Crispino e Crispiniano

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Santi Crispino e Crispiniano
Il martirio dei santi Crispino e Crispiniano  Schweizerisches Landesmuseum, Zurigo
Il martirio dei santi Crispino e Crispiniano
Schweizerisches Landesmuseum, Zurigo

martiri

Nascita III secolo
Morte 25 ottobre 286
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 25 ottobre
Patrono di Calzolai

Crispino e Crispiniano (m. Soissons, 25 ottobre 286) furono due giovani cristiani che subirono il martirio durante l'impero di Massimiano.

Agiografia[modifica | modifica sorgente]

Aert van den Bossche, Il martirio dei santi Crispino e Crispiniano (1494), olio su tavola, Museo di Wilanów, Varsavia

Secondo la tradizione agiografica, erano due giovani cristiani inviati da Roma nella Gallia Belgica come missionari; qui diffondevano il Vangelo e si mantenevano esercitando il mestiere di calzolai. Durante l'impero e le persecuzioni anticristiane ordinate da Massimiano furono arrestati dal prefetto Rizio Varo e, sotto lusinghe, minacce e torture, si provò a far loro rinnegare la fede in Gesù Cristo. In un eccesso d'ira per il fallimento, il prefetto Rizio Varo si sarebbe ucciso gettandosi nel fuoco. L'imperatore Massimiano, per vendetta, condannò i due giovani cristiani a morte. I loro corpi furono poi nascosti e conservati da alcuni fedeli, che al termine delle persecuzioni, li deposero in due sepolcri vicini, dove poi sorse la basilica a loro dedicata a Soissons.

Sono titolari dell'antica cattedrale di Soissons (VI secolo).

Pur essendo le vicende della loro vita ricavabili solo da testi agiografici arricchiti da numerosi elementi favolistici, l'antichità e la diffusione del culto dei due martiri sembrano provarne la storicità.

Memoria liturgica il 25 ottobre. Sono patroni dei calzolai, avendo essi stessi svolto questo mestiere, e dei conciatori di pelli.

La battaglia di Agincourt[modifica | modifica sorgente]

I Santi Crispino e Crispiniano, Olio su tela, XVIII secolo. Nepi (VT) Chiesa di San Giovanni Decollato

Forse il giorno di San Crispino è meglio conosciuto per essere citato da Shakespeare nell'Enrico V (1599), nello specifico dallo stesso re Enrico V nel discorso ai suoi uomini prima della battaglia di Agincourt, avvenuta il 25 ottobre 1415.

« KING HENRY:

Praised be God, and not our strength, for it! What is this castle call'd that stands hard by?

MONTJOY:
They call it Agincourt.

KING HENRY:
Then call we this the field of Agincourt, Fought on the day of Crispin Crispianus. »

(The Life of King Henry V, by William Shakespeare, atto IV, scena VII)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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