Diocesi (impero romano)

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La divisione amministrativa dell'impero in prefetture e diocesi. La cartina, che riproduce la situazione alla fine del IV secolo d.C., mostra la parte occidentale dell'Illirico unita all'Italia, divisione che avvenne solo nel 395 d.C. Al tempo della tetrarchia, l'Illirico non era diviso.

La diocesi (in latino dioecesis, dal greco διοίκησις, cioè "amministrazione") era una divisione amministrativa del tardo impero romano, al cui interno erano raggruppate diverse province. La diocesi era subordinata ad una prefettura del pretorio, che costituiva la massima divisione amministrativa dell'impero. La diocesi, perciò, era ad un livello intermedio fa le province e le suddette prefetture.

L'uso più antico della parola "diocesi" come unità amministrativa si trova nel mondo greco orientale, applicato a tre distretti: Cibyra, Apamea e Synnada. Quest'ultima è stata aggiunta alla provincia di Cilicia nel periodo di Cicerone. Questi accenna al fatto nelle sue lettere familiari (EB 1911). La parola, equivalente ad un distretto di raccolta delle tasse, fu applicata poi al territorio in sé.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima riorganizzazione tetrarchica (286-305)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocleziano e Tetrarchia.

Nella riorganizzazione dell'impero iniziata con la tetrarchia e portata a termine da Costantino I, l'impero venne diviso in dodici diocesi (al posto delle vecchie province augustee), di cui la più grande, Oriente, includeva sedici province. Le altre erano le prefetture dell'Italia, della Gallia e dell'Illirico, che corrispondevano alla divisione dell'impero in zone di influenza della tetrarchia.

Ogni diocesi era governata da un pretore vicario o semplicemente vicario (vicarius), sottoposto al prefetto del pretorio (alcune diocesi, peraltro, potevano essere governate direttamente dal prefetto del pretorio). Il vicario controllava i governatori delle province (variamente denominati: proconsules, consulares, correctores, praesides) e giudicava in appello le cause già decise in primo grado dai medesimi (le parti potevano scegliere se appellarsi al vicario o al prefetto del pretorio). I vicari non avevano poteri militari, infatti le truppe stanziate nella diocesi erano sotto il comando di un comes rei militaris, che dipendeva direttamente dal magister militum e aveva alle sue dipendenze i duces ai quali era affidato il comando militare nelle singole province. Quis sotto trovi la prima riorganizzazione voluta da Diolceziano con la tetrarchia, divisa in 12 diocesi, di cui 6 in Occidente e 6 in Oriente.[1]

Tetrarchi Diocesi Territori (durante la Tetrarchia di Diocleziano)
Oriente
Augusto
d'Oriente
Diocesi Pontica Bitinia, Galatia, Paflagonia, Cappadocia I, Cappadocia II, Diospontus, Pontus Polemoniacus, Armenia I, Armenia II.
capitale
Nicomedia
Diocesi Asiana Hellespontus, Asia, Caria, Panfilia, Lycia, Lidia, Pisidia, Phrygia I, Phrygia I.
Diocesi d'Oriente Isauria, Cilicia, Cipro, Augusta Euphratensis, Siria Coele, Osroene, Mesopotamia, Fenicia, Augusta libanese, Palestina I, Palestina II, Arabia, Aegyptus Herculia, Aegyptus Iovi, Tebaide, Libia superiore, Libia inferiore.
Cesare
d'Oriente
Diocesi delle Pannonie Noricum ripense, Noricum mediterraneo, Dalmazia, Pannonia superiore, Pannonia inferiore, Savense, Valeria.
capitale
Sirmio
Diocesi delle Mesie Moesia I, Praevalitana, Dardania, Dacia mediterranea, Dacia ripensis, Epirus vetus, Epirus nova, Macedonia, Thessalia, Acaia, Creta.
Diocesi della Tracia Europa, Tracia, Haemimontus, Rodope, Mesia II, Scythia.
Occidente
Augusto
d'Occidente
Diocesi Italiciana Latium et Campania, Apulia et Calabria, Lucania et Bruttii, Samnium, Picenum, Umbria et ager Gallicus, Etruria, Aemilia, Liguria, Venetia et Histria e Transpadana, Sicilia, Sardegna e Corsica, Alpes Cottiae e la Raetia.
capitale
Milano
Diocesi d'Africa Africa proconsulare zeugitana, Byzacena, Mauretania Sitifensis, Mauretania Caesariensis, Numidia miliziana, Numidia cirtense, Tripolitania.
Cesare
d'Occidente
Diocesi delle Britannie Maxima Caesariensis, Britannia I, Britannia II, Flavia Caesariensis.
capitale
Treveri
Diocesi delle Gallie Lugdunensis I, Lugdunensis II, Belgica I, Belgica II, Germania I, Germania II, Alpes Poeninae et Graiae, Sequania.
Diocesi di Vienne Viennense, Alpes Maritimae, Aquitanica I, Aquitanica II, Novempopulana, Narbonensis I, Narbonensis II.
Diocesi delle Spagne Betica, Baleari, Cartaginense, Tarraconense, Galizia, Lusitania, Mauretania Tingitana.

