Knipowitschia panizzae

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Ghiozzetto di laguna
Knipowitschia panizzae 1.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Osteichthyes
Superordine Acanthopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Gobioidei
Famiglia Gobiidae
Sottofamiglia Gobiinae
Genere Knipowitschia
Specie K. panizzae
Nomenclatura binomiale
Knipowitschia panizzae
Verga, 1841
Sinonimi

Gobius panizzae

Il ghiozzetto di laguna (Knipowitschia panizzae Verga, 1841) è un piccolo pesce appartenente alla famiglia Gobiidae tipico delle acque salmastre.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'areale della specie è ristretto ai tributari del mar Adriatico, dall'Italia settentrionale (specialmente la Laguna Veneta), alle lagune pugliesi, alla Croazia, ad esempio nei fiumi Narenta, Zermagna e Cetina ed albanesi. È presente in Grecia solo nel delta del fiume Evinos.
Vive di preferenza nelle acque salmastre ricche di vegetazione e di ripari con fondi fangosi di foci, lagune e canali di bonifica, è rarissimo ritrovarlo in acque marine mentre più di frequente si può rinvenire in acque completamente dolci.
È stato introdotto con acclimatazione sul versante tirrenico italiano, in Toscana (Laguna di Orbetello, lago di Burano ed alcuni canali di bonifica in Provincia di Grosseto), Lazio (canali salmastri della provincia di Latina, laghi vulcanici laziali), Umbria (Lago Trasimeno).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È un tipico rappresentante del genere Knipowitschia, abbastanza anonimo e simile a molte altre specie di questo genere e di altri affini. Il colore generale è brunastro chiaro con un banda più scura indistinta formata da macchie in fila sui fianchi e sottili maculature su fianchi e schiena. Di solito sono presenti macchie chiare a forma di sella sul dorso. L'ambiente in cui vive è simile a quello del ghiozzetto cenerino (Pomatoschistus canestrinii) ma si può facilmente riconoscere da questa specie a causa della colorazione che in P.canestrinii è grigio cenere con poche maculature scure.
È uno dei più piccoli pesci della nostra fauna dato che l'adulto non supera i 5,5 cm.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di piccoli invertebrati.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Costruisce il suo nido sotto una valva di Cerastoderma. Il maschio protegge le uova ossigenandole. Effettua più (fino a 10) deposizioni per ogni stagione riproduttiva. Le larve sono pelagiche.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN red list classifica questa specie come a basso rischio di estinzione[1].
Gli ambienti in cui vive sono tipicamente soggetti a morie di pesci dovuti all'eutrofizzazione e agli inquinamenti. Le popolazioni di questa specie sono abbondanti ed in espansione anche al di fuori dell'areale naturale della specie. La specie riveste una grandissima importanza nelle reti trofiche degli ambienti in cui vive a causa delle popolazioni numerosissime che stabilisce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Crivelli, A.J. 2006, Knipowitschia panizzae in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Porcellotti S, Pesci d'Italia, Ittiofauna delle acque dolci, Edizioni PLAN, 2005, pp. 82-83.
  • Zerunian S, Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei Pesci d'acqua dolce indigeni in Italia, Edagricole, 2002, pp. 110-111.
  • Bruno S., Maugeri S. Pesci d'acqua dolce, atlante d'Europa, Mondadori 1992
  • Kottelat M., Freyhof J. Handbook of European Freshwater Fishes, Publications Kottelat, Cornol (CH), 2007

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