Terra del Sole

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Terra del Sole
frazione
Foto aerea di Terra del Sole
Foto aerea di Terra del Sole
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Comune Castrocaro Terme e Terra del Sole-Stemma.png Castrocaro Terme e Terra del Sole
Territorio
Coordinate 44°11′08″N 11°57′33″E / 44.185556°N 11.959167°E44.185556; 11.959167 (Terra del Sole)Coordinate: 44°11′08″N 11°57′33″E / 44.185556°N 11.959167°E44.185556; 11.959167 (Terra del Sole)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 47011
Prefisso 0543
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti terrasolani
Patrono santa Reparata
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Terra del Sole

Terra del Sole (Tèra de Sòl in dialetto romagnolo) è una località del comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC), situata a meno di 10 km da Forlì.

Una città con un preciso atto di nascita[modifica | modifica wikitesto]

« Ilustrissimo et Eccellentissimo Signor Principe avevamo fatto quanto volevamo fare circa al disegno della terra daffarsi e così commandai uno schizzo di tutto e alli 8 di dicembre che fu venerdì e fu il giorno della Madonna disegno con zappa e pala atorno alli bordi ... per tutto el sito della detta terra con solenne processione cò tutto il clero soldati delle bande Compagnia di battuti e missa cantata con guastar d'archibusi così etanto come dal provveditor sarà avvisato più particolarmente et così fu cosa bella sicondo loppenione del vulgo ... »
(Missiva di Giovanni Camerini; Castrocaro, 20 dicembre.)

L'8 dicembre 1564, giorno dell'Immacolata Concezione, nel territorio “ultimo“ del Granducato di Toscana in Romagna, venne celebrato un importante rituale liturgico con lo scopo di accompagnare e benedire la fondazione della città fortezza di Terra del Sole: sarebbe sorta in un luogo che per natura pareva ostile ad un insediamento urbano (qui il fiume Montone creava frequenti alluvioni) e di difficile gestione amministrativa (qui vigeva la legge del banditismo). La prima pietra fu posata da Antonio Giannotti, vescovo di Forlì.[1]

« Ricordo come alli 8 di dicembre 1564 si cominciò a fabricare la nova Terra del Sole con processione et messa solenne in detto loco, sendo Comissario Geri Resaliti... »
(Relazione del Patrizio fiorentino Corbizio Corbizi.)
« Ilustrissimo et Eccellentissimo Signor Principe ... per la mattina della Concezione a hore 18 ci partiamo di Castrocaro con la processione di preti, frati et Compagnie et il Comessario et il Capitano Marcantonio con la banda di questo loco in ordinanza e con loro marraiolj comandati di questa comunità di Castrocaro tutti con buono ordine et arrivamo al sito … alla nuova fabrica del Castello del Sole et cominciando da Porta fiorentina ... et si andò baluardo per baluardo facendovi la prevista cerimonia e di poi si celebra missa solenne col Spirito santo a honor di Dio, di Maria Vergine e di tutta la celeste corte e della santissima Misericordia et noi videmmo dar signo di allagrezza sino al tempo quando il giorno avanti a quel dì medesimo fu nebbia grandissima e in quel punto quando arrivammo in sul luogo si allegrò il tempo così il sole va diffondere il suo lume quanto sin tanto che fu celebrata la messa e poi tornò la nebbia in suo ristar, e detta la messa il Sig.re Comissario in nomine di V. (vostra) I. (illustrissima) E. (eminenza) misse la prima fitta di vanga ... »
(Provveditore Lorenzo Perini, 1564.)

Durante il rito si manifesta un avvenimento meteorologico particolare: dopo giorni di nebbia fittissima, mentre si celebra la messa il cielo si apre ed il sole illumina il luogo in cui si sarebbe costruita la città, per richiudersi a cerimonia conclusa.

Questo episodio fu interpretato come segno di augurio e contribuì grandemente ad avvolgere la nascita di Terra del Sole in un'aura di leggenda ed a rafforzare l'identificazione tra la figura di Cosimo I de' Medici e la simbologia del sole, segno di quell'ordine e di quella razionalità che l'etimo del nome proprio del Duca intendeva celebrare.

