Binciola

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Due stemmi dei Binciola

La famiglia Binciola (nelle fonti anche Binzola o Binçola, in croato Binžulić o Benžulić) fu una delle più antiche famiglie nobili della Repubblica di Ragusa, estintasi nel XVII secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della famiglia rimangono per lo più oscure: tradizionalmente la si riteneva fra quelle originarie di Epidauro che fondarono Ragusa, in fuga di fronte all'invasione di Avari e Slavi. La prima citazione in una fonte scritta di un Binzola risale al 1191, mentre il primo appartenente con certezza alla famiglia è un Binçola Fusci Binçole, nel 1286.

Il cognome potrebbe derivare da Benedictus o Bontius, diminutivo Bonzolus.

La famiglia Binciola (nota anche come Bodaça-Binciola) fu fino al XIV secolo una delle più influenti di Ragusa, suddivisa in vari rami e unita alle altre famiglie nobili ragusee da una serie di matrimoni che a loro volta diedero luogo ad ulteriori rami della casata: risultano in quel periodo fra le otto famiglie maggiormente presenti in Maggior Consiglio, anche se non fra le più ricche della Repubblica.

Nei secoli successivi, i Binciola diminuirono di numero e persero gran parte della propria importanza.

La famiglia si estinse in 1684 con la morte di Nicola Marino Binciola.

Fra il 1440 e il 1640 i Binciola contarono 9 membri del Maggior Consiglio: lo 0,41%% del totale[1]. In questi duecento anni, ottennero anche 24 cariche senatoriali (0,73%), 5 volte la qualifica di Rettore della Repubblica (0,21%), 10 membri del Minor Consiglio (1,15%) e 1 Guardiano della Giustizia (0,12%)[2].

Personalità notabili (in ordine cronologico)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zdenko Zlatar, "Huius... est omnis Rei Publicae potestas": Dubrovnik's patrician houses and their partecipation in power (1440-1640), in Dubrovnik Annals, 6/2002, p. 54.
  2. ^ Zdenko Zlatar, Op. cit., p. 60.
  3. ^ Francesco Maria Appendini, Notizie istorico-critiche sulle antichità storia e letteratura de' Ragusei, Dalle stampe di Antonio Martecchini, Ragusa 1803, p. 311.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Maria Appendini, Notizie istorico-critiche sulle antichità storia e letteratura de' Ragusei, Dalle stampe di Antonio Martecchini, Ragusa 1803
  • Renzo de' Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Scientifico Culturale Rustia Traine, Trieste 2004
  • Simeone Gliubich, Dizionario biografico degli uomini illustri della Dalmazia, Vienna-Zara 1836
  • Giorgio Gozzi, La libera e sovrana Repubblica di Ragusa 634-1814, Volpe Editore, Roma 1981
  • Robin Harris, Storia e vita di Ragusa - Dubrovnik, la piccola Repubblica adriatica, Santi Quaranta, Treviso 2008
  • Konstantin Jireček, L’eredità di Roma nelle città della Dalmazia durante il medioevo, 3 voll., AMSD, Roma 1984-1986

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]