Valentia (provincia romana)

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Valentia
Informazioni generali
Capoluogo Luguvalium?
Dipendente da diocesi di Britannia
Evoluzione storica
Inizio 369
Causa riorganizzazione della Britannia da parte di Flavio Teodosio
Fine 410
Causa abbandono della Britannia da parte dei Romani
Cartografia
Roman Britain 410.jpg

Valentia era il nome di una provincia romana costituita nella parte settentrionale della diocesi di Britannia, fondata da Flavio Teodosio nel 369, avente capitale probabilmente a Luguvalium, e abbandonata dai Romani nel 410.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 368 Flavio Teodosio fu mandato in Britannia dall'imperatore Valentiniano I con nuove truppe e col compito di porre fine alla cosiddetta Grande cospirazione, cioè all'invasione della provincia da parte dei barbari.[2] L'anno successivo sconfisse i barbari e ricostruì la devastata Britannia, dividendola in cinque province: Britannia Prima, Britannia Secunda, Flavia Caesariensis, Maxima Caesariensis e la nuova provincia il cui nome era molto probabilmente dedicato all'imperatore Valentiniano I: Valentia.[3]

Secondo Ammiano Marcellino questa quinta provincia si trovava intorno al Vallo di Adriano, ma i suoi confini non sono noti con precisione. È probabile che andasse dal Vallo di Adriano a quello di Antonino, ma non se ne conosce con certezza il capoluogo e nemmeno il governatore. Ad ogni modo gli storici Montesanti e Frere ritengono che Luguvalium (l'attuale Carlisle) possa esserne stato il capoluogo.[4] Quando fu creata questa nuova provincia, strappata ai Pitti e agli Scotti, forse il suo territorio fu preso anche da una porzione settentrionale della Britannia Secunda.

La Notitia Dignitatum (scritta nel 394) cita la provincia come una delle cinque della Britannia romana, dopo la Maxima Caesariensis, sede del vicarius della diocesi di Britannia, e quindi dandole una notevole importanza.[5]

Valentia rimase in mano ai Romani solo per una quarantina di anni, poiché nel 410 essi si ritirarono definitivamente dalla Britannia. Comunque, secondo Frere[6], intorno al 420 i legionari romani vi fecero ritorno in una spedizione militare e popolazioni romanizzate (anche se parzialmente) furono presenti nell'area meridionale della provincia di Valentia fino alla seconda metà del V secolo.

Il suo possibile capoluogo (Luguvalium) rimase abitato dai Romano-Britanni ininterrottamente fino al VII secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valentia in JSTOR
  2. ^ Ammiano Marcellino, xxvii.8.3.
  3. ^ Valentia (Google Book)
  4. ^ Luguvalium capitale di Valentia
  5. ^ Valentia (in inglese)
  6. ^ Romano-britannici a nord del Vallo di Adriano (Google book)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frere, Sheppard. Britannia: a history of Roman Britain. Publisher Routledge. London, 1987. ISBN 0-7102-1215-1
  • Lysons, Samuel. Magna Britannia: being a concise topographical account of the several counties of Great Britain. Volume 1, Part 1. Cadell and Davies. University of Michigan, 1813

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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