« La fondazione della piccola città riassume, già nel nome, le principali tematiche urbanistiche e simboliche legate a riti e tradizioni millenaristiche. Anche senza bisogno di sottolineare le ascendenze bibliche ed egizie, questi significati erano stati concretamente riproposti, all'inizio del quattrocento, dalla Città del Sole degli Ussiti, e saranno poi ulteriormente esaltati nella celebre opera di Tommaso Campanella. »
(E. Giudoni; vedi bibliografia.)

Cosimo I de' Medici, autore della città fortezza[modifica | modifica wikitesto]

Terra del Sole fu voluta da Cosimo I de' Medici, primo Granduca di Toscana (1519-1574), figlio del Capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, nato da Caterina Sforza, Signora di Forlì, sposata in terze nozze con Giovanni de' Medici detto "Il Popolano". Fu lo stesso Granduca, recatosi in questi estremi confini del suo Stato, a "designare" il luogo della nuova città fortezza e ad assegnarle il nome. Già in data 1º febbraio 1564 si preoccupava di far misurare e stimare i terreni "interpresi nella nuova fabbrica della Terra del Sole". Il computo, in misure romagnole, fu di "tornature 44, pertiche 2, piedi 7". In una memoria olografa del Capitano di Castrocaro Corbizio II Corbizi si trova registrato un preciso atto di nascita della nuova città fortezza: "Ricordo come alli 8 di decembre 1564 si cominciò a fabbricare la nova Terra dl Sole con processione e messa solenne in detto loco sendo Comissario Geri Resaliti"

La decisione di costruire ex novo una città fortificata nell'enclave romagnola rientrava in una precisa politica di difesa dei confini del Granducato di Toscana.

Terra del Sole, secondo le intenzioni di Cosimo I sarebbe dovuta diventare la nuova sede prestigiosa degli “uffizi” medicei nella Romagna Toscana, una struttura urbana che doveva assolvere a funzioni amministrative, giudiziarie, militari, religiose e commerciali.

Cosimo I de' Medici nell'ideare la costruzione del nuovo insediamento romagnolo si avvalse della sua esperienza di soldato e di principe. Cosimo I conosceva la storia dell'ingegneria militare, sapeva del castrum romano ed apprezzava i modelli di fortezza bastionata, distingueva le strutture belliche studiate per le balestre e l'arma bianca da quelle dove la difesa e l'offesa si fondavano sull'artiglieria. Per questo, Baldassarre Lanci, Giovanni Camerini, Bernardo Buontalenti e Simone Genga, artisti e architetti di fiducia della Corte di Cosimo I, eseguirono gli ordini del Principe.

Una fortificazione al passo coi tempi[modifica | modifica wikitesto]

Il castello mediceo

"Terra del Sole può essere considerata con Palmanova come la più compiuta espressione della nuova modellistica urbana che si impone in Italia nel cinquecento, per diretta influenza delle teorizzazioni e delle concrete esperienze degli ingegneri militari"[2]

A Terra del Sole le fortificazioni furono adeguate ai tempi e alle nuove tecniche militari. Così come per le altre fortezze (San Piero a Sieve, Empoli, Cortona, Montecarlo ai confini della Repubblica di Lucca; Portoferraio nell'Isola d'Elba e Sasso di Simone nel Montefeltro) volute da Cosimo I de' Medici, invece di lunghe cortine e torri, negli angoli si costruirono quattro bastioni muniti di orecchioni per proteggere, con le bocche da fuoco poste nelle cannoniere, le scarpe delle cortine costruite in terra battuta armata con palificate e rivestite di laterizio. Le porte di Terra del Sole, quella «fiorentina» e quella «romana», furono fortificate in maniera analoga a quanto era stato realizzato nelle «terre nuove» del XIV secolo.

Nel mese di giugno del 1579, benché restassero da compiere non pochi lavori di rifinitura, la città era quasi terminata nelle sue parti principali: nelle mura munite dei quattro baluardi, nei Castelli sopra le due porte, nel Palazzo del Provveditore e nel Palazzo dei Commissari con il suo imponente e differenziato insieme di carceri e segrete.

Nel 1579 la nuova «terra» di Cosimo I fu eletta capitale della Provincia della Romagna Fiorentina e il primo Commissario di Terra del Sole, Antonio Dazzi, fece trasferire il Bargello, il Giudice e la Corte civile e criminale, il Cancelliere e il maestro di scuola dalla vicina Castrocaro.