Seconda riorganizzazione costantiniana/teodosiana (324-395)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Costantino I, Teodosio I e Notitia dignitatum.

Fra IV e il VI secolo, siccome la vecchia struttura amministrativa romana cominciava a sbriciolarsi, le funzioni dei vescovi nell'impero cristianizzato si espansero per riempire il vuoto. L'aristocrazia senatoriale romana, specialmente nelle province, rimase una fonte di autorità locale. In quell'epoca, tuttavia, era spesso conferita all'ufficio spirituale dei vescovi. Non sorprende, quindi, nel momento in cui la chiesa cattolica e poi le chiese orientali cominciarono a definire la loro struttura amministrativa, che esse abbiano usato la vecchia terminologia romana per descrivere le unità amministrative e la relativa gerarchia. L'autorità ecclesiastica e quella secolare erano quindi confuse l'una nell'altra. Nell'impero bizantino questa confusione iniziale diventò dottrina ufficiale (si veda Cesaropapismo). La nuova organizzazione comprese ora 13 diocesi, di cui 6 in Occidente e 7 in Oriente.[2]

Prefetture del Pretorio Diocesi Territori (da Costantino I a Teodosio I)
Oriente
Prefettura
del pretorio
d'Oriente
Diocesi d'Egitto Aegyptus I, Aegyptus II, Augustamnica I, Augustamnica II, Arcadia d'Egitto, Thebais Superior, Thebais Inferior, Libia superiore, Libia inferiore.
Diocesi d'Oriente Cilicia I, Cilicia II, Isauria, Cipro, Siria, Siria Salutare, Siria Eufratense, Osroene, Mesopotamia, Fenicia, Fenicia Libanese, Palestina I, Palestina II, Palestina Salutare, Arabia.
Diocesi del Ponto Bitinia, Galatia I, Galatia II Salutaris, Paflagonia, Cappadocia I, Cappadocia II, Helenopontus, Pontus Polemoniacus, Armenia I, Armenia II.
Diocesi d'Asia Asia, Hellespontus, Panfilia, Caria, Lidia, Lycia, Lycaonia, Pisidia, Phrygia Pacatiana, Phrygia Salutaria, Insulae.
Diocesi di Tracia Europa, Tracia, Haemimontus, Rodope, Mesia II, Scythia.
Prefettura
del pretorio
dell'Illirico
Diocesi di Dacia Dacia mediterranea, Moesia I, Praevalitana, Dardania, Dacia ripensis.
Diocesi di Macedonia Macedonia I, Macedonia II Salutaris, Thessalia, Epirus vetus, Epirus nova, Acaia, Creta.
Occidente
Prefettura
del pretorio
d'Italia
Diocesi dell'Italia Annonaria
Si estende fino alla Dalmazia e al Danubio
Venetia et Histria, Alpes Cottiae, Liguria, Aemilia, Flaminia et Picenum Annonarium, Raetia I, Raetia II, Dalmazia, Noricum mediterraneum, Noricum ripense, Pannonia I, Pannonia II, Savia, Valeria ripensis
Diocesi dell'Italia Suburbicaria Campania, Tuscia et Humbria, Picenum Suburbicarium, Apulia et Calabria, Bruttia et Lucania, Samnium, Valeria, Sicilia, Sardegna e Corsica
Diocesi d'Africa Africa proconsularis, Byzacena, Mauretania Sitifensis, Mauretania Caesariensis, Numidia, Tripolitania.
Prefettura
del pretorio
delle Gallie
Septem Provinciae Lugdunensis I, Lugdunensis II, Lugdunensis III, Belgica I, Belgica II, Germania I, Germania II, Alpes Poeninae et Graiae, Maxima Sequanorum, Viennense, Alpes Maritimae, Aquitania I, Aquitania II, Novempopulana, Narbonensis I, Narbonensis II.
Diocesi di Spagna Betica, Baleari, Cartaginiense, Tarraconense, Galizia, Lusitania, Mauretania Tingitana.
Diocesi di Britannia Maxima Caesariensis, Britannia I, Britannia II, Flavia Caesariensis, Valeria

Riforme provinciali di Giustiniano (527-565)[modifica | modifica wikitesto]

