Diocesi di Trebigne-Marcana

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Diocesi di Trebigne-Marcana
Dioecesis Tribuniensis-Marcanensis
Chiesa latina
Trebinje, katolicky kostel z 18. stol, vez znicena 1992.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Sarajevo
  Map of Trebinje-Mrkan diocese.png
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Amministratore apostolico Ratko Perić
Rito romano
Cattedrale Natività di Maria
Indirizzo BiskupaCule BB, PP. 54, 88000 Mostar, Bosna i Hercegovina
Sito web www.cbismo.com
Dati dall'Annuario Pontificio * *
Chiesa cattolica in Bosnia ed Erzegovina

La diocesi di Trebigne-Marcana (in latino: Dioecesis Tribuniensis-Marcanensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Sarajevo. È attualmente retta dall'amministratore apostolico Ratko Perić.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende la parte meridionale dell'Erzegovina. La diocesi di Marcana si estendeva originariamente su un gruppo di cinque isole disabitate del mare Adriatico, fra cui l'isola di Marcana.

Sede vescovile è la città di Trebigne, dove si trova la cattedrale della Natività di Maria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La diocesi di Trebigne fu eretta nel X secolo. Nel 1061 divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Antivari, ma nello stesso secolo entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ragusa (oggi diocesi).

Nel 1361 la sede di Trebigne fu trasferita su Marcana, isolotto di 0,197 km², situato lungo la costa adriatica 18 km a sud-est di Ragusa di fronte alla cittadina croata di Ragusavecchia[1], allora sede del monastero benedettino di San Michele. Anche se si trova fuori del territorio della propria diocesi, il titolo fu unito nel 1391 a Trebigne ed è conservato sino ad oggi. La stessa unione fu confermata il 19 marzo 1463 da papa Pio II e ancora il 17 dicembre 1482 da papa Sisto IV.

Il 30 giugno 1828 in forza della bolla Locum beati Petri di papa Leone XII divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Zara.

Il 30 settembre 1839, dopo circa vent'anni di sede vacante, papa Gregorio XVI con la bolla Apostolici muneris affidò la diocesi in amministrazione perpetua ai vescovi di Ragusa.

Nel 1858 la diocesi si estendeva su una superficie di 3.861 km² ed aveva circa 8.560 cattolici.[2]

L'8 luglio 1890, in forza della bolla Paterna illa di papa Leone XIII[3], la diocesi di Trebigne-Marcana fu data in amministrazione perpetua ai vescovi di Mostar-Duvno e al contempo resa suffraganea di Vrhbosna (o Sarajevo).

Nel 1984 la chiesa della Natività di Maria a Trebigne è stata dichiarata cattedrale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Trebigne[modifica | modifica sorgente]

  • Anonimo † (? - 23 maggio 1250 deceduto)
  • Salvio † (prima del 1268 - 5 dicembre 1276 nominato arcivescovo di Ragusa)
  • Niccolò, O.F.M. † (menzionato nel 1322)
  • Bonifacio † (? - 6 febbraio 1344 nominato vescovo di Sebenico)
  • Giovanni de Mobili, O.Cist. † (20 giugno 1345 - ? deceduto)
  • Giovanni de Rupella, O.Carm. † (18 maggio 1349 - 13 maggio 1351 nominato vescovo di Potenza)
  • Matthias Hohenmaut, O.Cist. † (31 luglio 1355 - ? deceduto)
  • Nikolaus von Paden, O.E.S.A. † (29 ottobre 1371 - ?)
  • Johannes †

Vescovi di Trebigne e Marcana[modifica | modifica sorgente]

  • Jacobus † (11 luglio 1391 - ?)
  • Joannes Masdrach, O.P. † (17 dicembre 1417 - ? deceduto)
  • Domenico da Ragusa, O.P. † (4 luglio 1425 - ? deceduto)
  • Michele Natale † (6 agosto 1436 - ? deceduto)
  • Biagio, O.P. † (20 ottobre 1464 - ?)
  • Donato de Giorgi, O.P. † (17 dicembre 1481 - ? deceduto)
  • Giorgio, O.S.B. † (19 luglio 1493 - 1513 deceduto)
  • Agostino de Nabe, O.P. † (6 marzo 1514 - ? deceduto)
  • Francesco Pozzo, O.P. † (28 febbraio 1528 - ? deceduto)
  • Tommaso Cervino, O.P. † (16 novembre 1532 - 2 dicembre 1541 nominato vescovo di Stagno)
  • Giacomo Luccari, O.F.M. † (20 luglio 1563 - ? deceduto)
  • Simeone Metis † (3 ottobre 1575 - ? deceduto)
  • Tommaso Nadal † (25 ottobre 1606 - ? deceduto)
  • Ambrogio Gozzeo † (15 giugno 1609 - 23 marzo 1615 nominato vescovo di Stagno)
  • Crisostomo Antichi † (2 o 16 dicembre 1615 - ? deceduto)
  • Savino Florian, O.F.M. † (16 settembre 1647 - dicembre 1661 deceduto)
  • Scipione de Martinis † (9 aprile 1663 - 31 dicembre 1668 dimesso)
  • Antonio Primi, O.F.M. † (15 luglio 1669 - 1702 deceduto)
  • Antonio Righi † (16 luglio 1703 - 12 febbraio 1727 dimesso)
  • Francesco Girolamo Bona † (17 marzo 1727 - 18 luglio 1731 nominato arcivescovo titolare di Cartagine)
  • Sigismondo Tudisi † (2 settembre 1733 - giugno 1760 deceduto)
  • Anselmo (Nicolò) Cattich, O.F.M. † (15 dicembre 1760 - 24 gennaio 1792 deceduto)
  • Nikolaj Ferrich † (26 marzo 1792 - 30 maggio 1819 deceduto)
    • Sede vacante (1819-1839)
    • Sede amministrata dai vescovi di Ragusa (1839-1890)
    • Sede amministrata dai vescovi di Mostar-Duvno dal 1890

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Le diocesi di Mostar-Duvvno e di Trebigne-Marcana al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 481.445 persone contavano 208.226 battezzati, corrispondenti al 43,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 180.000 300.000 60,0 76 16 60 2.368 60 40 60
1970 202.376 495.000 40,9 141 38 103 1.435 156 130 66
1980 201.600 464.346 43,4 199 53 146 1.013 172 164 74
1990 208.000 502.000 41,4 189 62 127 1.100 164 189 77
1999 191.998 481.445 39,9 167 53 114 1.149 1 145 188 81
2000 193.908 481.445 40,3 168 53 115 1.154 1 134 178 81
2001 194.344 481.445 40,4 168 54 114 1.156 1 134 173 81
2002 197.872 481.445 41,1 177 72 105 1.117 124 184 81
2003 203.805 481.448 42,3 163 53 110 1.250 1 133 171 81
2004 208.226 481.445 43,3 229 103 126 909 1 146 171 81

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ragusavecchia in: Blatt 36-43 der Generalkarte von Mitteleuropa 1:200.000 der Franzisco-Josephinischen Landesaufnahme, Österreich-Ungarn, ab 1887
  2. ^ Petar Vrankić, La chiesa cattolica nella Bosnia ed Erzegovina al tempo del vescovo Raffaele Barasic (1832-1863), Roma 1984, p. 55.
  3. ^ Leonis XIII pontificis maximi acta, Indice, vol. XXIII.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]