Cordonata (Roma)

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Coordinate: 41°53′37″N 12°28′56″E / 41.893611°N 12.482222°E41.893611; 12.482222

Vista dal basso
Sotto la neve il 9 febbraio 1965.
Il leone di destra

La Cordonata è una strada in pendio, formata da larghi elementi trasversali in pietra o mattoni (cordoni) che la rendono simile ad una scalinata. La più famosa cordonata (Cordonata capitolina) si trova a Roma, nel rione di Campitelli. Essa collega piazza del Campidoglio con la sottostante Piazza d'Aracoeli, e fu progettata da Michelangelo Buonarroti nel XVI secolo su commissione di papa Paolo III, nell’ambito dei lavori di risistemazione del Campidoglio.

La cordonata capitolina, di facile accesso e transito poiché pensata anche per il transito di uomini a cavallo, si allarga leggermente verso l'alto, dove sono poste le grandi statue dei Dioscuri, Castore e Polluce[1], ed il gruppo scultoreo conosciuto come I Trofei di Mario creduti di quest'epoca durante il Medioevo ma in realtà di età domizianea, omaggio alle vittorie di Domiziano nell'89 d.C. sui Catti e sui Daci.

Due statue di leoni ornano la scalinata alla base[2], mentre a metà scalinata, sulla sinistra, è posta la statua di Cola di Rienzo, realizzata da Girolamo Masini nel 1887 proprio vicino al posto dove fu giustiziato.

Nel 1998 la scalinata è stata sottoposta a lavori di restauro durati circa un anno.

Nel Centro storico di Roma, un'altra cordonata si trova nelle vicinanze del Palazzo del Quirinale, nel rione Trevi, e dà il nome alla via omonima (Via della Cordonata).

Fra le altre cordonate romane, notevole quella che unisce Viale Europa alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo, all'EUR.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I due Dioscuri furono trovati a metà del '500 durante la costruzione della recinzione del Ghetto voluta da Paolo IV Carafa.
  2. ^ Dei due leoni, presumibilmente pertinenti all'Iseo Campense, dà notizia Flaminio Vacca nelle sue Memorie di varie antichità trovate in diversi luoghi di Roma (1594) alla nota 27:
    Dietro alla suddetta Casa vi è la Chiesa di S. Stefano del Cacco; questo nome deriva da duo Leoni di Basalto pietra di Numidia di color negro, quali mi ricordo stare innanzi alla suddetta Chiesa ed al Tempo di Pio IV furono trasportati in Campidoglio e furono messi per ornamento al principio delle scale fatte a cordone che conducono sopra la Piazza.

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