Alpi Cozie (provincia romana)
| Alpes Cottiae | |||||
|---|---|---|---|---|---|
La provincia romana delle Alpes Cottiae nell'anno 120. |
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| Periodo romano |
14 a.C. (prefettura), dal 63 d.C. (provincia) | ||||
| capitale | Segusio (Susa) | ||||
| province romane | |||||
Alpi Cozie (in latino Alpes Cottiae) era il nome di una provincia dell'Impero romano, una delle tre piccole province a cavallo delle Alpi tra la Gallia e l'Italia. Confinava a occidente con Gallia Narbonense, a sud con le Alpi marittime, a est con l'Italia e a nord con le Alpi Graie.
Indice |
[modifica] Statuto
| Per approfondire, vedi le voci Province romane e Governatori romani delle Alpi Cozie. |
Prima prefettura fittizia con a capo la dinastia dei Cottii (dal 14 a.C.), poi a partire dal 63 d.C. provincia retta da un procurator Augusti di rango centenario. La capitale si trovava a Segusio, (l'attuale Susa, in Piemonte). Nel 297 d.C., con la riforma dioclezianea, la provincia scomparve a favore delle vicine Alpi Marittime.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Conquista di Rezia ed arco alpino sotto Augusto. |
Il territorio venne chiamato Alpi Cozie in onore di Cottius, capo della locale tribù dei liguri, stanziata nell'area agli inizi del I secolo a.C., il cui territorio fu inglobato nell'Impero romano al tempo di Cesare Augusto.
Dopo un breve periodo di protettorato, la prima sistemazione amministrativa del territorio avvenne con l’integrazione del regno di Cottius nel sistema politico romano, grazie alla concessione del titolo di praefectus e della cittadinanza romana al regnante alpino, che assunse il nome di Marcus Iulius Cottius. Ciò avvenne intorno al 9-8 a.C., come ricorda l’iscrizione dell’arco di Susa, nel quale sono anche nominate le popolazioni, civitates, sottoposte all’autorità del re-prefetto. Questo cambiamento di regime modificò l’estensione del dominio di Cottius, il quale perse una parte del versante italiano (civitates quae sub eo praefecto fuerunt dell’iscrizione di Susa), e ricevette in cambio una parte delle Alpi Marittime .
Alla morte di Cottius, succedette al padre il figlio Donno II, a cui succedette il figlio Cottio II, che nel suo lungo regno aumenterà il territorio amministrato dal padre, grazie ad un ‘dono’ da parte di Claudio.
Nel 63 d.C., con la morte di Cottio II, Nerone costituì la provincia (Svet., Nero, 18).
[modifica] Esercito e difesa
| Per approfondire, vedi la voce Esercito romano. |
La guarnigione acquartierata a Susa si differenziava dalle corrispondenti nelle province vicine, in quanto essa era costituita da una coorte pretoria. Scrive Svetonio che a causa di una rivolta a Pollentia (Pollenzo, alla confluenza del Tanaro e della Stura), Tiberio (Svet., Tiberius, 37) inviò sul posto una coorte pretoria da Roma e per sedare la sollevazione. Quest’unità formata esclusivamente da cittadini romani italici rimase a Segusio, probabilmente in relazione all’importanza strategica rivestita dal valico del Monginevro. Si conoscono attualmente due coorti la IX cohors praetoria e la XII cohors praetoria, delle quali la prima pare aver sostituito la seconda in ordine cronologico.
[modifica] Geografia politica ed economica
La residenza dei governatori, Segusio (Susa), mantenne il nome celtico fino al VI secolo d.C., quando lo latinizzò in Segusium. La città alta, l’antica rocca celtica, divenne la sede del procuratore, mentre nella valle sottostante si sviluppò la città romana. Non è certo invece quale fosse la sede del concilium provinciale, anche se l’opinione comune si indirizza verso la stessa capitale. La città era amministrata da duumviri, affiancati da un senato locale; i magistrati, inquadrati nella tribù Quirina, possedevano i tria nomina, e conducevano delle lunghe carriere municipali. Il principale sacerdote della città era rappresentato dal flamen Augusti e dai seviri augustali.
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L'arco di Augusto a Susa, l'antica Segusium, capitale delle Alpes Cottiae.
Gli altri insediamenti principali delle Alpes Cottiae erano:
- Ocelo (Lesseau)
- Scingomago (Exilles)
- Cesao (Cesana Torinese)
[modifica] Bibliografia
- Fonti primarie
- Augusto, Res Gestae Divi Augusti.
- Cassio Dione, Storia romana, libri LIII-LIX.
- Floro, Epitome di Storia romana, II.
- Svetonio, Vite dei Cesari, libri II e III.
- Tacito, Annales, I-II.
- Velleio Patercolo, Storia di Roma, II.
- Fonti secondarie
- AAVV, Cambridge Ancient History. L'impero romano da Augusto agli Antonini, Milano, 1975, Vol. VIII.
- Davide Faoro, Novità sui Fasti equestri della Rezia, in Quaderni friulani di archeologia n.XVII, Trieste 2007, pp.97-120.
- Michael Grant, Gli imperatori romani, Roma, Newton & Compton, 1984. ISBN 88-7819-224-4
- C. Letta, La dinastia dei Cozi e la romanizzazione delle Alpi occidentali, «Athenaeum», 64 (1976), pp. 37-76
- C. Letta, Ancora sulle civitates di Cozio e sulla prefettura di Albanus, «Gli antichi e la montagna. Aosta, 21-23 settembre 1999», a cura di S. Roda e S. Giorcelli, Torino 2001, pp. 149-166
- Mario Attilio Levi, Augusto e il suo tempo, Milano 1994.
- J. Prieur, La province romaine des Alpes Cottiennes, Villerbaune 1968.
- Santo Mazzarino, L'Impero romano, Bari, Laterza, 1976, Vol. I. ISBN 88-420-2401-5
- Chris Scarre, Chronicle of the Roman Emperors (in inglese), Londra, 1995. ISBN 0-500-05077-5
- Howard Scullard, Storia del mondo romano, Milano, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-11903-2
- Pat Southern, Augustus, Londra-N.Y. 2001.
- Antonio Spinosa, Augusto. Il grande baro, Milano, Mondadori, 1996. ISBN 88-04-41041-8
- Antonio Spinosa, Tiberio. L'imperatore che non amava Roma, Milano, Mondadori, 1991. ISBN 88-04-43115-6
- Ronald Syme, L'aristocrazia augustea, Milano, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-11607-6
- Ronald Syme, The Roman Revolution (in inglese), Oxford, 2002. ISBN 0-19-280320-4
[modifica] Voci correlate
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