Chroicocephalus genei

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Gabbiano roseo
Larus genei.jpg
Chroicocephalus genei
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Charadriiformes
Sottordine Lari
Famiglia Laridae
Genere Chroicocephalus
Specie C. genei
Nomenclatura binomiale
Chroicocephalus genei
Breme, 1839
Sinonimi

Larus genei

Il gabbiano roseo (Chroicocephalus genei Breme, 1839) è un uccello caradriiforme della famiglia dei Laridi.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Chroicocephalus genei non ha sottospecie, è monotipico.

Aspetti morfologici[modifica | modifica sorgente]

Il suo nome è dovuto alla tenue colorazione rosata che il piumaggio assume nella livrea nuziale. Confuso spesso con il gabbiano comune è lungo 42 cm, testa e collo sono bianchi e sono presenti leggere strie grigiastre disposte lateralmente. Il collo è più alto rispetto a quello degli altri gabbiani. La coda è lunga e cuneiforme. Il lungo becco è grosso ed appuntito, di colore rosso scuro, tendente al nerastro. Le zampe sono rosse. I giovani sono molto simili agli adulti.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questo gabbiano vive in gran parte dell'Europa ad eccezione della Scandinavia; sulle coste mediterranee dell'Africa, lungo le coste atlantiche fino alla Guinea e lungo quelle del Mar Rosso fino all'Etiopia; in tutta l'Asia, tranne in Mongolia, Corea, Indocina, Filippine e Indonesia. È di passo nel Regno Unito, in Serbia, Montenegro e nell'Europa centrale (Germania, Polonia, Svizzera, etc.), in Kenya, Nigeria e Costa d'Avorio, in Giappone, Nepal, Thailandia e Sri Lanka, in Sudafrica e su Antigua e Barbuda. Frequenta zone costiere, estuari, saline e lagune salmastre.

Cibo ed Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di insetti acquatici, pesci, crostacei e anellidi.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Il periodo riproduttivo va da maggio a luglio. Il nido è costruito in piccole buche nel terreno, rivestite da alghe e piume, nelle quali la femmina depone 2 o 3 uova dal colore bianco-verdastro.


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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