Infortunio sul lavoro

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Un infortunio sul lavoro è un evento dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna, che produce lesioni traumatiche, verificatosi nello svolgimento dell'attività lavorativa, dal quale derivano morte o inabilità, permanente o temporanea.

La causa violenta deve essere idonea per intensità e tempo a causare il danno. Sono considerati infortuni sul lavoro anche gli eventi verificatisi "in itinere", ovvero durante il percorso abitazione-luogo di lavoro.

Si differenzia dalla malattia lavoro-correlata o malattia professionale, termine che identifica una patologia provocata da un'agente presente nell'ambito lavorativo che abbia contribuito nel corso del tempo, mesi o anni, al manifestarsi della patologia.

Secondo le statistiche INAIL (serie storica 2009-2013), la prima causa di infortuni mortali sul lavoro è data dagli incidenti stradali[1].

Prevenzione[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito della gestione della sicurezza sul lavoro si deve tener presente il rapporto tra prevenzione e salute. Sono coinvolti nell'attuazione di interventi preventivi i competenti uffici statali, le imprese e le associazioni di lavoratori. Tali gruppi devono, nelle rispettive aree di competenza, attuare interventi di carattere tecnico, organizzativo, formativo e procedurale per garantire un ambiente di lavoro il più possibile sicuro, sia in caso di incidente, sia nell'ambito della prevenzione dell'incidente stesso.

All'interno dell'azienda si svolgono interventi preventivi specifici, anche per la predisposizione di sistemi di sorveglianza sanitaria, primo soccorso, scelta dei dispositivi di protezione individuale (DPI), individuazione delle mansioni a rischio, valutazione dell'efficacia degli interventi, attraverso il monitoraggio degli indicatori del fenomeno infortunistico.

Il problema degli infortuni riguarda ogni ambito di lavoro, dando luogo a costi notevoli oltre che per l'individuo anche per la società e le imprese stesse.

Italia[modifica | modifica sorgente]

La normativa di riferimento in Italia è costituita da:

  • DPR 1124/65: Testo Unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro per le malattie professionali;
  • Dlgs 38/2000: Estensione assicurativa verso l'infortunio in itinere;
  • Artt. 365 e 583 del codice penale italiano e l'art. 334 del Codice di Procedura Penale;
  • Dlgs 81/2008: Testo Unico Sicurezza Lavoro in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

La fonte ufficiale dei dati in merito agli infortuni è l'INAIL, che si occupa di tenere aggiornate le statistiche in merito agli infortuni.

Prevenzione[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito della valutazione del rischio, come previsto dal D.Lgs. 81/2008, e nella predisposizione di misure di prevenzione, è importante la raccolta da parte del datore di lavoro di tutte le informazioni sugli infortuni che comportino l'assenza dal lavoro dell'infortunato di almeno un giorno. Tale annotazioni devono essere contenute in un registro e devono:

  • essere ordinate cronologicamente
  • contenere dati anagrafici del lavoratore
  • descrivere le circostanze dell'incidente
  • riportare le date di abbandono e ripresa del lavoro.

Dunque risulta efficace la predisposizione di schede da compilarsi nel caso di infortunio, allo scopo di migliorare la prevenzione e rendere più completa e accurata la raccolta dei dati.

Denuncia[modifica | modifica sorgente]

In caso di infortunio il lavoratore deve essere accompagnato al pronto soccorso dove gli viene rilasciato il primo certificato medico. Successivamente, il lavoratore deve inviare tale certificato al datore di lavoro il quale, se la prognosi supera i tre giorni di astensione lavorativa, deve presentare entro due giorni la denuncia di infortunio alla sede INAIL competente, con allegato il certificato medico. In caso di infortunio mortale, la denuncia deve essere inoltrata entro 24 ore.

In caso di infortunio lieve o di franchigia (prognosi inferiore ai tre giorni) il lavoratore deve informare il datore di lavoro dell'avvenuto infortunio, ma quest'ultimo non è tenuto a inviare la denuncia all’INAIL.

Per prognosi maggiore di 40 giorni c'è l'obbligo di referto. Tale obbligo prevede l'invio del referto da parte del medico all'autorità giudiziaria, in base agli articoli 365 e 583 del codice penale italiano e l'articolo 334 del Codice di Procedura Penale. La denuncia all'ASL (Azienda Sanitaria Locale) di malattia professionale libera dall'obbligo di referto. In ogni caso, una copia del certificato medico per la malattia professionale, con gli esiti degli accertamenti medici specialistici eseguiti, dev'essere consegnata al lavoratore.

Note[modifica | modifica sorgente]

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