Duomo di Torino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Duomo di San Giovanni Battista
Duomo di Torino
Città Torino
Regione Piemonte
Stato bandiera Italia
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Torino
Anno di consacrazione
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico stile rinascimentale
Inizio della costruzione 1491
Completamento 1498
Sito web
Note {{{Note}}}

Il Duomo di Torino, dedicato a San Giovanni Battista e situato nell'omonima piazza, è l'unica chiesa della città in stile rinascimentale.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Duomo longobardo

L'attuale Duomo sorge in uno dei punti più carichi di storia della città di Torino, a pochi passi dall'area latina e pressoché adiacente al Teatro Romano dell'antica Augusta Taurinorum, [1]. L'area sacra, anticamente, era costituita da tre chiese, dedicate a san Salvatore, a Santa Maria di Dopno e, appunto, a San Giovanni Battista, principale fra le tre: si pensa, a tal ragione, che la consacrazione dell'edificio al Battezzatore sia da far risalire nientemeno che ai Longobardi, e con precisione ad Agilulfo (re dal 591 al 615), la cui moglie, Teodolinda, fece proclamare san Giovanni patrono del regno [2].

A tal proposito, è utile ricordare un fatto che particolarmente scosse la città del tempo, esattamente alla morte del re Rodoaldo, quando re Ariperto I prese il trono. Duca di Asti, Ariperto I volle a succedergli i figli Pertarito e Godeperto, tra i quali scoppiò una cruenta lotta per il potere. Garibaldo, duca di Torino, appoggiatosi a Grimoaldo, duca di Benevento, decise di sostentere Godeperto, almeno in apparenza: lo scopo era, evidentemente, il trono. Giunto a Pavia, Grimoaldo assassinò Godeperto, mentre Pertarito scappava.
Convinto di non aver lasciato, così, tracce, Garipaldo si recò in San Giovanni, nella domenica di Pasqua di un anno non precisato, per assistere alla funzione: venne colpito alla schiena da un sicario di Godeperto che, così, vendicava il suo padrone. A succedere al duca assassinato fu Ragimberto.

[modifica] La costruzione

Le tre chiese principali della città vennero abbattute tra il 1490 e il 1492: il 22 luglio 1491 la reggente di Savoia, vedova di Carlo I, Bianca di Monferrato, posava la prima pietra del nascente duomo, sempre dedicato a San Giovanni: la costruzione, voluta fortemente sia dal duca sia dal vescovo, Domenico della Rovere, venne affidata ad Amedeo de Francisco di Settignano, detto anche Meo del Caprino, che la portò a termine in sette anni, concludendo infine i lavori nel 1505; il 21 settembre di quell'anno si ebbe la consacrazione, con una messa solenne tenuta dall'arcivescovo di Laodicea, Baldassarre Bernezzo, poiché il nuovo vescovo della città, Giovanni Ludovico della Rovere, era in quel momento a Roma a perorare la sua causa contro l'abate di San Mauro Torinese [3].

Se la realizzazione della struttura era stata affidata al Caprino, altro artista aveva curato il progetto? Alcuni pensarono a Baccio Pontelli, già di valente fama sotto Papa Sisto IV, ma venne poi accreditato anche il disegno dell'opera al suo edificatore. [4]
Il campanile, invece, non venne toccato: ancora è visibile, adiacente all'edificio. Risale al 1469, opera voluta dal vescovo Giovanni di Compeys, anche se quello presente oggi risente di alcune modifiche, specie nell'altezza, che vennero affidate, regnante Vittorio Amedeo II, allo Juvarra.

Nel 1515, un parente del vescovo, il papa Leone X, ordinava, con bolla papale, la ormai finita chiesa di San Giovanni quale sede metropolitana.

[modifica] L'ampliamento secentesco

Il Duomo di Torino con la torre campanaria e la Cappella del Guarini
Il Duomo di Torino con la torre campanaria e la Cappella del Guarini
Per approfondire, vedi la voce Cappella della Sindone.

Progetto per un ingrandimento del duomo, col fine di creare un degno ambiente per la conservazione della Sindone, risale al 1649, quando Bernardino Quadri, in seguito a screzi con Francesco Borromini avvenuti sul cantiere della Basilica di San Giovanni in Laterano, giunge a Torino, alla corte di Carlo Emanuele II.
L'idea del Quadri si basava sulla correzione del precedente progetto di Carlo di Castellamonte, che prevedeva una cappella ovale posta alle spalle del coro dell'edificio, erigendo così un'ambiente a pianta circolare, ma nella pratica, la cupola dell'architetto luganese non superava, per altezza e per imponenza, la mole del Duomo.

Nel 1667 venne così chiamato a concludere l'opera Guarino Guarini, dal 1666 già attivo nella Real Chiesa di San Lorenzo, poco lontano dal duomo. La cupola, i cui lavori durarono ventotto anni, venne terminata nel 1694, con messa solenne. Il visitatore doveva essere certamente impressionato dall'eleganza della struttura, dai marmi che, da neri nella parte bassa, andavano sempre più schiarendosi verso la sommità: il prezioso monumento della sindone, purtroppo, venne gravemente danneggiato nella notte tra l'11 e il 12 aprile 1997, quando un incendio distrusse gran parte dell'opera guariniana. La Sacra Reliquia, invece, venne portata in salvo grazie all'operato dei vigili del fuoco.

[modifica] Architettura

Immagine della Sindone in una stampa del 1898; è visibile il Duomo di Torino
Immagine della Sindone in una stampa del 1898; è visibile il Duomo di Torino

Il Duomo di Torino è inconfondibile nel panorama cittadino: esso è l'unico esempio ancora visibile dell'arte rinascimentale in città.
All'esterno si presenta con una facciata rinascimentale in marmo bianco, con tre portoni di cui, quello centrale, principale, sormontata da un timpano e affiancata da due volute.
Sul lato sinistro vi è la torre campanaria già citata, detta di sant'Andrea, in forme romaniche, realizzata verso il 1470 e ulteriormente sopraelevata nel 1720 da Filippo Juvarra.
Visibile, oggi coperta da ponteggi, la Cupola del Guarini, dietro la già presente cupola di San Giovanni.

L'edificio si presenta austero, al visitatore, diviso in tre navate e costruito su pianta a croce latina. Arricchito un po' in ogni secolo, l'interno del Duomo si presenta oggi decorato, ai lati, da numerose cappelle, nelle quali lavorarono svariati artisti e decoratori, quali i torinesi Gonin e Vacca, gli architetti Martinez e Talucchi, Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, Dauphin e molti altri.
La sontuosa Tribuna Reale si deve alla volontà di Carlo Emanuele III di Savoia; sotto di essa, in una teca, è custodita provvisoriamente, dal 1998, la Sindone, mostrata ai fedeli in occasione delle grandi ostensioni.

[modifica] Note

  1. ^ teatro poi demolito dai francesi, durante l'occupazione cinquecentesca
  2. ^ Giuseppe Colli. Storia di Torino, editrice il Punto, Torino, 2002
  3. ^ Giovanni Battista Semeria. Storia della Chiesa Metropolitana di Torino, Torino, 1840.
  4. ^ Carlo Merlini. Palazzi e curiosità storiche torinesi. Torino, stamperia Rattero

[modifica] Bibliografia

  • Renzo Rossotti. Storia insolita di Torino. 2006, Roma, Newton Compton editori.
  • Giovanni Battista Semeria. Storia della Chiesa metropolitana di Torino. 1840, Torino.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali