Bucchia

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Gli stemmi dei Bucchia e dei Drago-Bucchia

La famiglia Bucchia (nelle fonti anche in varie altre forme, fra le quali Buchia, Buche, Buchi, Buchie, de Bucha, de Buchia, de Bucho, de Buça, Boce o Buca, in croato Buča, Bučić o Bućin) fu una delle più importanti famiglie nobili di Cattaro. Un ramo dei Bucchia fu ammesso nel patriziato della Repubblica di Ragusa, un altro ramo invece s'impiantò a Sebenico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Bucchia furono fra le famiglie più ricche e potenti di Cattaro, fondendosi nel tempo con la famiglia Drago e dando luogo ad una delle casate più importanti della regione: quella dei Drago-Bucchia.

Il cognome sembra derivare dal nome proprio medievale Buchius o Bucchius, attestato sia in Dalmazia che in varie località italiane. Il primo Bucchia a risultare negli archivi è un Jacobus Boce, presente a Cattaro nel 1186.

Un ramo dei Bucchia si spostò nel 1449 a Sebenico, mentre un altro ramo s'era già spostato nel XIV secolo a Ragusa. Questi ultimi, fra il 1440 e il 1640 contarono 30 membri del Maggior Consiglio, pari al 1,36% sul totale[1]. In questi duecento anni, ottennero anche 27 cariche senatoriali (1,36%), 5 volte la qualifica di Rettore della Repubblica (0,21%), 5 membri del Minor Consiglio (0,23%), ma non furono mai Guardiani della Giustizia[2].

Il ramo cattarino si estinse nel XVII secolo, quello raguseo nel XIX secolo con la morte di Secondo Bucchia nel 1807.

Personalità notabili (in ordine cronologico)[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Bucchia (XIV secolo) - Fu protovestiario dello zar serbo Stefano Dušan. Sembra che fosse il primo della famiglia ad essere ammesso fra i nobili di Ragusa, su espressa richiesta dello zar.
  • Girolamo Bucchia (XVI secolo) - Cattarino, fu vescovo della locale diocesi a partire dal 1581. Curò l'adattamento della Vita di san Trifone, aggiungendovi quattro inni.
  • Domenico e Vincenzo Bucchia (XVI secolo) - Fratelli di Cattaro, entrambi domenicani, furono rinomati teologi, lasciando vari scritti editi e inediti. Il secondo fu confessore della beata Osanna di Cattaro, nonché Vicario Generale per la Dalmazia.
  • Vincenzo Bucchia (XVII secolo) - Vescovo di Cattaro dal 1622 al 1656.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zdenko Zlatar, "Huius... est omnis Rei Publicae potestas": Dubrovnik's patrician houses and their partecipation in power (1440-1640), in Dubrovnik Annals, 6/2002, p. 54.
  2. ^ Zdenko Zlatar, Op. cit., p. 60.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Maria Appendini, Notizie istorico-critiche sulle antichità storia e letteratura de' Ragusei, Dalle stampe di Antonio Martecchini, Ragusa 1803
  • Renzo de' Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Scientifico Culturale Rustia Traine, Trieste 2004
  • Simeone Gliubich, Dizionario biografico degli uomini illustri della Dalmazia, Vienna-Zara 1836
  • Giorgio Gozzi, La libera e sovrana Repubblica di Ragusa 634-1814, Volpe Editore, Roma 1981
  • Robin Harris, Storia e vita di Ragusa - Dubrovnik, la piccola Repubblica adriatica, Santi Quaranta, Treviso 2008
  • Konstantin Jireček, L’eredità di Roma nelle città della Dalmazia durante il medioevo, 3 voll., AMSD, Roma 1984-1986

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]