Osroene

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Osroene (latino: Osrohene o Osrhoene; siriaco: Malkuṯā d-Bēt ʿŌsrā ʿĪnē) è un antico regno della Mesopotamia, avente Edessa per capitale e indipendente o semi indipendente dal 132 a.C. al 244.

Il territorio di questo regno, che corrispondeva all'alto corso dell'Eufrate, fu frequentemente il campo di battaglia delle potenze dell'Anatolia, della Persia, della Siria e dell'Armenia.

Con la dissoluzione dell'Impero seleucide, il suo territorio fu spartito tra Repubblica romana e Parti: l'Osroene divenne stato vassallo dei Parti, sotto una dinastia di sovrani arabi (132 a.C.); molti dei sovrani si chiamavano Abgar o Manu, ed erano sceicchi arabi stanziati nelle città, ma i Romani cercarono ripetutamente di conquistarlo.[1][2] Lo stesso nome "Osroene" deriva da Osroes, uno sceicco arabo che nel 120 a.C. contese ai Seleucidi il controllo della regione.[3]

L'Osroene come provincia romana nel 120

Tigrane II di Armenia strappò Media Atropatene, Corduene, Adiabene e la regione attorno a Nisibi ai Parti, instaurando una dinastia araba in Osroene;[4] successivamente la regione passò sotto l'influenza romana a seguito della conquista di Lucio Afranio, che partì dalla Corduene e invase la Mesopotamia settentrionale e, dopo aver attraversato il deserto, sconfisse gli arabi di Osroene con l'aiuto degli elleni di Carre.[5]

Abgar I firmò un trattato di pace con i Romani all'epoca di Gneo Pompeo Magno. In occasione della campagna di Marco Licinio Crasso contro i Parti (53 a.C.), fu alleato del triumviro, passando poi dalla parte del re dei Parti Orode II; il suo compito fu quello di fingere di continuare ad essere un alleato di Crasso e di fornirgli informazioni e consigli ingannevoli. Convinse Crasso a non avanzare sulla città greca di Seleucia sull'Eufrate, e di attaccare invece direttamente Surena e abbandonandolo nel corso della battaglia di Carre per passare al nemico.[6]

Intorno al 116, nell'ambito delle campagne partiche di Traiano, il generale romano Lusio Quieto saccheggiò Edessa e pose fine all'indipendenza dell'Osroene. Dopo la guerra contro i Parti di Marco Aurelio, i Romani costruirono dei forti e insediarono una guarnigione a Nisibi. L'Osroene cercò di ribellarsi ai Romani, ma nel 216 il re Abgar IX fu catturato ed esiliato a Roma, mentre la regione divenne una provincia romana.

Tra la campagna di Traiano e la perdita dell'indipendenza nel 216, Edessa vide l'espandersi del Cristianesimo; Abgar IX fu il primo sovrano cristiano di Osroene. Tra le principali figure religiose che vissero in questa regione si ricorda Taziano il Siro, che compose il Diatessaron in siriaco, un'opera eclettica giudeo-cristiana con influenze dualistiche che divenne il vangelo per antonomasia dei parlanti siriaco.

L'imperatore Decio prese il controllo di Edessa facendone la base per le sue campagne contro i Sasanidi. Con la riforma di Diocleziano, la provincia di Osroene fu inclusa nella diocesi d'Oriente, parte a sua volta della prefettura del pretorio d'Oriente: come tale era comandata dal dux Osroenae che comandava, nel 400 circa, le seguenti truppe:

  • Equites Dalmatae Illyriciani, acquartierata a Ganaba.
  • Equites promoti Illyriciani, Callinico.
  • Equites Mauri Illyriciani, Dabana.
  • Equites promoti indigenae, Banasam
  • Equites promoti indigenae, Sina Iudaeorum.
  • Equites sagittarii indigenae, Oraba.
  • Equites sagittarii indigenae, Thillazamana.
  • Equites sagittarii indigenae Medianenses, Mediana.
  • Equites primi Osrhoeni, Rasin.
  • Praefectus legionis quartae Parthicae, Circesio'.
  • (comando illegibile, forse la Legio III Parthica), Apatna.
  • Ala septima Valeria praelectorum, Thillacama.
  • Ala prima Victoriae, Tovia -contra Bintha.
  • Ala secunda Paflagonum, Thillafica.
  • Ala prima Parthorum, Resaia.
  • Ala prima nova Diocletiana, tra Thannurin e Horobam.
  • Cohors prima Gaetulorum, Thillaamana.
  • Cohors prima Eufratensis, Maratha.
  • Ala prima salutaria, Duodecimo constituta.

L'officium (ufficio amministrativo) del dux includeva il princeps de scola agentum in rebus, alcuni numerarii con i rispettivi adiutores, un commentariensis, un adiutor e altri ufficiali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J. F. Healey, H. J. W. Drijvers, The Old Syriac Inscriptions of Edessa and Osrhoene: Texts, Translations, and Commentary, BRILL Publishers, 1999, ISBN 90-04-11284-7, pp.35-36
  2. ^ M. A. R. College, The Parthians, 1967 (see p.58)
  3. ^ C. Anthon, A System of Ancient and Medieval Geography for the Use of Schools and Colleges, Harper Publishers, 1850, Digitized 2007, p.681
  4. ^ Theodor Mommsen, The History of Rome, libro V, p. 3 ([1]).
  5. ^ Theodor Mommsen, The History of Rome, libro V, p. 9 ([2]).
  6. ^ Cassio Dione, Storia romana, xl.20.
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