Soragna

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Soragna
comune
Soragna – Stemma
Soragna – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Sindaco Salvatore Iaconi Farina (centrodestra) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 44°56′00″N 10°07′00″E / 44.933333°N 10.116667°E44.933333; 10.116667 (Soragna)Coordinate: 44°56′00″N 10°07′00″E / 44.933333°N 10.116667°E44.933333; 10.116667 (Soragna)
Altitudine 49 m s.l.m.
Superficie 45 km²
Abitanti 4 883[1] (31-12-2010)
Densità 108,51 ab./km²
Frazioni Carzeto, Castellina, Diolo
Comuni confinanti Busseto, Fidenza, Fontanellato, Roccabianca, San Secondo Parmense, Zibello
Altre informazioni
Cod. postale 43019
Prefisso 0524
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034036
Cod. catastale I840
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti soragnesi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Soragna
Posizione del comune di Soragna nella provincia di Parma
Posizione del comune di Soragna nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Soragna (Suràgna in dialetto parmigiano[2]) è un comune di 4.672 abitanti della provincia di Parma.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Soragna risalgono all'epoca longobarda: nel 712 è citata per la prima volta in un documento del re Liutprando.

Dal 1198 fu in possesso della famiglia Lupi, mentre la vicina Castellina fu in possesso della famiglia dei Pallavicino. Feudo imperiale, nel 1347 divenne marchesato (titolo conferito dall'imperatore Carlo IV) e dal 1709 fu principato, con il diritto di battere moneta (titolo conferito dall'imperatore Giuseppe I) alla famiglia Meli-Lupi.

Il 18 marzo 1945 Soragna fu teatro di quello che viene ricordato come l'Eccidio di Soragna, ovvero della rappresaglia disposta dal Comando Provinciale di Parma delle Brigate Nere e la relativa fucilazione di cinque partigiani delle Squadre di Azione Patriottica, come ritorsione per l'uccisione di un loro militare ed il ferimento di altri tre. L'esecuzione venne effettuata nel viale Verdi, antistante il muro di cinta della Rocca dei principi Meli-Lupi, dove oggi vi è un monumento a ricordo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di S. Giacomo

Al nucleo più antico del borgo si è affiancato nel XVIII secolo una parte nuova che s'incentra intorno ad una piazza circondata da portici, su cui si affaccia il coevo Palazzo Municipale.

La chiesa parrocchiale di San Giacomo (1755), dedicata alla Sacra Famiglia, custodisce un gruppo statuario del Cristo morto, opera di Alvise da Cà (1701) e un organo del 1803 costruito dai fratelli Serassi.

Altre chiese sono la chiesa di San Rocco (XVII secolo) e quella della Beata Vergine del Carmine, eretta per ordine del marchese Diofebo Meli-Lupi nel 1661. Sulla piazza principale si trova l'oratorio di Sant'Antonio, con una decorazione a stucco (1696), opera di Francesco Galli da Bibiena.

Nel 1855 fu costruita la Sinagoga, detta "Casa Grande degli ebrei", in stile neoclassico con l'adiacente scuola, adesso adibita a Museo ebraico che raccoglie arredi e documenti delle scomparse comunità israelitiche del Ducato di Parma.

Rocca[modifica | modifica sorgente]

Nel 1385 il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti concesse ai marchesi Bonifacio Lupi e Raimondino Lupi di costruire l'attuale Rocca, in seguito trasformata, alla fine del XVII secolo, in residenza signorile.

La Rocca Meli-Lupi

L'edificio ha pianta quadrata ed originariamente era completamente circondato da un fossato, di cui adesso rimane solo una parte sul lato meridionale e quello orientale; aveva inoltre quattro torri angolari quadrate ed una al centro della facciata di cui si rilevano ancora le forme.

Appartengono alle trasformazioni successive le decorazioni interne la "sala delle grottesche", con affreschi di Cesare Baglione (1580), la "sala del bocchirale", la "sala rossa" con ritratti di Giampaolo IV Meli Lupi e sua moglie Ottavia Rossi di San Secondo, la "sala degli stucchi" affrescata dai Bibiena, ed infine la "galleria dei poeti", con la raffigurazione di dodici tra i maggiori poeti, che si affaccia sul laghetto del parco sottostante.

Al piano superiore si trovano la "sala del Trono", con pareti decorate da velluti e broccati, stucchi e intagli dorati. La cappella di famiglia custodisce le tombe di Ugolotto Lupi (1351) e di Francesco Meli Lupi (1669) con l'iscrizione funeraria: Quivi giace a marcir entro l'avello nudo, senza vigor, vile, fetente un lupo per venir celeste agnello.

Il parco fu trasformato in giardino "all'inglese" verso il 1820.

Persone legate a Soragna[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mordacci, Alessandra, (a cura di) La Rocca di Soragna, Gazzetta di Parma Editore, Parma, 2009

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]