Quinto Mucio Scevola (console 95 a.C.)

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Quinto Mucio Scevola
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Quintus Mucius Scaevola
Nascita 140 a.C. circa
Morte 82 a.C.
Gens Mucia
Consolato 95 a.C.

Quinto Mucio Scevola (140 a.C.82 a.C.) è stato un giurista e politico romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

(LA)
« [...] me ad pontificem Scaevolam contuli, quem unum nostrae civitatis et ingenio et iustitia praestantissimum audeo dicere. »
(IT)
« [...] mi sono recato da Scevola pontefice, che oso dire superiore per ingegno e rettitudine a tutti i nostri concittadini. »
(Marco Tullio Cicerone, Laelius de amicitia)

Appartenente alla gens Mucia, Quinto Mucio Scevola, figlio di Publio Mucio, è considerato uno dei più grandi giuristi della storia del diritto romano e in parte l'artefice dell'introduzione, nella giurisprudenza romana, del metodo dialettico e diairetico, mutuato dal pensiero filosofico greco.

Fu questore nel 110 a.C., tribuno della plebe nel 106 a.C., pretore nel 98 a.C., console - insieme a Lucio Licinio Crasso - nel 95 a.C. e pontefice massimo nell'89 a.C.

Fra le sue opere letterarie si ricordano l'Horoi e i Libri XVIII Iuris Civilis. Quest'ultimo fu il primo manuale sistematico di diritto civile, preso a base di trattazioni civilistiche posteriori, tanto che Quinto Mucio Scevola fu il più antico giurista compendiato nei Digesta del Corpus iuris civilis ed il primo in ordine di apparizione nell'Index Florentinus.

Ce ne fornisce notizia il giurista Sesto Pomponio in un brano dell'opera Enchiridion conservatoci dal Digesto giustinianeo: D.1.2.41 «Post hos Quintus Mucius Publii filius pontifex maximus ius civile primus constituit generatim in libros decem et octo redigendo». Sempre Pomponio annovera tra i discepoli di Quinto Mucio illustri giuristi romani: Aquilio Gallo, Balbo Lucilio, Sesto Papirio, Gaio Giuvenzio e Servio Sulpicio. Venne soprannominato "Il pontefice" per distinguerlo dal cugino Quinto Mucio Scevola detto l'"Augure".

Morì nell'82 a.C. sotto il consolato di Gneo Papirio Carbone e Gaio Mario il giovane, ucciso nel tempio di Vesta dai seguaci di quest'ultimo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Digesto, 1.2.41 Pomponius libro singulari enchiridii
Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gaio Cassio Longino
e
Gneo Domizio Enobarbo
(95 a.C.)
con Lucio Licinio Crasso
Gaio Celio Caldo
e
Lucio Domizio Enobarbo
Predecessore Pontefice massimo Successore
Gneo Domizio Enobarbo 88 a.C. - 82 a.C. Quinto Cecilio Metello Pio

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