Bardi (Italia)

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Bardi
comune
Bardi – Stemma Bardi – Bandiera
Veduta del paese con il castello dei Landi
Veduta del paese con il castello dei Landi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Valentina Pontremoli (Un Idea Per Bardi) dal 10/06/14
Territorio
Coordinate 44°38′01″N 9°43′52″E / 44.633611°N 9.731111°E44.633611; 9.731111 (Bardi)Coordinate: 44°38′01″N 9°43′52″E / 44.633611°N 9.731111°E44.633611; 9.731111 (Bardi)
Altitudine 625 m s.l.m.
Superficie 189,9 km²
Abitanti 2 355[1] (31-07-2011)
Densità 12,4 ab./km²
Frazioni Assirati, Bazzini, Bergazzi, Berlini, Bertonazzi, Boccolo, Bosini, Bre, Brugnoli, Caberra, Cacrovoli, Caneto, Cantiga, Caprile, Carpana, Casanova, Case Ini, Case Soprane, Cavallare, Cerreto, Chiesabianca, Cogno, Credarola, Cogno Grezzo, Comune Soprano, Costa, Cremadasca, Diamanti, Dorbora, Faccini, Faggio, Fantoni, Ferrari, Filippini, Franchini, Frassineto, Gabriellini, Gazzo, Geminiano, Granelli, Granere, Gravago, Grezzo, Lezzara, Lobbie, Moglie, Monastero, Noveglia, Osacca, Panigaro, Pareto, Piana Gazzo, Pianelletto, Pieve, Pione, Ponteceno di sopra, Romei, Roncole, Rossi, Rugarlo, Saliceto, Santa Giustina, Segarati, Sidolo, Tanugola, Taverna, Tiglio, Vicanini, Vischetto di Là, Vosina
Comuni confinanti Bedonia, Bore, Borgo Val di Taro, Compiano, Farini (PC), Ferriere (PC), Morfasso (PC), Valmozzola, Varsi
Altre informazioni
Cod. postale 43032
Prefisso 0525
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034002
Cod. catastale A646
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bardigiani
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bardi
Posizione del comune di Bardi nella provincia di Parma
Posizione del comune di Bardi nella provincia di Parma
Sito istituzionale

[2]Bardi è un comune italiano di 2.355 abitanti della Valle del Ceno in provincia di Parma.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Bardi è situato a 625 metri sul livello del mare nell'alta valle del Ceno, in corrispondenza della confluenza tra il torrente Ceno ed il torrente Noveglia, a circa 60 km dal capoluogo di provincia Parma e a circa 40 km dal casello di Fornovo dell'Autostrada della Cisa A15.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

«Bardi», secondo la leggenda, deriverebbe da «Bardus» o «Barrio», l'ultimo degli elefanti al seguito dell'esercito di Annibale che sarebbe morto qui durante la marcia verso Roma[3]. In suo ricordo, Annibale avrebbe quindi deciso di fondare una colonia. Secondo la storia invece il toponimo «Bardi» deriverebbe dall'appellativo che contraddistingueva la nobiltà longobarda - i cosiddetti Arimanni - un gruppo dei quali si stabilì qui attorno al 600 d.C. La prima attestazione di una "Silva arimannorum" vicinissima a Bardi, un bosco affidato agli uomini liberi legati direttamente al re, è dell'898 e si riferisce probabilmente alla fascia tuttora prevalentemente boschiva nei pressi di Cogno di Gazzo.[4] Il territorio fu abitato sin dal Paleolitico (ne sono prova i ritrovamenti archeologici sul Monte Lama[5]) e in seguito dai Liguri; in età romana faceva parte del municipium di Veleia, ed era attraversato dall'asse viario che portava a Luni e a Roma. Questa strada, ripresa dai longobardi, fu utilizzata, per un tratto, anche dai monaci di Bobbio per recarsi a Roma. Scendendo dal passo di Boccolo de' Tassi attraversava Bardi, risaliva la valle del torrente Noveglia e scendeva a Borgo Val di Taro per raggiungere Pontremoli[6].

L'abitato è dominato dall'imponente castello costruito in posizione sopraelevata su uno sperone di diaspro rosso. La prima testimonianza scritta della presenza di un castello è data da una pergamena datata 869. Nell'agosto 898 un bardigiano, Andrea figlio di Dagiverto vende al Vescovo di Piacenza Everardo metà della "Rocha" di Bardi[7]. Nel gennaio del 1000 il vescovo di Piacenza Sigifredo si trasferisce a Bardi[8], essendo il feudo diventato patrimonio erediatario dei Vescovi di Piacenza. Nella prima metà del XIII secolo il vescovo cedette il castello e le terre circostanti ad un gruppo di nobili locali conosciuti come "Conti di Bardi". Nel 1251 in seguito ad una ribellione i Pallavicino - signori di Piacenza - espugnarono e distrussero il castello.

