Chiesa dei Santi Vito e Modesto (Roma)

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Santi Vito e Modesto
La chiesa e l'Arco di Gallieno
La chiesa e l'Arco di Gallieno
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Roma
Inizio costruzione VIII secolo
Completamento 1477
Sito web Sito ufficiale
La facciata costruita nel 1900 su via Carlo Alberto
Giuseppe Vasi, Arco di Gallieno e Chiesa dei Ss. Vito e Modesto

La chiesa dei Santi Vito e Modesto è una chiesa di Roma, nel rione Esquilino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Essa è collocata in prossimità dell'Arco di Gallieno, addossata alle antiche Mura serviane, e sorge sull'area un tempo occupata dal Macello di Livia, che più tardi si trasformò in luogo di martirio per molti cristiani.

La chiesa è menzionata per la prima volta, col titolo di diaconia, nella biografia di papa Leone III tra l'VIII ed il IX secolo. Nei secoli successivi essa cadde in rovina; fu perciò completamente ricostruita da Sisto IV nel 1477. Subì ulteriori restauri nel XVII e nel XIX secolo. L'espandersi del rione oltre le Mura serviane, convinse a cambiare l'orientamento della chiesa, aprendo una nuova facciata su via Carlo Alberto. Queste modifiche, operate all'inizio del XX secolo, furono eliminate nel corso dei restauri all'edificio eseguiti negli anni settanta, che riportarono la chiesa all'antica struttura, con l'entrata principale in via di San Vito.

La chiesa è dedicata a Vito, martire cristiano molto venerato nel Medioevo, perché gli si attribuivano facoltà terapeutiche. Il suo culto era molto diffuso nell'area del Mediterraneo. La sua ricorrenza è il 15 giugno.

La chiesa è sede della "parrocchia di Santa Maria Maggiore in San Vito", eretta da Leone XII il 1º novembre 1824 con la bolla "Super universam".

Nei pressi della chiesa, si trova l'oratorio di Santa Maria Immacolata della Concezione.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è a pianta rettangolare ad un'unica navata, con abside semicircolare e soffitto a cassettoni. Gli ultimi restauri hanno eliminato tutte le aggiunte ottocentesche.

Nella parete di destra si trovano: un cippo romano con iscrizione, che la tradizione cristiana ritiene il luogo ove molti cristiani, tra cui san Vito, subirono il martirio; ed una edicola rinascimentale con un affresco attribuito a Melozzo da Forlì oppure ad Antoniazzo Romano raffigurante la Madonna col Bambino e Santi.

Un'analoga edicola si trova nella parete di sinistra, con un affresco del XIX secolo raffigurante la Madonna che offre il rosario ai santi Domenico e Caterina da Siena.

Di notevole interesse storico-archeologico è la cripta della chiesa: gli scavi eseguiti nei primi anni settanta hanno permesso di meglio ridefinire la topografia dell'antica città di Roma relativamente a questa zona, e di ricostruire i primi secoli di vita dell'antica diaconia di san Vito.

Titolari[modifica | modifica wikitesto]

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