Terra del Sole diventerà sede di mercato per esercitare una vera e propria forma di controllo sulla copiosa produzione agricola del territorio romagnolo. Oltre all'approvvigionamento di grano il mercato di Terra del Sole avrebbe garantito anche quello del sale che proveniva dalla vicina Cervia.

Il Granduca, sempre preoccupato per l'incombente spettro della carestia, per ovviare alle carenze di grano della Toscana, ne avrebbe fatto incetta nella fertile Romagna: l'alimento che in tempo di carestia poteva essere assimilato ad un vero e proprio bene prezioso, non avrebbe trovato custodia più sicura che all'interno delle mura di un deposito fortificato quale la città di Terra del Sole, trasformata all'occorrenza in un enorme granaio dello Stato mediceo.

La perdita delle funzioni originarie[modifica | modifica wikitesto]

Porta fiorentina

Fra il 1772 e il 1783 Pietro Leopoldo di Toscana attuò una serie di riforme di riorganizzazione statale che si risolsero con operazioni di fusione di entità amministrative minori di origine medioevale e di raggruppamento alle comunità più grandi, che corrispondono ai comuni odierni.

La fortezza fu disarmata nel 1772 e, nel 1848, con l'istituzione del circondario di Rocca San Casciano, convalidato anche dopo l’unificazione, i "vecchi" poteri amministrativi persero di efficacia giuridica e Terra del Sole venne privata delle sue funzioni originarie di città fortificata e di capoluogo territoriale.

Terra del Sole, assieme agli altri Comuni della "Romagna-toscana, rimase sotto l'amministrazione provinciale di Firenze fino al 1924 quando, con Regio Decreto del 4 marzo 1923[3] venne aggregata alla provincia di Forlì.

A seguito di rivendicazioni di tipo "campanilistico" (iniziate dalla fine dell'Ottocento) da parte dei cittadini di Castrocaro, Terra del Sole rimase capoluogo di Comunità fino al 12 febbraio 1925 quando, con Decreto Reale vennero "autorizzati il trasferimento della Sede municipale del Comune di Terra del Sole e Castrocaro (denominazione in atto dall'anno 1872) dall'attuale capoluogo alla frazione di Castrocaro ed il cambiamento della denominazione del Comune in quella di Castrocaro e Terra del Sole". Per dare maggiore risalto all'attività economica preminente del territorio, in data 31 marzo 1962 il Comune assunse il nome di Castrocaro Terme e Terra del Sole.

Nel quadro delle fortificazioni cosiniane Terra del Sole ha tratti fortemente specifici. Fu pensata non solo come fortezza ma anche come minuscola “città”: simbolo, fin a partire dal nome, così evidentemente legato al mito solare ricorrente nell'ideologia del Principato e luogo concreto della sovranità ducale, eretto la dove questa aveva termine, nella pianura pontificia dominata da un centro cittadino ben più antico e più reale, quello di Forlì, e sintesi del granducato di Toscana in terra romagnola.[4]

Terra del Sole è stata dichiarata centro storico di “notevole interesse pubblico” da un Decreto Ministeriale del 1965, tutelandone la conservazione con un vincolo ambientale. Adesso Terra del Sole è rovinata da numerose case sorte nel dopoguerra e dalla strada che taglia in due parti distinte la struttura fortificata.

Gli edifici[modifica | modifica wikitesto]

La cinta muraria[modifica | modifica wikitesto]

veduta settecentesca della città fortezza

Le mura, alte circa 13 metri, cingono la cittadella sviluppandosi su pianta rettangolare per 2 chilometri e 87 metri: ai quattro angoli i bastioni di Sant’Andrea, S. Martino, Santa Reparata, Santa Maria, formano un rettangolo con quattro bastioni ai vertici muniti di fianchi ritirati per il tiro radente incrociato di difesa delle cortine. Sui due lati brevi si aprono le porte della città: una verso Forlì e l'altra in direzione di Castrocaro, solo da quest'ultima era consentito l'accesso alla fortezza attraverso un complesso sistema che superava un ampio fossato con un ponte ad arcatelle, al quinto arco vi era un ponte levatoio di legno dotato di un meccanismo di sollevamento ed un cancello di ferro permetteva la chiusura notturna della Porta.

