Augusto di via Labicana

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Augusto di via Labicana
Augusto di via Labicana
Autore sconosciuto
Data età augustea
Materiale marmo
Dimensioni 207 cm 
Ubicazione Museo Nazionale Romano (palazzo Massimo alle Terme), Roma

La statua di Augusto di via Labicana è un ritratto dell'Imperatore Augusto a figura intera, a tutto tondo, in marmo, alta 2,07 m. Deve il suo nome alla zona dove venne scavata alle pendici del colle Oppio, in via Labicana appunto. L'imperatore è ritratto a capo coperto nelle vesti di pontefice massimo. La statua è conservata al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme a Roma.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La statua che ci è pervenuta è una copia di età tiberiana di un ritratto dell'imperatore eseguito alla fine del I secolo a.C. o all'inizio del I d.C. I tratti somatici piuttosto emaciati infatti suggerirebbero la realizzazione negli ultimi anni di vita, con i segni già visibili della malattia e della stanchezza. Si tratta del più importante ritratto augusteo di questo periodo "finale", tra i pochi trovati a Roma[1].

Il capite velato è dovuto alla funzione di pontifex maximus dell'imperatore: il braccio destro, spezzato, aveva probabilmente in mano una patera, piatto rituale per lo spargimento di vino durante un sacrificio. La testa venne scolpita a parte, da uno specialista.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Come in altre opere dell'arte augustea la realizzazione è piuttosto fredda e "accademica": l'effetto di stanchezza e lontananza psicologica di Augusto è per lo più dovuto all'opera di sublimazione verso la compassata arte greca classica, che ha come effetto un'immagine studiata di distacco e spiritualità del princeps. La freddezza del volto ben si svela nel trattamento "metallico" dei capelli. Tuttavia il volto è composto con sapienza, con superfici lisce ampie, ma sufficientemente mosse per evitare uno sgradevole appiattimento.

Gli ampi sinus della toga sono molto curati, ma penalizzano la resa volumetrica del corpo, che appare in più punti svuotato a favore del mero effetto di superficie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Se ne conoscono altri numerosi, per lo più da aree periferiche.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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