Lolla
La lolla è un sottoprodotto derivante della lavorazione dei cereali ed è costituita dall'insieme dalle brattee, o glumelle, che racchiudono il chicco. Il distacco avviene durante la trebbiatura in quei cereali, come frumento o segale, in cui le brattee non aderiscono alla cariosside; in altri cereali, come riso, avena e farro che presentano brattee più aderenti devono essere asportate con un processo denominato sbramatura.
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Sbramatura [modifica]
La sbramatura viene eseguita con due dischi orizzontali, detti sbramini, rivestiti di materiale abrasivo. Il disco superiore è stazionario mentre quello inferiore, ad adeguata distanza, è in rotazione. Ciò permette di decorticare il chicco privandolo del glume e delle glumelle. Un'evoluzione degli sbramini a dischi è rappresentata dagli sbramini a cilindri gommati ruotanti a differenti velocità, i quali hanno ridotto i rischi di rottura dei chicchi sul risone.
Tipi di lolla [modifica]
La lolla di frumento si accumula come cascame di trebbiatura e contiene poche sostanze nutritive (4,5% proteine e 1,7% di grassi). Il grosso è costituito da sostanze legnose e lascia un residuo di ceneri del 10-11%. Trova impiego come lettiera per il bestiame e talvolta come foraggio di bassa qualità. Effettuando il taglio con mietitrebbia normalmente viene dispersa in campo assieme alla paglia.
La lolla di avena ha maggiori proprietà nutritive contenendo il 5% di sostanza proteica e il 2,6% di sostanza grassa, mentre ne possiede in quantità minore quella d'orzo.
La lolla che trova applicazioni maggiori è quella di riso.
Lolla di riso [modifica]
La lolla di riso, o anche pulone è il cascame derivante dalla sbramatura del risone, il riso grezzo dopo la trebbiatura. La percentuale della lolla sul risone cambia a seconda della varietà, ed è compresa tra il 17 e il 23 percento.
La lolla si presenta di colore marrone-beige, di consistenza dura, molto più resistente di quella di grano. È leggera e voluminosa, la sua densità oscilla tra i 132 e i 140 kg/m³, ed è praticamente imputrescibile e inattaccabile dagli insetti. Il contenuto in nutrienti è scarso (3,3% di proteine e 1,1% di grassi) mentre la cellulosa rappresenta il 45% della massa. Le ceneri, costituite quasi interamente da ossido di silicio, si aggirano intorno al 17%[1].
Viene usata in giardinaggio come pacciame e, soprattutto nelle zone a vocazione risicola, come fondo per la lettiera degli animali da stalla come bovini, cavalli oppure negli avicoli come i tacchini.
La lolla è utilizzata come combustibile in impianti di cogenerazione, spesso all'interno delle stesse riserie. Possiede un potere calorifico medio di 14 MJ/kg ma richiede impianti accuratamente progettati altrimenti l'alto contenuto in ceneri provoca una combustione incompleta. Le ceneri trovano poi utilizzo nella produzione di cemento o per la fabbricazione di refrattari per l'industria siderurgica[2].
La lolla di riso può essere utilizzata come materia prima per la produzione di furfurolo, un solvente molto utilizzato nella produzione della gomma, del nylon e delle resine, ma il processo non è competitivo in Italia ed è stato abbandonato già negli anni 1970.
Curiosità [modifica]
Il termine è spesso usato in parte della toscana per definire proverbialmente qualche cosa priva di consistenza materiale.
Voci correlate [modifica]
Note [modifica]
- ^ Vittorio Villavecchia; Gino Eigenmann, Nuovo dizionario di merceologia e chimica applicata - Vol 4°, Hoepli, 1974. ISBN 8820305321
- ^ Franco Barosso. L'esperienza dell'impianto di cogenerazione a lolla di riso. URL consultato in data 13-06-2008.
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