Riserva naturale Campigna

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Coordinate: 43°52′27.66″N 11°44′07.04″E / 43.87435°N 11.73529°E43.87435; 11.73529

Riserva naturale Campigna
Foresta (N. Agostini).jpg
Riserva biogenetica di Campigna
Tipo di area Riserva naturale biogenetica
Codifica EUAP EUAP0062
Class. internaz. SIC, ZPS
Stati Italia Italia
Regioni Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Province Forlì-Cesena Forlì-Cesena
Comuni Santa Sofia, frazione Campigna
Superficie a terra 1.375,00 ha
Provvedimenti istitutivi D.M. 13.07.77
Gestore ex A.S.F.D.

La Riserva naturale Campigna è un'area naturale protetta statale in Emilia-Romagna istituita nel 1977. Occupa una superficie di 1.375,00 ha nella provincia di Forlì.[1] Fa parte del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. È inoltre una Zona di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva 79/409/CEE riguardante la protezione degli uccelli e un Sito di interesse comunitario ai sensi della Direttiva 92/43CEE.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La formazione geologica prevalente è costituita dall’arenaria oligocenica con alternanza di strati compatti e strati di scisti limoso-argillosi molto friabili. La particolare disposizione degli strati rocciosi, che dal versante romagnolo si immergono verso quello toscano, determina la ripida e a tratti scoscesa orografia della foresta, e conferisce una particolare stabilità al terreno.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La fauna prevalente è quella costituita dagli ungulati: cervo, capriolo, daino e cinghiale[2]. Sono presenti anche faina, puzzola, donnola, volpe, scoiattolo, ghiro, riccio, tasso, talpa e moscardino. Importante è anche la presenza del lupo, predatore naturale degli ungulati, in particolare del cinghiale che costituisce circa l'80% della sua dieta. Numerosa è la presenza di uccelli, tra cui vari rapaci notturni e diurni quali la poiana, il falco pellegrino, l'astore, il gheppio, il gufo reale e il barbagianni. Sono presenti anche l'aquila reale e il picchio nero, quest'ultima una specie legata alla presenza di grandi alberi morti. Molto diffusi sono i rettili e gli anfibi, tra cui la salamandrina dagli occhiali, il geotritone italico, tritoni alpini, crestati e comuni e l'ululone dal ventre giallo. Tra gli insetti si segnala la presenza della rosalia alpina, raro cerambicide alpino, legato alle foreste mature con ampia presenza di legno morto.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La flora è ricca e variegata, grazie alla situazione di cerniera tra gli areali alpini e centro europei e quelli meridionali appenninici[3]. Le formazioni forestali principali sono le seguenti:

Il bosco più caratteristico di questa Riserva è sicuramente la faggeta e abetina artificiale di abete bianco.

Il particolare microclima della zona favorisce altresì la crescita di flora tipicamente alpina (mirtillo rosso e nero, tozzia alpina, sassifraga moscata), costituendone la stazione italiana più meridionale.
Di particolare interesse botanico alcune specie rare quali Filipendula ulmaria, Parnassia palustris e Matteuccia struthiopteris. È presente anche Huperzia selago appartenente a un gruppo sistematico che ha subito pochissime modifiche dagli esemplari che crescevano nelle Foreste del Carbonifero. È presente nel periodo primaverile un'orchidea endemica, la Epipactis flaminia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 5º Aggiornamento approvato con Delibera della Conferenza Stato Regioni del 24 luglio 2003 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 144 alla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2003.
  2. ^ Corpo Forestale dello Stato - Chi siamo - Servizi e Attività - Biodiversità - Aree protette - Foreste Casentinesi Corpo Forestale dello Stato
  3. ^ Corpo Forestale dello Stato - Chi siamo - Servizi e Attività - Biodiversità - Aree protette - Foreste Casentinesi Fonte: Corpo Forestale dello Stato - UTB

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