Bardigiano

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Cavallo bardigiano

Il bardigiano è una razza di cavallo (definito anche pony in quanto non supera i 149 cm di altezza al garrese), che prende il suo nome dal paese italiano di Bardi (PR) da dove è originario.

È una razza indigena nativa dell'Appennino Ligure, ben adattata alla vita in aree montagnose. Piccole mandrie vivono allo stato brado sulle montagne liguri.

Origini[modifica | modifica sorgente]

La razza ha origine nella valle del Ceno a Bardi, nell'Appennino parmense, da cui la terminologia Pony Bardigiano, ed è stata riconosciuta ufficialmente nel 1977. È quasi certo che il bardigiano abbia legami con l'avelignese in quanto le due razze discendono da uno stesso padre, lo stallone arabo El Bedavi, allevato dall'impero austroungarico. È inoltre presente una certa affinità con il Pony delle Asturie e con l'Exmoor, razze derivanti da pony celtici. Il cavallo bardigiano ha vissuto con loro sin da prima dell'Era Glaciale (circa 10.000 a.C.), mantenendo la sua forma originaria fino ad oggi. Questa razza è nata spontaneamente in Italia da esemplari probabilmente importati dalla Spagna e dal Noricum, una provincia dell'impero romano situata fra Italia e Austria, in quanto il territorio alpino non possedeva razze native di cavalli e pony. Dopo la Prima guerra mondiale la razza era quasi estinta e ci fu un tentativo di incrocio con avelignesi e Franches-Montaignes al quale solo gli abitanti locali riuscirono ad opporsi incrociando anche clandestinamente i propri individui con animali autoctoni; in questo modo non vennero perse le caratteristiche proprie della razza. in seguito, nei primi anni ’70 la Comunità Montana dell’Appennino Parmense[senza fonte] in collaborazione con l’Associazione Provinciale Allevatori diede vita ad un nuovo programma di selezione e recupero, che si concretizzò con l’istituzione del Libro Genealogico del Cavallo Bardigiano (LG), tramite un Decreto Ministeriale del 1977. Lo stesso anno debuttava la Mostra Nazionale, che da allora continua a ripetersi ogni prima settimana di agosto a Bardi. Oggi i Bardigiani iscritti al Libro Genealogico sono 3.240.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il bardigiano presenta una costituzione robusta, adatta al clima rigido della montagna, fisicamente dotato per affrontare terreni impervi e scoscesi. La testa armoniosa possiede una fronte ampia tipica dei pony, il muso affusolato dal profilo leggermente camuso ereditato dall'arabo. Le orecchie sono piccole e mobili. La narici sono piccole e i canali della respirazione sono lunghi per permettere all'aria di riscaldarsi prima di entrare nei polmoni. Il collo è corto e muscoloso, le spalle forti e dritte, il petto ampio. La schiena è forte e abbastanza lunga per trasportare il basto, occupazione principale per cui veniva utilizzato il bardigiano. I quarti sono tondi e muscolosi, la coda folta e attaccata bassa. Le gambe sono corte e ben piazzate, con giunture ben pronunciate e tendini forti e elastici. Gli zoccoli sono larghi e tondeggianti, abbastanza solidi per arrampicarsi sui difficili sentieri montani. Sui nodelli compaiono ciuffi di pelo.

Attitudini e utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Il Bardigiano è utilizzato principalmente per trekking e passeggiate, soprattutto nelle zone montuose, nonché quale cavallo da tiro leggero. Tuttavia, la sua docilità e il suo carattere volenteroso lo stanno facendo emergere anche in attività ippiche quali la scuola d'equitazione, le ginkane, il lavoro in piano ed ippoterapia.

Diffusione[modifica | modifica sorgente]

Il bardigiano è principalmente diffuso in Italia ma negli ultimissimi anni sono comparsi i primi allevamenti in Germania, Ungheria e Svizzera.

Marchiatura con azoto liquido[1]

Caratteri morfologici[modifica | modifica sorgente]

Tipo: meso-brachimorfo.

Colore principale del mantello: baio, baio oscuro, morello.

Altezza al garrese: maschi 139–149 cm; femmine 135–147 cm.

Categoria: pony.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Procedure di identificazione del cavallo bardigiano

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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