Il 19 marzo 1257 il feudo fu acquisito da Ubertino Landi dei Landi di Piacenza[9] - conti ghibellini - che rimasero tra alterne vicende signori di Bardi per i successivi quattro secoli. Ubertino Landi riedificò e fortificò il castello facendone un baluardo pressoché inespugnabile. Nella lotta tra papato e impero (Guelfi e Ghibellini) Bardi rimase sempre legata all'impero. Nel 1269 i guelfi assediarono il castello che si arrese dopo mesi per penuria di viveri. Il castello passò alla città di Piacenza fino all'ottobre 1307, quando Ubertino II Landi ottenne dall'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo il castello di Bardi, Borgo Val di Taro e Compiano. Il 29 novembre 1321, in località "La giostra" nei pressi dell'oratorio delle Grazie fu combattuta una violenta battaglia tra le milizie Guelfe guidate da Giacomo Cavalcabò, capo di Cremona, e le truppe ghibelline comandate da Galeazzo I Visconti. I guelfi ebbero la peggio e lo stesso Cavalcabò fu ucciso e venne sepolto nel vicino oratorio. Nel 1381 Gian Galeazzo Visconti riconobbe la signoria dei Landi che ottennero nel 1415 una completa autonomia. Il castello, progettato inizialmente come presidio militare, venne successivamente ampliato e modificato per adattarsi alla funzione di capitale di un piccolo stato libero esteso a buona parte dell'alta Val Ceno e dell'alta Val Taro (corrispondente al territorio dei comuni di Albareto, Bardi, Bedonia, Borgo Val di Taro, Compiano, Tornolo e Varsi). Nel 1429 Filippo Maria Visconti conquistò il castello, successivamente affidato al condottiero di ventura Niccolò Piccinino che lo tenne dal 1438 al 1448. Nel 1448 ritornarono i Landi. Nel 1551 l'imperatore Carlo V eresse il feudo a marchesato e i Landi ottennero il diritto di battere moneta con una loro zecca[10]. Agostino Landi fu nominato marchese di Bardi e principe di Borgotaro. Ad Agostino successe Manfredo, morto improvvisamente in Spagna prima delle nozze con Giovanna di Aragona, a cui si deve l'impianto attuale del castello. Dopo il marchese Claudio nel 1589 il castello passò a Don Federico, che istituì nel 1616 per diploma dell'imperatore Mattia un collegio di notai in Bardi con la facoltà di concedere la Laurea di abilitazione e l'anello. Il collegio venne abolito con le Leggi Napoleoniche nel 1805. A Don Federico e a sua Figlia Polissena il castello deve una risistemazione complessiva del cortile, la costruzione del portico dell'oratorio, la grande Sala dell'Armeria, la raccolta dei quadri e la biblioteca. A Polissena successe il figlio Andrea III Doria-Landi, che nel 1682 cedette Bardi a Ranuccio II Farnese, duca di Parma. La storia di Bardi seguì da quel momento la storia del Ducato di Parma e dal 1861 quella del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana. Da sempre parte del territorio della Provincia di Piacenza, passò alla provincia di Parma nel 1923.[11]

Dalla fine dell'Ottocento a tutto il Novecento la storia di Bardi è caratterizzata dal fenomeno dell'emigrazione verso la Gran Bretagna, la Francia, la Svizzera, il Belgio e gli Stati Uniti. Durante la seconda guerra mondiale e dopo l'Armistizio Bardi e le montagne circostanti furono teatro di scontri tra le truppe tedesche e le brigate partigiane della Val Ceno e della Val Taro. Il 17 luglio 1944 all'alba Bardi fu bombardata da 12 bombardieri "Stukas" che provocarono danni ingenti, mentre truppe tedesche in ritirata da Bedonia e Borgo Val di Taro eseguirono numerosi rastrellamenti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Colline intorno l'abitato di Bardi

Il Castello di Bardi è in ottimo stato di conservazione e visitabile; è teatro di numerose giornate a tema medioevale con rappresentazioni di fatti storici e spesso utilizzato come ambiente per giochi di ruolo.nell intero del castello si possono vedere numerose stanze tra cui quella delle torture (molto piccola). nel corso della 2 guerra mondiale molte persone vivevano nel castello; nella piazza centrale c'erano delle case.

Nella nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria Addolorata, costruita nel 1934 in stile ravennate, è custodito un dipinto su tavola del Parmigianino raffigurante lo Sposalizio mistico di santa Caterina (1521). Sull'altare è visibile una statua in legno policromo e dorato che rappresenta Maria Addolorata, attribuita allo scultore Berni, datata 1649.

La vecchia chiesa parrocchiale è intitolata a San Giovanni Battista; fu eretta nel 1500 dai padri Serviti.