Giustiniano apportò alcune modifiche al sistema provinciale che si discostarono dai principi di Diocleziano e che, secondo J.B. Bury, anticiparono la riforma dei temi: queste riforme prevedevano infatti per determinate regioni dell'Impero l'accentramento del potere amministrativo e militare (che secondo Diocleziano dovevano rimanere separati) nelle mani di un'unica persona, la soppressione di alcuni vicari e l'accorpamento di province più piccole in province più grandi.[3] Queste riforme risalgono agli anni 535 e 536 e sono motivate dal tentativo di porre fine ai conflitti tra autorità civile e autorità militare.[3]

Mosaico della Basilica di Sant'Apollinare Nuovo raffigurante Giustiniano I.

Cipro e Rodi, le Cicladi, la Caria, la Mesia e la Scizia vennero unite nella cosiddetta "Prefettura delle Isole" e posta sotto il comando di un quaestor exercitui residente a Odesso.[4] Giustiniano, inoltre, elevò i praeses della Fenicia Libanese al rango di spectabilis e i praeses della Palestina Salutare a proconsoli, il che illustra la volontà dell'Imperatore di incrementare i poteri delle autorità minori. Nello stesso tempo diminuì i poteri dei governatori più potenti, per esempio il Prefetto del pretorio d'Oriente e il Conte d'Oriente, quest'ultimo degradato a semplice governatore provinciale.[5] Anche le diocesi di Asia e Ponto vennero abolite, anche se quest'ultima, tredici anni dopo, venne ripristinata per gravi problemi interni.[6] I vicari di queste due diocesi divennero, con il titolo di Comes Iustinianus e con poteri sia civili che militari, governatori rispettivamente delle province di Frigia Pacatiana e Galazia Prima.[6] Quando la diocesi del Ponto venne ripristinata, il vicario ottenne poteri anche militari, per poter contrastare meglio i banditi che infestavano la regione.[4]

Giustiniano abolì inoltre il titolo di vicario di Tracia e di vicario delle Lunghe Mura, affidando l'amministrazione della diocesi di Tracia al Praetor Iustinianus di Tracia.[4] In Egitto, ritenendo troppo gravoso per un solo uomo il governo della diocesi egiziana, limitò l'autorità del Prefetto Augusteo (il vicario d'Egitto) alle sole province di Alessandria e di Aegyptus I e II con il titolo di dux e con autorità sia civile che militare.[7] Le province della Tebaide vennero invece affidate al dux di Tebaide mentre le due Libie vennero governate dal dux di Libia. Il risultato fu che la diocesi d'Egitto venne scissa in cinque circoscrizioni (gruppi di province) indipendenti tra loro, governate da duci con autorità sia civile che militare e dipendenti dal prefetto d'Oriente.[7]

Quando Africa e Italia vennero riconquistate, Giustiniano ripristinò la prefettura del pretorio d'Africa mentre la prefettura del pretorio d'Italia ritornò in mano imperiale dopo averla strappata ai Goti.

Elenco delle prefetture, diocesi e province al tempo di Giustiniano (527-565)

  • Prefettura del pretorio d'Africa (capitale Cartagine):
    • Province: Tripolitana, Byzacena, Proconsularis, Numidia, Mauretania Sitifensis, Mauretania Caesarensis, Sardinia.[8]
    • venne conquistata anche la provincia di Spagna (Spania) negli anni 550, comprendente la Spagna meridionale. Questa venne poi unita con la Mauretania Caesarensis e con le Isole Baleari, formando la provincia di Mauretania II. La Mauretania II faceva parte della prefettura/esarcato d'Africa.
  • Prefettura del pretorio d'Italia (capitale Ravenna)
    • 2 diocesi:...
      • 13 province:...
  • Prefettura del pretorio dell'Illirico:
    • Diocesi di Dacia
      • Province: Dacia mediterranea · Moesia I · Praevalitana · Dardania · Dacia ripensis
    • Diocesi di Macedonia
      • Province: Macedonia I · Macedonia II Salutaris · Thessalia · Epirus vetus · Epirus nova · Acaia · Creta
  • Prefettura del pretorio d'Oriente:
    • Diocesi di Tracia:
      • Province: Europa · Tracia · Haemimontus · Rhodope · Mesia II · Scythia
    • Diocesi d'Asia*:
      • Asia · Hellespontus · Panfilia · Caria · Lydia · Lycia · Lycaonia (370) · Pisidia · Phrygia Pacatiana · Phrygia Salutaria · Insulae
    • Diocesi del Ponto*:
      • Bitinia · Galatia I* · Galatia II Salutaris* · Paflagonia* · Honorias* · Cappadocia I* · Cappadocia II* · Helenopontus* · Pontus Polemoniacus* · Armenia I* · Armenia II* · Armenia Maior* · Satrapie armene* · Armenia III (536) · Armenia IV (536)
    • Diocesi d'Oriente:
      • Cilicia I · Cilicia II · Isauria · Cipro · Siria · Siria Salutare · Siria Eufratense · Osroene · Mesopotamia · Fenicia · Fenicia Libanese · Palestina I · Palestina II · Palestina Salutare · Arabia · Theodorias (anni 530)
    • Diocesi d'Egitto:
      • Aegyptus I · Aegyptus II · Augustamnica I · Augustamnica II · Arcadia d'Egitto · Thebais Superior · Thebais Inferior · Libia superiore · Libia inferiore
  • Altri territori: Lazica (protettorato) · Quaestura exercitus (536) · Spania (552) · Sicilia · Dalmatia.

