Ermanno Cressoni

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Ermanno Cressoni (Milano, 22 luglio 1939Milano, 30 giugno 2005) è stato un architetto e designer italiano, specializzato nella realizzazione di automobili.

Appena laureato in architettura è assunto al Centro Stile Alfa Romeo di Arese nel 1965 (ne diventa direttore del Centro Stile nel 1975, primo architetto in assoluto a capo di un centro stile automobilistico), nella sua carriera ha disegnato modelli quali la 33 e la 75, il suo capolavoro è la Giulietta del 1977 "il cuneo sportivo", con cui introduce la linea a cuneo che contraddistinguerà per sempre le Alfa Romeo e diventa in assoluto l'archetipo per le vetture sportive. Nel 1986 chiamato da Fiat lascia l'Alfa Romeo e in qualità di direttore del Centro Stile FIAT tra le più rilevanti dirige il team di progettazione della Cinquecento che lui stesso promosse fortemente in azienda, che fu definita dal padre della mitica 500 Dante Giacosa: "una vettura ben riuscita, piccola fuori e grande dentro", le Bravo/Brava, la Coupé in collaborazione con Chris Bangle, firmata negli interni dalla Pininfarina , come le Alfa Romeo 145 e la Fiat Barchetta con Andreas Zapatinas. Dal 1993 passa, sempre all'interno del C.Stile, a seguire i progetti di Advanced Engineering, in questo ruolo sviluppa i concept a marchio Fiat SCIA 1993 e ARMADILLO 1996, e infine dal 1996 al 1998 coordina il progetto Lancia Dialogos con Pietro Camardella e Mike Robinson della Lancia. Sempre votato all'innovazione nel 1998 ottiene dall'AD Paolo Cantarella l'autorizzazione a fondare il Centro Ricerche Design presso il CRF primo abbozzo di Advanced Design del gruppo, seguito da Pietro Camardella come chief designer d'esterni, con la missione di connettere ricerca e sviluppo di prodotti, attraverso la realizzazione di concept per tutto il corporate. Il primo frutto di questo processo e il concept Lancia Nea presentato a Parigi 2000 seguito da Pietro Camardella come chief designer vehicle, sviluppato in stretta collaborazione con il centro stile Lancia diretto da Mike Robinson e i designers Marco Tencone e Alberto Di Lillo. Nel 1999 lascia il CRD, a cui gli subentra Pietro Camardella, quando viene richiamato alla guida della funzione Stile del gruppo FIAT, dopo l'ing. Carlo Maria Fugazza, in occasione della partnership con la General Motors. Terminerà la sua carriera come consulente alla I.De.A Institute quando il male incurabile lo portò via all'età di sessantacinque anni.

La forte personalità unita alle grandi qualità umane, oltre che professionali, la cultura enciclopedica, ne facevano un grande valorizzatore di talenti che si sono affermati nel campo del car design mondiale.

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