Ennemond Alexandre Petitot

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Ennemond Alexandre Petitot in un ritratto di Filippo Gabbi

Ennemond Alexandre Petitot (Lione, 1727Parma, 1801) è stato un architetto francese.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Nato a Lione nel 1727, Petitot nel 1741 entrò nello studio di Jacques Soufflot, suo primo maestro, e quindi andò a Parigi all’Académie d’Architecture. Vinse il Grand Prix de Rome nel 1745 e, trasferitosi a Roma nel 1746, ottenne il brevetto di Allievo Architetto dell’Accademia di Francia, che aveva come esponente di spicco Giovanni Battista Piranesi.

Alla corte 'francese' di Parma[modifica | modifica sorgente]

Parma 1832.jpg

Dopo un periodo trascorso in Francia, nel 1753 fu chiamato alla corte di Parma, dal duca Filippo di Borbone, con l'incarico di 'primo architetto'. Qui seppe intessere una proficua collaborazione col primo ministro Du Tillot, che gli consentì di imprimere un nuovo stile architettonico ed urbanistico alla capitale ducale.

Petitot ristrutturò la Reggia di Colorno con i suoi giardini: creò la Sala Grande (1755) e ricostruì lo scalone verso il giardino (1757) e fece in modo di dare al complesso forma pentagonale. Con questa forma volle anche che procedesse il progetto dei boschi di Torrile.

Dal 1754 lavorò al Giardino Ducale di Parma disegnando alcuni vasi che Boudard in seguito scolpì; ideò il tempietto di Arcadia all'interno del Parco Ducale (1769), in onore di Ferdinando di Borbone e Maria Amalia d'Asburgo-Lorena, nuova coppia regnante. Nello stesso anno progettò l''Ara dell'Amicizia in piazza Grande (oggi piazza Garibaldi), un monumento che doveva solennizzare la visita di Giuseppe II d'Austria a Parma, e rappresentante l'amicizia fra il duca Ferdinando e l'imperatore (il monumento fu demolito nel 1859).

Progettò anche un nuovo Palazzo Ducale per Parma: egli propose di realizzare proprio nel giardino un nuovo palazzo, affacciato sul torrente e verso la città da un lato e sull'asse principale del parco stesso sul lato opposto, in modo da nascondere il pesante disassamento tra il palazzo e lo sviluppo dell'area verde, ma non riuscì a realizzarlo per l'abbandono dei lavori nel 1768 a causa di problemi politici e finanziari.

A Parma progettò il tracciato dello stradone, che doveva essere delimitato dalla Colonna Borbone (progettata da lui stesso nel 1763 e spezzatasi durante il tragitto) e dal Casino del Caffè, concepito come ritrovo mondano con funzione panoramica. Petitot disegnò inoltre la facciata della chiesa di San Pietro ed apportò abbellimenti al Palazzo del governatore.

Il lungo insegnamento all'Accademia di Parma[modifica | modifica sorgente]

La fine del Petitot coincise con caduta in disgrazia del Du Tillot: venne dimissionato dalla carica di architetto di corte ed accettò di dedicarsi all'insegnamento di architettura alla, pur molto prestigiosa, Accademia di Belle Arti di Parma, profittando per offrire varie consulenze private. Fu, tra l'altro, maestro del grande architetto neoclassico Simone Cantoni, presso di lui nel 1767-68 e, più tardi, del Bettoli. Morì nella sua villa di Marore nel 1801.

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