Battistero di Parma

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Coordinate: 44°48′11.16″N 10°19′49.44″E / 44.8031°N 10.3304°E44.8031; 10.3304

Battistero di San Giovanni
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna
Località Parma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Diocesi di Parma
Stile architettonico tardo romanico
Inizio costruzione 1196
Completamento 1270
Interno

Il battistero di Parma, edificio destinato al rito battesimale, si trova accanto al duomo di Parma ed è considerato come il punto di giunzione tra l'architettura romanica e l'architettura gotica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il battistero fu commissionato a Benedetto Antelami, che ne iniziò la decorazione nel 1196, come attesta un'iscrizione sul portale.

La datazione dell'opera conclusa è piuttosto complessa e solo recentemente è stata suffragata da alcuni documenti. Nel 1216 l'alzato giungeva solo al secondo ordine delle logge, dove era stata collocata una copertura piana provvisoria. Il prezioso marmo rosa di Verona cessò di arrivare a Parma per i contrasti politici con il ghibellino Ezzelino da Romano, signore di Verona, e solo nel 1249 fu possibile rimettere mano alla costruzione dei registri superiori del battistero.

La conclusione avvenne entro il 1270, quando l'edificio venne solennemente consacrato. Pare che comunque il progetto dell'Antelami venne seguito fino alla conclusione.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno, costruito in marmo rosa di Verona è ottagonale. L'ottagono è simbolo di eternità. Senza precedenti è lo sviluppo in altezza, come se si trattasse di una torre tronca. La superficie esterna è decorata da un complesso schema, con pieni e vuoti che ritmano effetti chiaroscurali. Al pian terreno su tre facciate si aprono portali strombati con archi a tutto sesto, mentre sugli altri lati si trovano degli archi ciechi, grandi quanto un portale, con al centro delle colonnine, in una collocazione insolita. I portali sono decorati da vari rilievi, tra i quali spiccano le lunette probabilmente di mano dell'Antelami stesso.

Quattro registri superiori sono decorati da loggette architravate, interrotte in corrispondenza dei contrafforti sugli angoli. L'ultima fascia è decorata da archetti ciechi di dimensione sfasata rispetto alle loggette sottostanti.

Gli elementi che lo compongono sono tutti ancora romanici, ma la loro disposizione è completamente originale: sviluppo verticale, senso del ritmo, elaborate proporzioni, sono infatti tutte caratteristiche tipicamente "gotiche" del battistero.[1]

Interno[modifica | modifica wikitesto]

La cupola del battistero

L'interno è costituito da 16 arcate che compongono delle nicchie, ciascuna delle quali contiene una scena dipinta. Tutti questi affreschi e dipinti risalgono al XIII e XIV secolo. La parte più rilevante del battistero tuttavia è costituita dalla cupola a ombrello del soffitto, dipinto con figure di Santi. Sedici nervature tubolari si dipartono a raggiera dal centro della cupola, ognuno dei quali va a finire su una colonna, a sua volta sovrapposta su altre fino al suolo. La prima fascia della cupola ha un fondo azzurro (l'Empireo) con dei rombi, ognuno dei quali contiene una stella. La seconda fascia contiene i dodici Apostoli ed i quattro Evangelisti. la terza fascia, nello spicchio sopra l'altare presenta Cristo in trono, con a sinistra la Madonna e a destra san Giovanni Battista. Negli altri tredici spazi ci sono altrettanti Profeti. La quarta fascia contiene dodici episodi della vita di san Giovanni Battista, e quattro santi. Nella quinta fascia (gli archi) sono raffigurati episodi della vita di Abramo, i quattro elementi naturali (acqua, aria, terra, fuoco), le quattro stagioni e le Vergini.

Con il passare del tempo i dipinti hanno subìto un progressivo degrado in quanto non erano stati eseguiti con una vera tecnica "a fresco"; di conseguenza, cominciarono presto a staccarsi e a cadere dalla loro sede. Per questo il battistero dovette essere restaurato e consolidato anche con il ricorso a siringature ed infiltrazioni.

Corredo scultoreo[modifica | modifica wikitesto]

Non tutto il corredo scultoreo che decorava il battistero si è preservato, ma, ciononostante, l'insieme dei rilievi per l'interno e l'esterno del battistero è ancora il complesso scultoreo italiano più importante pervenutoci per questo periodo di transizione dal romanico al gotico. Rilievi si trovano sugli stipiti e sulle lunette del portale, sulle fasce nelle pareti cieche esterne e su fasce all'interno. Il tema può essere genericamente individuato nella rappresentazione della vita umana e della sua redenzione, secondo un ampio ciclo che trova paragoni (e forse l'ispirazione stessa) nelle grandi cattedrali francesi.