Attorno alle mura fu lasciato un fossato, a spianata, di circa quaranta metri di profondità con un accenno di controscarpa, tuttora leggibile tra le coltivazioni che hanno gradualmente occupato l'invaso, ma le opere esterne di completamento al sistema difensivo del fronte bastionato, non furono mai eseguite nella forma e nella successione che la elaboratissima tecnica del tempo suggeriva.

I bastioni difensivi[modifica | modifica wikitesto]

Antica pianta di Terra del Sole

I Bastioni a monte denominati di Santa Maria, in direzione di Faenza, e di Santa Reparata, in direzione dell'antica Pieve omonima a sud-ovest, costituiscono i blocchi di difesa più complessi dell'intera fortezza con un doppio sistema di casematte per fianco di cui la superiore è parzialmente scoperta per lo smaltimento dei fumi delle artiglierie. Gallerie e rampe voltate a botte, mettono in comunicazione le casematte e le piazze basse, a due, a due tra loro e queste con l'esterno.

Nel Bastione di Santa Reparata si conservano le due casematte inferiori mentre le piazze basse superiori, dopo la smilitarizzazione della fortezza avvenuta nel 1772, private del terrapieno a causa delle continue arature, sarebbero crollate per collasso strutturale.

I Bastioni di San Martino, a nord-est, e di Sant'Andrea, a sud-est, differiscono dai precedenti per la forma degli orecchioni di lato al corso del fiume Montone, che non sono come gli omologhi, rettilinei e con protezione lineare del fianco, bensì stondati per consentire di battere la faccia esterna del Bastione opposto fino al suo saliente. In questi due Bastioni il sistema di difesa per fianchi ritirati è al livello superiore, di tipo "semplificato", abbiamo, infatti, delle troniere a cui si accede liberamente dal terrapieno, mentre al livello inferiore, sono visibili esternamente delle feritoie, in parte interrate, che presuppongono la presenza di casematte di cui è scomparso l'accesso.

Sui vertici esterni degli orecchioni, sui quattro salienti dei Bastioni, a metà delle cortine sul loro lato lungo e sul cavaliere di Porta Fiorentina sono distribuite delle garitte utilizzate come posti protetti di guardia e di osservazione. Quelle di vertice, più grandi e poligonali, poggiano su beccatelli di pietra mentre quelle laterali sviluppano su belle mensole in muratura a scalare.

L'abitato[modifica | modifica wikitesto]

Entro il perimetro delle mura (2 km e 87 m) si sviluppa l'insediamento simmetrico comprendente quattro isolati. Due Borghi, Romano e Fiorentino, l'attraversano da Porta a Porta, secondo il decumano, affiancati da quattro Borghi minori. Due similari angolati Castelli fanno da pittoresco sfondo. Il tutto è raccordato dalla vasta Piazza d'Armi, dove si affacciano edifici monumentali: la chiesa di Santa Reparata, il palazzo dei Commissari o Pretorio, quello dei Provveditori, quello della Provincia (Cancelleria) ed altri palazzi padronali.

I Castelli[modifica | modifica wikitesto]

Del Capitano delle Artiglierie e del Governatore (sede dell’Archivio Storico di fonti criminali) ...

Il Palazzo del Provveditore[modifica | modifica wikitesto]

Situato all’inizio del Borgo Romano, fu sede del Ministro delle Finanze della Romagna Toscana.

Chiesa parrocchiale di Santa Reparata

La chiesa di Santa Reparata[modifica | modifica wikitesto]

Prospiciente alla Piazza d'Armi, fu iniziata nel 1594 e terminata nel 1609: impianto monumentale classico a croce latina. Di pregio i quadri della Madonna del Carmine (1575) di Pier Paolo Menzocchi e quello della Madonna del Rosario (1610) di Francesco Longhi, paliotti di legno dipinto e a scagliola, un crocefisso ligneo di scuola Toscana del '500, un prezioso organo del 1734 di Feliciano Fedeli da Camerino, un coro in noce (secolo XVI) nell'abside. In sacrestia due rari canterani del '600 e del '700.

