Basilica di Santa Prassede

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Coordinate: 41°53′46″N 12°29′55″E / 41.89611, 12.49861

Santa Prassede
Interno
Interno
Città Roma
Regione Lazio
Stato Italia
Religione cattolica
Diocesi Diocesi di Roma
Anno di consacrazione
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico
Inizio della costruzione VIII-IX secolo
Completamento
Sito web
Note

Santa Prassede è una chiesa basilicale di Roma, situata nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore. Si trova in via di Santa Prassede, nel rione Esquilino, mentre un'altra entrata è in via San Martino ai Monti.

Indice

[modifica] Storia

La chiesa, nella sua forma attuale, fu commissionata da papa Adriano I verso l'anno 780 e costruita sui ruderi di una costruzione precedente del V secolo. Era destinata ad accogliere le ossa delle sante Prassede e Pudenziana, le figlie di san Pudente che per tradizione fu la prima persona convertita a Roma da Paolo di Tarso. Le due sante subirono il martirio per aver fornito sepoltura cristiana ai primi martiri contravvenendo alle leggi romane.

La basilica fu ingrandita e decorata sotto papa Pasquale I verso il 822. Papa Pasquale (817-824) era una delle avanguardie del rinascimento carolingio, che riceveva impulso dal imperatore Carlo Magno. Volevano tornare indietro teologicamente ed artisticamente agli inizi della Cristianità. Pasquale di conseguenza iniziò due ambiziosi programmi, legati tra loro: il recupero delle reliquie dei martiri cristiani nelle catacombe ed una campagna quasi senza precedenti di costruzione di edifici sacri. Pasquale esumò molti scheletri e li spostò in questa chiesa.

Il titolo cardinalizio di Santa Prassede fu eretto da papa Evaristo intorno al 112.

[modifica] Mosaici

Papa Pasquale I nei mosaici di Santa Prassede.

L'elemento più rilevante della chiesa è il ciclo dei mosaici. Pasquale ingaggiò un gruppo di mosaicisti per effettuare i mosaici nell'abside, nell'arco absidale e nell'arco trionfale.

Nell'abside Gesù è al centro, fiancheggiato dai santi Pietro e Paolo che presentano Prassede e Pudenziana a Dio.

A sinistra c'è Pasquale con l'aureola quadrata che contraddistingue i vivi, che presenta un modello della chiesa offrendolo a Gesù. Sotto c'è un'iscrizione in cui Pasquale spera che quest'offerta gli garantisca un posto nel paradiso.

(LA)
« EMICAT AULA PIAE VARIIS DECORATA METALLIS
PRAXEDIS D(OMI)NO SUPER AETHRA PLACENTIS HONORE
PONTIFICIS SUMMI STUDIO PASCHALIS ALUMNI
SEDIS APOSTOLICAE PASSIM QUI CORPORA CONDENS
PLURIMA S(AN)C(T)ORUM SUBTER HAEC MOENIA PONIT
FRETUS UT HIS LIMEN MEREATUR ADIRE POLORUM.
 »
(IT)
« Sfavilla decorata con vari metalli (preziosi) l'aula della santa
Prassede che piacque al signore nel cielo,
per lo zelo del sommo Pontifice Pasquale,
innalzato al seggio Apostolico, che ha raccolto ovunque i corpi
di numerosi santi e li ha posti sotto queste mura
fiducioso che il suo servizio gli abbia meritato di venire alla soglia del cielo. »

Nell'arco absidale ci sono dodici uomini per lato, che sostengono corone della vittoria, mentre accolgono le anime nel paradiso.

Sopra ci sono i simboli dei quattro evangelisti: il leone di Marco, l'uomo di Matteo, il toro di Luca, e l'aquila di Giovanni. Questi simboli circondano l'agnello posto sul trono che simboleggia il ritorno di Cristo in terra.

Soffitto della cappella di san Zeno.

Questo ciclo di mosaici come anche quelli che decorano la cappella di san Zeno, una cappella funeraria che Pasquale fece erigere per la madre Teodora, costituiscono il patrimonio artistico più noto della chiesa.

Oltre ai mosaici ci sono anche degli antichi affreschi che sono meno noti e quasi nascosti.

Per una scala a spirale, si entra in una piccola stanza, coperta da una piattaforma. Tuttavia, sulla parete c'è un ciclo di affreschi che data molto probabilmente all'ottavo secolo. Gli affreschi illustrano probabilmente la vita di santa Prassede.

[modifica] Colonna della flagellazione

La colonna della flagellazione

In una nicchia a destra dell'ingresso si conserva una colonna alta circa 63 cm e con un diametro che varia da 13 a 20 cm che si ritiene sia stata la colonna alla quale Gesù abbia subito la flagellazione. Questa colonna fu portata a Roma da Gerusalemme dal cardinale Giovanni Colonna nel 1223.

[modifica] Collegamenti

 È raggiungibile dalle stazioni: Cavour e Vittorio Emanuele.

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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