumento spesso metallico generalmente composto da tre componenti:
    • la pressa o pigino, che ha lo scopo di pestare il tabacco nel fornello quando a causa della combustione viene troppo alleggerito dalla cenere;
    • scovolino, piccolo cucchiaio che serve principalmente a togliere il residuo di tabacco incombusto nel fornello alla fine della fumata.
    • spillone, può servire per stappare il cannello se incastrato o forare il tabacco se troppo compresso.
  • Scovolino.

Lo scovolino è una lunga spazzola flessibile usata per pulire l'interno del cannello e del bocchino, per permettere sempre un buon tiraggio.

Materiali utilizzati per le pipe[modifica | modifica wikitesto]

Pipa di schiuma (sepiolite) proveniente dalla Turchia

I materiali con i quali può essere costruita una pipa sono molteplici, i più comuni in ordine di utilizzo sono: radica di Erica arborea, schiuma di mare (sepiolite), argilla, ciliegio o marasco, zucca, pannocchia di mais e altri materiali. Le pipe di vetro sono diventate anche una forma di espressione artistica, sebbene siano raramente usate per fumare del tabacco.

La pipa ad acqua[modifica | modifica wikitesto]

La pipa ad acqua, nota anche come narghilè, shisha, hooka, o bong (le translitterazioni dalle lingue arabe presentano diverse varianti) è una pipa diffusa nei paesi islamici quali Turchia, Egitto, Tunisia, e in genere dell'area mediterranea. Essa è composta da 4 elementi: il fornello, il corpo metallico della pipa, il contenitore dell'acqua in vetro, e il tubo per l'aspirazione, di vari materiali. Con la pipa ad acqua si fuma un tabacco scuro, a volte aromatizzato con degli estratti di frutta.

Breve Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono numerose differenze fra le pipe ed i "contenitori" usati per oppio od hashish, le pipe propriamente dette sono state inventate dagli abitanti del nuovo mondo, mentre i "recipienti" per le altre sostanze sono stati inventati in nazioni come l'Iran prima della storia moderna. Anche se la parola pipa (in italiano) è stata coniata solo nel XVII secolo, vari oggetti simili a "tubi", per l'hashish, o dall'aspetto che ricorda delle "teiere" nel caso dell'oppio, venivano utilizzati fin dai tempi antichi. Erodoto descrisse gli Sciti respirare i fumi di foglie bruciate nel 500 a.C., latini ed antichi greci hanno mutuato questi vari "contenitori" cavi dai loro vicini dell'est che sono stati successivamente utilizzati da germanici, celti e tribù nordiche.

Poiché il tabacco non è stato introdotto nel Vecchio Mondo fino al 16° secolo, nel caso delle "cannule", alle volte di forma cilindrica, al di fuori delle Americhe venivano di solito usate per fumare hashish (una rara e costosa sostanza proveniente dalle aree esterne all'europa); oppio ed hashish arrivavano soprattutto da Medio oriente, Asia centrale ed India, dove veniva prodotto l'hashish. La parola oppio è stata infatti creata (in lingua italiana) nel medioevo, nel XIV secolo.

Diverso è il caso del narghilè: non si sa l'anno preciso dell'invenzione, che oscilla fra il 1535 ed il 1605, in particolare sono più probabili gli anni 1535 e 1560, quindi dopo il medioevo; mentre per la parola che indica l'oggetto sappiamo che fu ideata nel 1875. Infatti, in India, sembra che il medico Irfan Shaikh, alla corte dell'imperatore Mughal Akbar I, (circa 1542-1605) abbia "inventato l'idea". Tuttavia, nel 1535, una quartina di Ahli Shirazi, poeta persiano, per primo si riferisce all'uso del ḡalyān, un tipo di narghilè, (Falsafi, II, pag 277; Semsār 1963, p. 15), ciò dunque sembrerebbe attestare il suo uso almeno fin dal tempo dello Scià Tahmasp. Sembra, poi, che sia Abu'l-Fath Gilani a dover essere accreditato come colui che ha introdotto il ḡalyān, già in uso in Persia, in India. Non vi è, però, nessuna prova definitiva dell'esistenza della forma attuale del "tubo dell'acqua", come viene chiamato dagli arabi, fino al 1560. Inoltre, il tabacco si crede abbia raggiunto la Persia solamente intorno al 1600.[senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]