Il palazzo dei Commissari o del Pretorio[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Pretorio oggi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi palazzo dei Commissari o del Pretorio.

Il palazzo dei Commissari è un'imponente e severa costruzione, classico esempio di architettura rinascimentale, a pianta quadrata, con all’interno il cortile delimitato da un triportico a due ordini. Era sede del Tribunale di prima istanza per tutta la Romagna toscana a cui ci si doveva appellare per tutte le cause civili escusse nei vari capitanati della Provincia.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario Geografico Fisico della Toscana di Emanuele Repetti, 1835, v. 5; 6S, p. 509 - 512; 242
  2. ^ Guidoni Enrico, L'arte di progettare le città, pag. 123 Ed. Kappa 1992
  3. ^ regio decreto del 4 marzo 1923, n. 544, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 marzo 1923, n. 72. Le modificazioni nella circoscrizione dei comuni degli anni seguenti sono deliberate e descritte nel regio decreto 11 settembre 1925, n. 1651, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 ottobre 1925, n. 229; nel regio decreto 14 gennaio 1926, n. 76, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 1926, n. 17; nel regio decreto 14 marzo 1926, n. 1220, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 1926, n. 72; nel regio decreto 17 febbraio 1927, n. 216, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1º marzo 1927, n. 49
  4. ^ Elena Fasano Guarini, la Provincia di Romagna nel Granducato di Toscana, Archivio toscano in Romagna - Archivio storico comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole - Inventario dell'Archivio storico di Castrocaro Terme e Terra del Sole, IBC E.R., ed. Analisi, Bologna 1989

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriani Giovanni Battista, Istoria de' suoi Tempi, Venezia 1587;
  • Borsi Franco, L'Architettura del Principe, Firenze 1980;
  • Coppi Enrico, La Fortificazione di Sasso Simone, San Leo 1993;
  • Dal Lauro Anna Maria, Un archivio toscano in Romagna. Inventario dell’Archivio storico preunitario di Castrocaro - Terra del Sole (1473-1859), con presentazioni (pp. 7–10) di C. Torrenzieri e M.R. Celli Giorgini, ed interventi di A. Prosperi (pp. 11–17) e di E. Fasano Guarini (pp. 19–31), Bologna, Analisi, 1989 (Regione Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali. Soprintendenza per i Beni Librari e Documentari. Emilia-Romagna - Biblioteche Archivi, n. 13).
  • Enzo Donatini, Terra del Sole - La città ideale, Ed. Grafiche Leonardo, 1998
  • Donatini Enzo, La Romagna Toscana, Forlì 1992;
  • Fara Amelio, Bernardo Buontalenti: l'architettura, la guerra e l'elemento geometrico, Genova 1988;
  • Guidoni Enrico, L'arte di progettare le città, Ed. Kappa 1992
  • Dizionario Geografico Fisico della Toscana di Emanuele Repetti alla voce "Terra del Sole"
  • Lamberini Daniela, Il Principe difeso: vita ed opere di Bernardo Puccini, Firenze 1990;
  • Perogalli Carlo, Rocche e Forti Medicee, Milano 1980;
  • Rocchi Emilio, Le Fonti Storiche dell'Architettura Militare, Roma 1908;
  • Spini Giorgio, Architettura e Politica da Cosimo I a Ferdinando I, Firenze 1976;
  • Zaghini Luigi, Strutture militari nella Romagna Toscana e il modello per Terra del Sole, in Studi Romagnoli XXXII, 1981.
  • Elena Fasano Guarini, Alla periferia del Granducato mediceo. Strutture giurisdizionali ed amministrative della Romagna toscana sotto Cosimo I, in “Studi Romagnoli”, XIX (1968)
  • Elena Fasano Guarini, Lo stato mediceo di Cosimo I, Firenze 1973
  • C. Pazzagli, S. Soldani, G. Benedetti, La Toscana dal granducato alla regione. Atlante delle variazioni amministrative territoriali dal 1790 al 1990, Firenze 1992
  • A. Salvestrini, Relazioni sul governo di Toscana di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, Firenze 1970
  • I. Vespignani, Il dibattito sul distacco della Romagna toscana dalla provincia di Firenze e alcune vicende successive, in “Studi Romagnoli”, XLVII (1996), pp. 595–659

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