Catabasi

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Con catàbasi (dal greco κατάβασις “discesa”, di κατα- “giù” e βαίνω “andare”) si intende la discesa di una persona viva nell’Ade, motivo topico della letteratura.

Troviamo il primo esempio di catàbasi nell’XI libro dell’Odissea, anche se di fatto Ulisse non entra nel regno dei morti, ma rimane sulla soglia.

Nella mitologia greca sono famose la discesa agli inferi di Eracle, durante la sua ultima fatica, e quella di Orfeo.

Questo topos è stato poi ripreso da Publio Virgilio Marone nell’Eneide, in cui il protagonista eponimo, entrato vivo negli inferi, incontra Didone e, nei Campi Elisi, suo padre Anchise, il quale gli mostra i suoi futuri discendenti, da Romolo ad Augusto.

Scandagliando la letteratura anglosassone, un esempio può essere individuato nel poema Beowulf, all’interno del quale, l’eroe protagonista si scaglia alla ricerca della madre del mostro da poco ucciso, Grendel, compiendo, in questo modo, quella che potrebbe benissimo essere considerata un’incarnazione del tema della catabasi.

Ma l’opera più famosa in cui si può trovare la catàbasi è la Commedia di Dante. Qui il poeta compie un viaggio nell’oltretomba accompagnato proprio da Virgilio.