Lucio Cecilio Metello Dalmatico

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Lucio Cecilio Metello Numidico
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica Romana
Nome originale Lucius Caecilius Metellus Numidicus
Gens Cecilia Metella
Padre Lucio Cecilio Metello Calvo
Consolato 119 a.C.

Lucio Cecilio Metello Dalmatico [1] (in latino: Lucius Caecilius Metellus Dalmaticus) (164 a.C. circa – dopo il 99 a.C.) è stato un politico romano durante l'epoca repubblicana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Lucio Cecilio Metello Calvo e fratello di Quinto Cecilio Metello Numidico, divenne pretore nel 122 a.C., fu quindi console nel 119 a.C. e censore nel 115 a.C. per poi essere eletto pontefice massimo.
Fece espellere dal Senato 32 componenti e si scontrò contro Lucio Appuleio Saturnino. Contribuì al ritorno a Roma nel 99 a.C. del fratello Quinto Cecilio Metello Numidico, anch'esso scontratosi contro Saturnino nel tentativo di espellerlo dal Senato. Come ricompensa per le sue vittorie riportate durante il proconsolato del 119 a.C. contro i Dalmati, celebrò un trionfo[2] e assunse il cognome di Delmaticus.[3] Nel 117 a.C. fece ricostruire il Tempio dei Dioscuri situato nel Foro Romano.

Ebbe due figli, Lucio Cecilio Metello e Marco Cecilio Metello, ed una figlia, Cecilia Metella Dalmatica, che sposò Marco Emilio Scauro.

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Manuel Dejante Pinto de Magalhães Arnao Metello and João Carlos Metello de Nápoles, "Metellos de Portugal, Brasil e Roma", Torres Novas, 1998
Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gaio Papirio Carbone
e
Publio Manilio
(119 a.C.)
con Lucio Aurelio Cotta
Quinto Marcio Re
e
Marco Porcio Catone