Miliario aureo

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Miliario aureo
Resti della base del miliario aureo
Resti della base del miliario aureo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma, Foro romano
Amministrazione
Patrimonio Centro storico di Roma
Ente Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma
Responsabile Anna Maria Moretti
sito web

Coordinate: 41°53′33″N 12°29′04″E / 41.8925°N 12.484444°E41.8925; 12.484444

Il Miliario aureo (Miliarium aureum o "pietra miliare aurea") era una colonna marmorea rivestita di bronzo dorato innalzato presso il tempio di Saturno, all'estremità del Foro Romano[1]. Venne eretta da Augusto nel 20 a.C., quando divenne curator viarum[2] Era collocato simmetricamente all'Umbilicus urbis rispetto all'arco dei Rostra.

Al monumento sono stati attribuiti un rocchio di fusto di colonna in marmo del diametro di 1,15 m che recava incassi interpretati come le tracce dell'apposizione di un rivestimento metallico[3] e un basamento in muratura, situato all'estremità dei Rostra verso il tempio di Saturno, identificato alla fine dell'Ottocento[4]. Al rivestimento di questo basamento, sopra il quale sarebbe sorta la colonna, furono attribuiti alcuni frammenti marmorei (un fregio con anthemion e uno zoccolo), visibili nella fotografia a fianco[5].

La ricostruzione più diffusa, secondo la quale vi sarebbero state incise a lettere dorate le distanze tra Roma e le principali città dell'impero è priva di riscontri nelle fonti e neppure il monumento costituiva il punto di partenza delle distanze delle vie: si trattava piuttosto di un monumento celebrativo del rivestimento della carica di curator viarum da parte di Augusto[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Plinio (Naturalis historia, 3.66) colloca il monumento "in capite Romani fori" (all'estremità del Foro Romano) e Tacito (Historiae, 1.27) e Svetonio (De vita Caesarum, Vita Othonis, 6, testo on-line su Wikisource in lingua latina) lo collocano "ad aedem Saturni" (presso il tempio di Saturno).
  2. ^ Cassio Dione (Storia romana, 54.8,4) riporta tra gli avvenimenti del 20 a.C., che essendo divenuto curator viarum Augusto eresse il "cosiddetto" Miliarium aureum: il nome ufficiale doveva, infatti essere Miliarium Urbis.
  3. ^ Il rocchio venne rinvenuto nel 1833 tra i Rostra e l'arco di Settimio Severo, presso il basamento oggi attribuito all'Umbilicus Urbis, allora ritenuto pertinente al Miliarium aureum (Mari 1996, citato in bibliografia, p.250).
  4. ^ Mari 1996, citato in bibliografia, p.250.
  5. ^ I frammenti marmorei vennero forse rinvenuti nel 1852 tra i Rostra e la basilica Giulia e sono stati collocati oggi su un basamento circolare in muratura al lato della scalinata del tempio di Saturno (Mari 1996, citato in bibliografia, p.251).
  6. ^ Plutarco (Vite parallele, Galba, 24.4), riporta che al Miliarium aureum avrebbero termine tutte le strade: si tratta però di una convergenza ideale delle vie, la misura del cui percorso era ufficialmente calcolata a partire dalle porte delle mura serviane (Mari 1996, citato in bibliografia, p.251).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]