Raymond Loewy

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Raymond Loewy (Parigi, 5 novembre 1893Monte Carlo, 14 luglio 1986) è stato un designer francese, attivo soprattutto negli Stati Uniti che, con un gusto artistico europeo ed un'intraprendenza all'americana, ha trasformato il disegno industriale da arte a disciplina di grande interesse economico.

Nato ed educato a Parigi, cominciò presto a lavorare nel campo della progettazione, creando un aeromodello che vinse la James Gordon Bennett Cup nel 1908; il modello entrò poi in commercio col nome di Ayrel. Loewy servì nell'esercito francese nella Prima guerra mondiale, per poi trasferirsi in USA alla conclusione del conflitto nel 1919.

Prese alloggio a New York, lavorando come vetrinista per alcuni grandi magazzini tra cui il famoso Macy's. Intanto, portò avanti collaborazioni con giornali e riviste, realizzando illustrazioni per Vogue e Harper's Bazaar. Nel 1929, ottenne la prima vera commissione di un lavoro di disegno industriale: modernizzare un ciclostile della Gestetner. In seguito lavorò anche per la Westinghouse, disegnò la carrozzeria per la Hupmobile della Hupp e il frigorifero Coldspot della Sears-Roebuck. Visto il successo, aprì uno studio anche a Londra a metà degli anni trenta.

Loewy ottenne la cittadinanza americana nel 1938 dopo il matrimonio con Jean Thomson nel 1931. La coppia si divise nel 1945 e Raymond si risposò nel 1948 con Viola Erickson.

Il lavoro ferroviario[modifica | modifica sorgente]

Nel 1937, Loewy venne contattato dalla Pennsylvania Railroad, per lavorare all'ammodernamento di alcune locomotive in ottica streamline. Loewy disegnò le coperture aerodinamiche per la K4 Pacific n.3768, e nel 1938 lavorò sulle nuove carrozze per realizzare il treno di lusso Broadway Limited.

In seguito gli fu affidato il design della locomotiva sperimentale S1 e della classe T1. In seguito, su richiesta della PRR, fece il restyling delle locomotive diesel Baldwin dotandole di un muso a squalo che ricordava le T1.

Loewy non progettò l'estetica della famosa Locomotiva PRR GG1, ma contribuì alla sua realizzazione consigliando l'uso di lamiere termosaldate invece delle tradizionali placche rivettate. Inoltre, propose la sostituzione degli spigoli con tratti più curvilinei, da dipingere a strisce per esaltarne la morbidezza.

Oltre a questi progetti puramente stilistici, lavorò alla progettazione di interni, stazioni, dépliant e altri prodotti per le Pennsylvania Railroads.

Il lavoro automobilistico[modifica | modifica sorgente]

La Loewy & Associates venne chiamata a lavorare per la Studebaker di South Bend, Indiana, negli anni '30. I suoi prodotti cominciarono a essere commercializzati solo alla fine degli anni '30, con l'attenuazione degli effetti della "Grande depressione". Per la Studebaker Loewy progettò anche il logo, pulito e semplice, molto innovativo.

La Seconda guerra mondiale e le nuove leggi emanate dal governo resero difficile per le case automobilistiche l'uso dei propri uffici tecnici, ma poiché lo studio di Loewy era a tutti gli effetti un collaboratore esterno, non venne ostacolato da queste restrizioni. Questo permise alla Studebaker di lanciare sul mercato le prime auto civili del dopoguerra, ben due anni prima di General Motors, Chrysler e Ford. Lo studio di Loewy sviluppò soluzioni avanzate, aerodinamiche e esteticamente sobrie. Progettò la carrozzeria di tipo Studebaker Starlight, con il caratteristico lunotto posteriore avvolgente a 180°.

Oltre al caratteristico muso a proiettile delle Studebaker degli anni 1950 e 1951, lo studio creò la linea 1953 con le coupé Starliner e Starlight, tra le meglio progettate e più belle auto degli anni '50 secondo numerosi giornali specializzati (Collectible Automobile, Car and Driver e Motor Trend). inoltre, modernizzò ulteriormente il logo.

Il suo ultimo lavoro per la Studebaker fu la trasformazione di Starlight e Starliner nella serie Studebaker Hawk per il 1956.

In seguito venne richiamato dal presidente della Studebaker, Sherwood Egbert, per disegnare la Avanti: Egbert lo assunse per creare questa nuova linea destinata ai giovani per il 1963: Loewy riuscì a rispettare l'incredibile scadenza di 40 giorni per arrivare ad un modello in scala completo.

1963 Studebaker Avanti

Loewy chiamò intorno a sé un gruppo di lavoro formato da progettisti esperti e da ex collaboratori come John Ebstein e Bob Andrews, oltre a Tom Kellogg, un giovane studente del Art Center. Il gruppo si chiuse in ritiro a Palm Springs lavorando alla nuova auto. Ogni membro del gruppo aveva un ruolo: Andrews e Kellogg lavorarono agli schizzi, Ebstein coordinava il lavoro, e Loewy era il direttore creativo e la fonte di idee e ispirazioni.

Con l'ingresso sul mercato, l'Avanti ottenne un grande successo e attirò a sé numerosi fan. Venne prodotta in quantità limitate da diverse compagnie indipendenti, sempre con ottimi risultati.

L'eredità[modifica | modifica sorgente]

Oggi la Loewy Associates, è una delle maggiori firme di design al mondo, con staff di disegnatori ed ingegneri a New York, Chicago, Los Angeles, San Paolo e Londra.

Le idee di semplicità e funzionalità cui Loewy si ispirò non erano nuove: erano state formulate in Europa dalla Bauhaus e da Le Corbusier. Ma si erano realizzate solo in oggetti destinati, in piccola serie, ai negozi eleganti.
Loewy, in proprio e come consulente delle maggiori industrie americane, ha trasformato il mondo degli oggetti fra cui si svolge la vita quotidiana di milioni di persone.

I suoi spigoli arrotondati, le forme aerodinamiche e i colori vivaci, la pulizia formale sono stati fondamentali per la definizione del design americano degli anni '60. Il lavoro di Loewy spaziò in moltissimi campi: frigoriferi, locomotive, tostapane e automobili, rossetti ed aerei, autobus e negozi, pacchetti di sigarette e interni di ufficio.

In particolare, per le sue attività di progettazione nel campo delle auto, con modelli come la Studebaker Avanti e la Studebaker Golden Hawk, Loewy è stato inserito, nel 1997 nella Automotive Hall of Fame.

Loewy si faceva pagare a percentuale sull'aumento delle vendite, e così faceva coincidere criteri estetici e finanziari. Questa difficile combinazione è ben espressa nel titolo della sua autobiografia: La bruttezza si vende male (Never Leave Well Enough Alone, 1951).

Progetti famosi[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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