Caveja
La Caveja è considerata per eccellenza il simbolo della Romagna; questa parola dialettale proviene dalla tradizione contadina, ed indica un'asta d'acciaio saldata ad un apice ("pagella") decorata con anelli e immagini allegoriche. I simboli più diffusi, inseriti fra elementi decorativi, erano quelli del gallo, della mezzaluna, del Sole, dell'aquila e alcuni simboli cristiani, tra cui la Croce e la Colomba.
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[modifica] Funzione e utilizzo
Quando non esistevano i trattori, l'aratura veniva effettuata con i carri trainati dai buoi. I buoi (solitamente due) erano fissati al giogo. In caso di terreno discendente o di rallentamento improvviso degli animali, il timone slitta in avanti, con il pericolo - se non ci fosse la caveja - che il carro vada addosso ai buoi e li colpisca nelle gambe.
La Caveja serviva a bloccare il giogo, per evitare che il timone slittasse. In caso di terreno discendente, l'unica cosa che succedeva era che il giogo si sporgeva improvvisamente in avanti e colpiva le corna degli animali: nessun dolore. La caveja, quindi, aveva la funzione di freno.
La caveja non era un oggetto "senz'anima": dotata di anelle leggere, il movimento dei buoi bastava a farle "suonare". Ma ciò avveniva solo se le anelle erano fatte di ferro battuto. Per questo i contadini apprezzavano molto le caveje realizzate da fabbri professionisti. Il suono delle migliori caveje si diffondeva attraverso i campi e si sentiva a lunga distanza.
[modifica] Simbolismo
L'immagine della Caveja è nota a tutti i romagnoli, ma pochi sanno che cosa in realtà essa rappresenti. Con il passare del tempo, le forti tradizioni scaramantico-religiose fecero sì che la Caveja assumesse nella cultura popolare il ruolo di oggetto magico, con proprietà propiziatorie. Frequente era il suo uso infatti in rituali specifici – ad esempio – per scongiurare l'arrivo di temporali o altre intemperie, per proteggere i campi e il raccolto, per prevedere il sesso dei nascituri, per attirare o catturare le api, o perfino per liberare qualcuno che si ritenesse colpito da una "fattura"; inoltre veniva impiegata, sempre a fini propiziatori, nelle case degli sposi novelli. Durante la Settimana Santa, inoltre, gli anelli della Caveja venivano legati dal Giovedì fino al Sabato Santo, come avveniva per le campane delle chiese.
[modifica] La Caveja oggi
La Caveja vera e propria oggi viene utilizzata solo nei cortei storici in cui si attacca ancora il giogo con i buoi al carro.
Inoltre è molto diffuso il suo utilizzo come raffigurazione. Molte imprese romagnole (in modo particolare – ma non soltanto – quelle prettamente legate al territorio, come ad esempio ristoranti, alberghi o attività artigiane), adottano come proprio logo la stessa Caveja, oppure un suo particolare o una sua rielaborazione grafica.
[modifica] Bibliografia
- Mario Bocchini, Romagna. La "Caveja" nel tempo, Edizioni Wafra, maggio 2005 (II ed.)
- Vittorio Ghetti, "I Gioielli di Romagna", ed. 1993,
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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