Pio Manzù
Pio Manzù (pseudonimo di Pio Manzoni) (Bergamo, 1939 – Brandizzo, 26 maggio 1969) è stato un designer italiano.
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Biografia [modifica]
Figlio del celebre scultore Giacomo, Pio Manzù completò gli studi liceali classici per poi trasferirsi alla Hochschule für Gestaltung di Ulm, con lo scopo di specializzarsi in design industriale, sotto la guida del designer e filosofo argentino Tomás Maldonado.
Dopo la laurea, nel 1964, realizzò una serie di progetti per oggetti d'arredo ed iniziò a collaborare con varie pubblicazioni internazionali, producendo articoli e disegni aventi per tema dominante il design automobilistico. Contemporaneamente continuò a frequentare la "scuola di Ulm" in qualità di assistente.
Le sue teorie e realizzazioni, improntate ad un design fortemente relazionato alla conoscenza scientifica dei materiali e dei processi industriali, vennero subito notate da Dante Giacosa e dai dirigenti della NSU Motorenwerke. La collaborazione con quest'ultima azienda porterà alla realizzazione di alcuni prototipi con motorizzazioni rotative e del modello Ro80. Inizialmente la cooperazione con il centro stile Fiat, pur voluta da Giacosa, fu avversata dall'atteggiamento diffidente dell'azienda nei confronti delle consulenze esterne, dalle quali si temeva un'insufficiente conoscenza dei processi di industrializzazione del prodotto.
La prima esperienza, tuttavia, portò all'esecuzione di una concept car destinata all'uso di taxi, realizzata nel 1968 su meccanica Fiat 850 e con soluzioni tecniche e stilistiche d'avanguardia. La City Taxi, una sorta di utilitaria multispazio ante litteram, non entrò in produzione, ma fornì la base sulla quale, pochi anni dopo, venne sviluppata la Fiat 126.
La prova d'esordio convinse Giacosa ad affidargli, nello stesso anno, lo studio stilistico della Fiat 127, la nuova vettura a trazione anteriore destinata a rivoluzionare il concetto di "auto popolare" e divenirne il modello di riferimento per la produzione mondiale del decennio successivo. Pio Manzù non vide mai il proprio progetto realizzato. Infatti, mentre si recava alla presentazione della maquette definitiva alla dirigenza Fiat, nel 1969, rimase vittima di un incidente stradale sulla "Torino-Milano", nei pressi del casello di Brandizzo, uscendo di strada con la Fiat 500 della moglie, probabilmente per un colpo di sonno. Estratto ancora vivo dalle lamiere, ma in condizioni gravi, spirò in ambulanza.[1]
Altre realizzazioni che portano la firma del designer lombardo furono nel campo dell'oggettistica da arredamento. Si ricordano l'orologio da scrivania Cronotime per Ritz Italora (successivamente Alessi), il portaoggetti da scrivania per Kartell e la lampada Parentesi per Flos, ideata insieme ad Achille Castiglioni nel 1969.[2][3]
Pio Manzù nei musei [modifica]
Note [modifica]
- ^ Fonte: Enciclopedia Treccani online
- ^ Fonte: Biografia su "archimagazine.com"
- ^ Fonte: L'importanza di chiamarsi Manzù, articolo su "milanodabere.it"
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
Pio Manzù, quando il mondo era moderno GAMeC: "Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea" dal 1º ottobre 2008 all'8 febbraio 2009.