Bombina pachypus

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Ululone appenninico
UluloneVG35 - Wiki.jpg
Bombina pachypus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Amphibia
Sottoclasse Lissamphibia
Ordine Anura
Famiglia Bombinatoridae
Genere Bombina
Specie B. pachypus
Nomenclatura binomiale
Bombina pachypus
(Bonaparte, 1838)

L'ululone appenninico o ululone italiano (Bombina pachypus (Bonaparte, 1838)) è un anfibio anuro della famiglia Bombinatoridae, in passato considerato endemico dell'Italia, ma attualmente ritenuto un sinonimo di Bombina variegata.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La pelle è ruvida per piccole escrescenze ghiandolari. La pupilla ha forma a cuore.
La parte dorsale ha un colore piuttosto criptico, brunastro con tonalità grigie e chiazze scure di estensione molto variabile. Il ventre è giallo macchiettato di nero. Di solito, nella regione del petto, ci sono due macchie gialle separate dalle altre.

Si tratta di un anuro di piccole dimensioni che non supera i 6 cm di lunghezza.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo degli amori il maschio sviluppa cuscinetti cornei di colore nero sugli arti anteriori; vengono utilizzati per trattenere la femmina durante la copula. La stagione riproduttiva dura circa 7 mesi (da aprile ad ottobre) ma si hanno tre massimi nei mesi di maggio, giugno e a nella seconda metà di luglio (se gli ambienti non si sono prosciugati). Questi anuri tendono a ritornare a riprodursi tutti gli anni negli stessi biotopi.

Uovo e larva[modifica | modifica wikitesto]

Le uova, che misurano circa 2 mm, vengono deposte in un numero molto inferiore rispetto ad altri anfibi, qualche decina; le larve schiudono dopo 10-25 giorni. Il girino misura meno di 1 cm alla schiusa dell'uovo. Il colore della larva è marrone, bianco nella zona ventrale. L'apertura branchiale è posta medialmente. La metamorfosi avviene dopo 1-3 mesi, a seconda della temperatura. L'adulto neometamorfosato mostra la livrea dell'adulto, comprese le tipiche macchie gialle. La maturità sessuale non avviene prima di 3 anni.

Vocalizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il maschio, una volta selezionato il luogo idoneo per la riproduzione, attrae la femmina con un richiamo ululante (da cui il nome comune).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Areale di B. pachypus (blu) e B. variegata (verde) quando venivano considerate due specie distinte

B. pachypus era considerato un endemismo italiano: lo si ritrova a sud del Po, lungo tutta la dorsale appenninica sino alla Calabria; assente in Sicilia, Sardegna e nelle isole minori.[1]
Si incontra soprattutto in specchi d'acqua piccoli e temporanei, talvolta minuscoli. È molto raro in pianura, le popolazioni più abbondanti sono in zone di collina o montagna. Raggiunge i 1600 metri nel Parco nazionale del Pollino.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

L'ululone appenninico ha subito un drammatico declino in gran parte del suo areale da circa 10 anni. Le cause di questa rarefazione non sono note, si crede che la diffusione del fungo parassita Batrachochytrium dendrobatidis che causa la malattia nota come chitridiomicosi sia stata una delle cause determinanti[3]. Anche fattori antropici come la cementificazione e la distruzione dei luoghi di riproduzione, ad esempio con il prosciugamento dei fontanili e con la bonifica delle piccole raccolte d'acqua, sono stati determinanti nel declino di questa specie. Attualmente le popolazioni in condizioni migliori sono quelle calabresi[1].

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

In passato, B. pachypus era considerato un endemismo italiano; tuttavia, in base ad analisi genetiche effettuate sul DNA mitocondriale, si è potuto risolvere il problema dei rapporti filogenetici tra le diverse specie del genere Bombina, giungendo così alla sinonimizzazione di B. pachypus con B. variegata.[2][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Franco Andreone et al. 2008, Bombina pachypus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ a b (EN) Frost D.R. et al., Bombina in Amphibian Species of the World: an Online Reference. Version 6.0, New York, American Museum of Natural History, 2014. URL consultato il 5 novembre.
  3. ^ *Lanza B., Andreone F., Bologna M.A., Corti C., Razzetti E. Amphibia, Calderini, 2007
  4. ^ (EN) Pabijan, M., A. Wandycz, S. Hofman, K. Węcek, M. Piwczyński, and J. M. Szymura, Complete mitochondrial genomes resolve phylogenetic relationships within Bombina (Anura: Bombinatoridae) in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 69, 2013, pp. 63-74.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lanza B., Andreone F., Bologna M.A., Corti C., Razzetti E. Amphibia, Calderini, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]