Rocco Motto

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Rocco Motto (Rivarossa, 1904Torino, 1996) è stato un imprenditore e designer italiano di automobili.

Notizie biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò giovane ad essere impiegato nella lavorazione delle lamiere di metallo. Nel 1925, a 21 anni, venne assunto presso la Martelleria Maggiora in qualità di capo reparto. Nel 1932 cominciò a lavorare in proprio, aprendo una sua carrozzeria a Torino, in via Orta. Costruiva soprattutto scocche grezze per conto di carrozzieri e Case automobilistiche dell'epoca, fra cui Pininfarina, Ghia e Lancia.

Nel 1938 realizzò una Siata con carrozzeria barchetta utilizzando la meccanica della "Topolino". La seconda guerra mondiale, però, era alla porte e l'attività fu interrotta. Riprese dopo il conflitto: Motto trasferì l'attività in via Bardonecchia e si specializzò in vetture da competizione in alluminio. Tra il 1946 ed il 1949 firmò i corpi vettura di alcune Alfa Romeo, Cisitalia, Bandini e Fiat. Con quest'ultima instaurò un rapporto di collaborazione per la realizzazione delle scocche della Fiat 1100 S, che si interruppe poco tempo dopo, quando la Casa torinese decise di affidarsi a un altro carrozziere.

Sue furono alcune realizzazioni di modelli Talbot-Lago e Renault. In seguito anche l'allora giovane Casa tedesca della Porsche si interessò a Motto, che realizzò il profilo della Porsche 356B GTL Abarth. Lavorò anche su alcune Jaguar e sulla Delahaye da gara che vinse il Rally di Montecarlo del 1951. Motto realizzò alcune Lancia Aurelia da competizione e tornò ad occuparsi di alcuni modelli della Siata. Negli anni cinquanta negli USA comparvero alcuni modelli carrozzati da Motto, come la Cadillac Le Sales del 1953 . Su richiesta di Raymond Loewy nacque la Lancia Flaminia Loraymo. Tra le altre realizzazioni di Motto, la Jaguar XK, la Fiat 600 Campestre ed alcune Fiat 1100.

La produzione di carrozzerie per automobili terminò nel 1965: in seguito Motto si dedicò col figlio Francesco alla produzione di caravan, roulotte e veicoli industriali. Nacque il camper Wanderer.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carrozzieri italiani Vol.3, Alberto Fornai;
  • Ruoteclassiche n°120, Settembre 1998, pag.68 - Editoriale Domus