Bonda

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Due stemmi della famiglia Bonda

La famiglia Bonda (nelle fonti anche Bunda o de Bonda, in croato anche Bundić) fu una delle più antiche famiglie nobili della Repubblica di Ragusa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini dei Bonda non sono certe, ma secondo un'antichissima tradizione essi sarebbero una delle famiglie fondatrici della città, in fuga da Epidauro attaccata dagli Slavi. Una minoranza ritiene invece che essi siano di ascendenza anconitana, essendo iscritti anche al patriziato di questa città.

Palazzo Bonda a Ragusa
Il Teatro Bonda, oggi intitolato a Marino Darsa

I Bonda sono citati all'interno di alcuni fra i più antichi documenti conservati dall'archivio di Ragusa, risalenti al 1190.

Fra il 1440 e il 1640 i Bonda contarono 19 membri del Maggior Consiglio, pari al 0,86% sul totale[1]. In questi duecento anni, ottennero anche 27 cariche senatoriali (0,83%), 27 volte la qualifica di Rettore della Repubblica (1,13%), 25 membri del Minor Consiglio (1,15%) e 7 Guardiani della Giustizia (0,85%)[2].

L'Almanacco di Gotha[3] non li enumera fra le undici famiglie del più antico Patriziato Sovrano Originario della Repubblica ancora residenti in città alla metà del XIX secolo, in quanto il ramo principale della famiglia si estinse nel 1757, col matrimonio di Maddalena Bonda - ultima discendente dell'antica famiglia - con un patrizio della famiglia Giorgi. Il loro figlio Marino prese quindi entrambi i cognomi, facendo nascere la casata dei Giorgi-Bonda (alle volte indicati anche come Bonda-Giorgi).

Il primo teatro moderno di Ragusa venne fondato nel 1865 in un palazzo eretto a spese del nobile Luca Bonda, e divenne quindi noto col nome di Teatro Bonda. Il teatro - tuttora attivo - dopo la seconda guerra mondiale venne intitolato a Marino Darsa (Marin Držić), il più famoso commediografo dell'intera storia di Ragusa

La nobiltà dei Bonda-Giorgi venne riconosciuta dalla Casa d'Austria nel 1857, col titolo di conte. Il riconoscimento venne riconfermato con imperial-regio decreto il 1 dicembre 1917.

Rami secondari dei Bonda sopravvissero in Italia fino alla prima metà del XX secolo.

Personalità notabili (in ordine cronologico)[modifica | modifica wikitesto]

  • Marino Bonda (XIX secolo) - Rampollo dei Bonda-Giorgi, aderì al partito autonomista filoitaliano, nelle cui file fu eletto al parlamento di Vienna (Reichsrat) nel 1873 e poi ancora nel 1891, tenendo la carica fino al 1897. Fu l'ultimo deputato autonomista eletto al parlamento austriaco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zdenko Zlatar, "Huius... est omnis Rei Publicae potestas": Dubrovnik's patrician houses and their partecipation in power (1440-1640), in Dubrovnik Annals, 6/2002, p. 54.
  2. ^ Zdenko Zlatar, Op. cit., p. 60.
  3. ^ Edizione del 1865, p. 320.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Maria Appendini, Notizie istorico-critiche sulle antichità storia e letteratura de' Ragusei, Dalle stampe di Antonio Martecchini, Ragusa 1803
  • Renzo de' Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Scientifico Culturale Rustia Traine, Trieste 2004
  • Simeone Gliubich, Dizionario biografico degli uomini illustri della Dalmazia, Vienna-Zara 1836
  • Giorgio Gozzi, La libera e sovrana Repubblica di Ragusa 634-1814, Volpe Editore, Roma 1981
  • Robin Harris, Storia e vita di Ragusa - Dubrovnik, la piccola Repubblica adriatica, Santi Quaranta, Treviso 2008
  • Konstantin Jireček, L’eredità di Roma nelle città della Dalmazia durante il medioevo, 3 voll., AMSD, Roma 1984-1986

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]