Legenda: * coinvolte (modifica dei confini/abolite/rinominate) dalla riorganizzazione amministrativa di Giustiniano del 534-536.

Riforme successive: l'abolizione delle diocesi[modifica | modifica wikitesto]

I successori di Giustiniano continuarono la politica del loro predecessore nel concentrare potere civile e militare nelle mani di un'unica persona: Maurizio (582-602) trasformò le antiche Prefetture d'Italia ed Africa in Esarcati, posti sotto la giurisdizione di un esarca, che deteneva sia il potere civile sia quello militare. Le cariche civili (prefetto del pretorio, vicarii, iudices provinciae ecc.) non scomparvero subito ma persero sempre maggiore importanza a scapito degli ufficiali militari (l'esarca e i suoi sottoposti), scomparendo definitivamente intorno alla metà del VII secolo.

Gli Esarchi avevano un'indipendenza maggiore dal potere centrale rispetto ai prefetti, in quanto erano praticamente dei viceré che amministravano per conto dell'imperatore i territori loro affidati: anche per questa maggiore indipendenza molti esarchi si ribellarono all'Imperatore, tentando di proclamare la loro indipendenza; tali rivolte non ebbero mai successo.

Sotto il regno di Eraclio (o secondo il Treadgold di Costante II) si ebbe l’abolizione effettiva delle prefetture e delle diocesi, almeno in Oriente: infatti tale imperatore decise di riformare l'amministrazione provinciale e militare formando al posto delle vecchie diocesi in Oriente delle circoscrizioni militari dette temi. A capo dei temi vi era posto uno stratego, la massima autorità civile e militare all'interno della propria circoscrizione. Lo stratego era il governatore del tema e il comandante supremo dell’esercito. I soldati semplici si chiamavano stratioti ed erano soldati-contadini, in quanto ad essi venivano assegnate terre da coltivare in cambio delle loro prestazioni militari. All'inizio le nuove circoscrizioni militari vennero create solo in Asia Minore, dal momento che non era possibile crearle nei Balcani, che erano allora invasi dagli Avari e dagli Slavi.

Nell'Illirico dunque la Prefettura del Pretorio continuò a esistere fino alla fine del VII secolo, anche se senza alcun effettivo potere, dato che gran parte dei Balcani erano finiti sotto il giogo slavo (solo la zona intorno la città di Tessalonica rimaneva in mano bizantina). Le antiche province continuarono invece a esistere all'interno dei Temi fino alla seconda metà del IX secolo, quando venne abolita la carica di Proconsole del Tema.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ T.Cornell & J.Matthews, Atlante del mondo romano, Novara 1984, pp.172-173.
  2. ^ Nuovo Atlante Storico De Agostini, 1997, pp.40-41.
  3. ^ a b Bury, p. 339.
  4. ^ a b c Bury, p. 340.
  5. ^ Bury, p. 339. Governava la Syria Prima.
  6. ^ a b Bury, pp. 339-340.
  7. ^ a b Bury, p. 342.
  8. ^ Giustiniano conquistò anche Isole Baleari e Corsica ma non vengono citate nella parte del Codex Iustinianus in cui l'Imperatore annuncia l'istituzione della Prefettura d'Africa. Le Isole Baleari al tempo della dominazione vandala facevano parte della provincia di Sardegna e ciò ha fatto supporre alcuni storici che esse vennero incluse nella provincia di Sardinia. Secondo Pringle (The defence of Byzantine Africa from Justinian to the Arab Conquest, Oxford 1981) Giustiniano avrebbe unito le isole baleari a una provincia di nome Gaditiana.
  9. ^ Ostrogorsky, pag. 221

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • JB Bury, History of the Later Roman Empire, Vol. II, 1923.
  • Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, 1968.