Tòpos
Il tòpos (pl. tòpoi) è una parola di derivazione greca che indica una caratteristica o una proprietà di una determinata cosa o di uno specifico argomento. Letteralmente può significare anche "luogo".
Il topos è un argomento dialettico o retorico utilizzato in relazione a discipline diverse. Può indicare un insieme di tecniche e rappresentazioni comuni a più correnti artistiche o letterarie che spesso sono l'occasione per l'evoluzione dell'opera d'arte, come ad esempio i luoghi d'ambientazione dell'Arcadia, o il rapporto tra individuo e società nel romanzo storico romantico. Tecniche ben distinte dalla Weltanschauung, la quale invece è il sistema di pensiero che un'opera d'arte condivide con le scienze e le filosofie del proprio tempo.
Nella retorica classica i topoi erano utilizzati per rispondere a quesiti classificabili con chi, che cosa, dove, con quali aiuti, perché, come, quando, eccetera.
Il topos quindi inerisce strettamente l'opera e può imporre regole stilistiche. Può essere in uso propriamente solo in una determinata corrente di pensiero o epoca storica (si veda ad esempio il topos dell'amor cortese), o può essere influenzato da essa.
[modifica] Elenco di tòpoi
I tòpoi più diffusi sono quelli che si riscontrano variamente in più epoche, culture e letterature. Alcuni esempi di tòpoi sono i seguenti:
- il locus amoenus (ad esempio, il mondo immaginario dell'Arcadia) ed il locus horridus (ad esempio, l'Inferno dantesco);
- l'idillio;
- la poesia cimiteriale (si veda l'Antologia di Spoon River);
- l'amore come malattia e l'amore come morte (in greco, eros e thanatos)
- l'amore guerresco (si veda l'opera Stanze per la giostra di Giuliano de' Medici di Angelo Poliziano), l'amore come omaggio (si veda la poesia lirica cortese), l'amor doloroso;
- il mondo alla rovescia;
- la notte pericolosa;
- la caccia infernale (si veda il Decamerone, giornata 5, novella 8);
- l'afasia, ad esempio in presenza della donna amata (si vedano le opere appartenenti alla corrente del Dolce Stil Novo, ad esempio Al cor gentil rempaira sempre amore di Guido Guinizelli);
- la descensus ad inferos, o catàbasis in greco (si veda l'intero Inferno dantesco, oppure l'Eneide, nel suo sesto libro);
- la ricerca disperata di qualche cosa, o quête in francese;
- l'età dell'oro;
- il viaggio di ritorno in patria, o nostos in greco (si veda l'Odissea);
- il paraclausithyron, lamento davanti alla porta chiusa dell'amante.
- la commutatio loci
- la selva all'interno dell'VII cerchio dell'Inferno di Dante Alighieri nella Divina Commedia, descritto come Locus Horridus.
- elisir dell'eterna giovinezza
Gli storici della letteratura individuano e classificano i tòpoi di un'opera anche per distinguere le varie poetiche e la loro elaborazione nelle singole opere da parte degli autori.
Due poetiche diverse alle prese con il tòpos dell'idillio:
| « Giunse dove sorgean da vivo sasso
in molta copia chiare e lucide onde, e fattosene un rio volgeva a basso lo strepitoso piè tra verdi sponde. Quivi egli ferma addolorato il passo e chiama, e sola a i gridi Ecco risponde; e vede intanto con serene ciglia sorger l'aurora candida e vermiglia. » |
| (T. Tasso, Gerusalemme Liberata, Canto VII, 25) |
| « Chiare, fresche et dolci acque,
ove le belle membra pose colei che sola a me par donna; gentil ramo ove piacque (con sospir' mi rimembra) a lei di fare al bel fiancho colonna; herba et fior' che la gonna leggiadra ricoverse co l'angelico seno; aere sacro, sereno, ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse: date udïenza insieme a le dolenti mie parole extreme. » |
| (F. Petrarca, Il Canzoniere, Chiare e fresche e dolci acque) |