L'oratorio di Santa Maria delle Grazie (già di S. Biagio) fu edificato nella seconda metà del XIII secolo. Restaurato nel 1621, venne chiuso nel 1774 perché pericolante e riedificato. Fu riaperto al culto nel 1779. Racchiude diversi dipinti del XVIII sec, tra cui un olio su tela raffigurante la Vergine seduta regalmente nell'atto di benedire con la mano tra San Biagio e San Rocco, in atto di venerazione.

Il convento di San Francesco con annessa la chiesa fu costruito nel 1611 sotto al lato ovest del castello.

La chiesa di San Siro, edificio romanico rustico, è databile attorno ai secoli XII - XIII.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Ogni anno l'ultimo fine settimana di giugno si tiene la tradizionale sagra di "Boccolo in festa", festa principale del calendario bardigiano.
  • Ogni anno l'ultima domenica di giugno nel bosco di Pione si tiene la Festa della Madonna di Loreto, sita all'interno della suggestiva Cappella nel bosco, ritenuta fonte di "Acqua Santa" e di miracoli distribuiti.
  • Ogni anno il giorno 13 agosto si tiene la tradizionale Festa dell'Emigrante.
  • Ogni anno il giorno 15 agosto si tiene la tradizionale Festa della Modonna Assunta nella frazione di Pione.
  • Ogni anno il giorno 16 agosto si tiene la Festa di San Rocco nella frazione di Pione.
  • Ogni anno il giorno 24 agosto si tiene la tradizionale Fiera di San Bartolomeo.
  • Ogni anno il giorno 29 settembre si tiene la tradizionale Fiera di San Michele.
  • Ogni anno il primo fine settimana di agosto la Mostra del Cavallo Bardigiano (razza adattata al lavoro collinare e al trekking istituita con D.M. nel 1977) richiama una folta folla di visitatori e addetti ai lavori.
  • Molto noti i funghi porcini (Boletus Edulis) della zona, dal profumo caratteristico.
  • Nel 900 le persone ricche vivevano nella parte alta del paese e i poveri nella parte bassa.
  • Bardi è sede del "Bardi Web Award", premio rivolto ai migliori siti web in Italiano in varie categorie.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Bardi fa parte della Comunità Montana Valli del Taro e del Ceno.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Bardi che milita nel girone A emiliano-romagnolo di 1ª Categoria.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Bardi[modifica | modifica wikitesto]

Tra le persone illustri nate a Bardi ricordiamo:

  • Margherita Carlotti degli Antoniazzi (1502-1565), anche detta La Devota della Costa, religiosa italiana
  • il garibaldino-fotografo Giuseppe Bertucci (1844-Verona, 1926)
  • il Cardinale Antonio Samoré (1905-1983)
  • lo storico Vito Fumagalli (1938-1997), già Ordinario di Storia Medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'università di Bologna e Deputato della Repubblica
  • Frank Berni (1909 - 1990), l'inventore dell'"Happy Hour" nella catena di ristoranti "Berni Inn" da lui fondata in Gran Bretagna
  • il capitano Pietro Cella (1851-1896), caduto ad Adua, prima medaglia d'oro del corpo degli Alpini
  • Andrea Pontremoli (1957 - ), già Presidente e Amministratore Delegato di IBM Italia, attualmente Amministratore delegato di Dallara,
  • Roberto Ferrari (1959 - ), fisico, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che partecipa agli esperimenti all'acceleratore di particelle del Cern di Ginevra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza, 19/10/2014, pp. 234. URL consultato il 19/10/2014.
  3. ^ Valtaro.it, Bardi: La leggenda dell'elefante di Annibale, 13/10/2014. URL consultato il 13/10/2014.
  4. ^ Vito Fumagalli, Il castello di Bardi: nascita di un borgo militare, 3 - 2002, Bardi, Centro studi della valle del Ceno, 1974, pp. pp. 52; 57.
  5. ^ Geoitaliani, geoitaliani: Il Monte Lama: la montagna delle lame di pietra, 13/10/2014. URL consultato il 13/10/2014.
  6. ^ Associazione Transitum Padi, Via degli Abati, 13/10/2014. URL consultato il 13/10/2014.
  7. ^ Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza compilate dal proposto Cristoforo Poggiali Tomo primo [-duodecimo]: 3 (Google eBook), 13/10/2014. URL consultato il 13/10/2014.
  8. ^ Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza, 19/10/2014. URL consultato il 19/10/2014.
  9. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, corredata di un atlante, di mappe geografiche e topografiche, e di altre tavole illustrative di Attilio Zuccagni-Orlandini: Italia superiore o settentrionale. 6, Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla. 8.1, Volume 8,Parte 6 (Google eBook), Firenze, 1839.
  10. ^ Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei ducati di Parma Piacenza e Guastalla ... preceduto da cenni statistici e sussequito da un' appendice (Con una carta geogr.) (Google eBook), Parma, Typ. ducale,, 1834.
  11. ^ Approfondimenti - Archivio di Stato di Piacenza
  12. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]