Duomo di Vercelli
| Cattedrale di Sant'Eusebio | |
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La facciata della cattedrale sulla Piazza Sant'Eusebio |
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| Paese | |
| Regione | Piemonte |
| Località | Vercelli |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Vercelli |
| Inizio costruzione | IV secolo |
| Completamento | XVIII secolo |
La cattedrale di Sant'Eusebio è la principale chiesa di Vercelli e sede dell'arcidiocesi omonima.
Indice |
[modifica] Storia
Il Duomo che oggi vediamo non è l' antico e sicuramente più suggestivo tempio eusebiano, ma una costruzione la cui nascita e sviluppo avvenne in tempi più vicini a noi.La fondazione di una primitiva e modesta chiesa risalirebbe a S. Eusebio ( ? 371 ) che la volle costruire fuori dalle mura della città. Tra il V e il VI secolo fu riedificata una basilica paleocristiana che giunse integra fino alla fine del 1570 quando se ne iniziò la demolizione. Unico superstite della antica basilica è il possente campanile eretto nel XII secolo che domina e tutela la meno vetusta composizione architettonica.
[modifica] Descrizione
Nel XII secolo, epoca a cui risale l'attuale campanile, la cattedrale aveva cinque navate divise da colonne con transetto, ed era preceduta da un ampio portico; l'abside era decorata a mosaico, e nel presbiterio era collocato l'ambone scolpito da Benedetto Antelami.
Nella seconda metà del XVI secolo il valsoldese Pellegrino Tibaldi, su committenza del vescovo locale, ristrutturò l'edificio, distruggendo ciò che rimaneva della chiesa medievale, ossia il coro ed il presbiterio; anche l'impianto basilicale fu ridefinito con l'edificazione di cappelle laterali, e di nuove navate, terminate solo nel XVIII secolo, secolo in cui furono costruiti anche l'atrio e l'attuale facciata.
[modifica] Interno
La cappella del Beato Amedeo di Savoia progettata dall'ingegnere ducale Michelangelo Garove di Bissone nel 1690, dopo la conclusione del processo di beatificazione concluso nel 1678 per decisione del papa Innocenzo XI, venne eretta da Francesco Aprile di Carona.
All'inizio del XIX secolo fu collocata sotto l’altare maggiore l’urna contenente le ossa di sant’Eusebio, ritrovate durante i lavori cinquecenteschi di rifacimento. Nel secolo XIX lo scultore Pietro Isella partecipò ai restauri della decorazione in stucco[1].
In una cappella della navata destra della cattedrale sono sepolti alcuni illustri esponenti della dinastia dei Savoia: Carlo I, Carlo III, la duchessa Jolanda e Vittorio Amedeo I di Savoia.
Nel Duomo è conservato un incantevole Crocifisso romanico in lamina d'argento databile intorno all'anno 1000. Con i suoi 3,25 metri d' altezza e 2,35 di larghezza è il più grande e il più bello esistente di quel periodo.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Beatrice Bolandrini, Artisti della "val di Lugano" a Torino. Un primo repertorio dei ticinesi nell'Ottocento, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.
[modifica] Collegamenti esterni
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