Le lunette dei tre portali all'esterno raffigurano:

Tutte e tre alludono alla salvezza umana tramite il battesimo, ma ognuna è studiata secondo la funzione specifica del portale. Nel portale nord, al di sotto della lunetta della Venuta dei magi, nell'architrave, sono rappresentate le Storie di S. Giovanni Battista con il battesimo di Gesù, il banchetto di Erode e la decapitazione del santo. Nel portale dove entrava chi doveva ricevere il sacramento (i catecumeni), quello disposto a sud, è raffigurata la leggenda di Barlaam, un soggetto di derivazione orientale: è raffigurato un uomo su un albero insidiato da un drago, che simboleggia il peccato. Sull'albero però si trova anche un favo, che forse è metafora della salvezza spirituale offerta dal battesimo. Attorno si dispiegano raffigurazioni del tempo (il sole e la luna con le personificazioni del giorno e la notte). L'archivolto e l'architrave sono decorate da rilievi di profeti e di animali simbolici tratti dai bestiari[2].

All'interno le lunette dei portali raffigurano episodi biblici:

Sulle pareti esterne del livello inferiore corre uno zooforo, una serie di formelle (settantacinque o settantanove), eseguite probabilmente dal maestro stesso. Le formelle rappresentano il fantastico nella scultura: animali di varia natura, sirene e i segni dello zodiaco, rappresentati dietro figure di uomini al lavoro nei campi, durante le varie stagioni. Esse simboleggiano l'universalità della natura e del genere umano cui è aperta la predicazione e la comunicazione del messaggio di Cristo.

Il ciclo dei mesi di Parma[modifica | modifica wikitesto]

Settembre

All'interno del battistero sono collocate le sculture ad altorilievo, appartenenti a un ciclo pressoché completo raffigurante i mesi e le stagioni. Questi erano probabilmente lavori per il portale principale della facciata del duomo, ma l'opera venne interrotta, forse a causa della morte di Antelami o di una sua partenza prematura. Pur non potendosi escludere gli interventi della bottega, è unanimemente riconosciuto come il capolavoro di Antelami, il lavoro nel quale profuse una sintesi della sua concezione della rappresentazione dell'uomo e nel quale raggiunse l'apice della sua raffinatezza esecutiva.

Vi sono raffigurati uomini occupati in lavori agricoli stagionali, un tema già presente dal secolo precedente (per esempio al duomo di Modena, dove si dà un significato nobilitante e salvifico al lavoro, secondo la nuova dottrina teologica che non lo vede più come maledizione divina). In queste rappresentazioni, Antelami e la sua bottega trasferirono una straordinaria cura nei particolari, con un'attenta descrizione degli utensili, dei lavori, delle piante, dei frutti, tutti scolpiti secondo un realistico naturalismo, non alieno da spunti e riferimenti classicheggianti (nelle acconciature, nell'abbigliamento e in alcune simbologie).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Battistero di Parma
  2. ^ Benedetto Antelami e il Battistero di Parma (a cura di C. Frugoni), 1995.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Lopez, Il Battistero di Parma, Parma 1864;
  • Francesco Gandolfo, Gli affreschi del battistero di Parma, in Il Medio Oriente e l'Occidente nell'arte del XIII secolo, Clueb, Bologna 1982, pp. 193-201;
  • Arturo Carlo Quintavalle, Battistero di Parma: il cielo e la terra, Parma 1989;
  • Battistero di Parma, con testi di Jacques Le Goff, Georges Duby, Giovanni Romano, Chiara Frugoni, Bruno Zanardi, 2 voll., Parma-Milano 1992-1993. ISBN 88-216-0928-6 e ISBN 88-216-0927-8
  • Albert Dietl - Willibald Sauerländer - Chiara Frugoni - Saverio Lomartire - Bruno Zanardi, Benedetto Antelami e il Battistero di Parma, (a cura di C. Frugoni), Einaudi, Torino 1995; ISBN 88-06-12659-8
  • Il Battistero di Parma: iconografia, iconologia, fonti letterarie, a cura di Giorgio Schianchi, Milano 1999. ISBN 88-343-3684-4
  • Chiara Frugoni, La cattedrale e il battistero di Parma: guida a una lettura iconografica, Einaudi, Torino 2007. ISBN 978-88-06-18501-5;
  • Pier Paolo Mendogni, Il Battistero di Parma: arte, storia, iconografia, Parma 1996;
  • Enrico Castelnuovo - Nino Migliori, Terra incognita. Lo zooforo del battistero di Parma, Parma 2008. ISBN 88-7847-183-6

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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