Tranvia di Padova

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Tranvia di Padova
Convoglio Translohr a Padova
Convoglio Translohr a Padova
Città Padova
Inizio Pontevigodarzere
Fine Guizza
Inaugurazione 2007
Gestore Aps Holding SPA
Vecchi gestori Comune di Padova
Lunghezza 10,3 km
Classificazione Tranvia su gomma
Mezzi utilizzati Translohr STE3
Pass. giornalieri 22.000[1]
Tracciato della Tranvia di Padova
Trasporto pubblico

La tranvia di Padova, entrata in funzione nel capoluogo il 24 marzo 2007, è una rete di trasporto pubblico, gestita da APS, che, a differenza di quella in funzione fino agli anni cinquanta, non si svolge su una tranvia di tipo classico, bensì utilizza un sistema guidato di tipo Translohr. Ciò ha fatto sì che il sistema venga chiamato in vari modi, dal termine tram,[2], a quelli di tranvia su gomma[3], metrotram[4] o metrobus[5] per differenziarlo dalla tecnologia del tram classico su rotaia. In ogni caso la segnaletica stradale utilizzata è quella dei classici tram.

L'11% dei passeggeri trasportati dall'APS utilizza la linea SIR 1[6].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Rete tranviaria 1883-1954[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rete tranviaria di Padova (1883-1954).

La prima linea tranviaria, seppur a trazione animale, fu attivata il 5 luglio del 1883 e collegava la stazione ferroviaria al caffè Pedrocchi.

La linea tranviaria a trazione animale divenne elettrica nel 1907 e venne gestita dalla società Tramvie Comunali di Padova. Le vetture erano 27, in livrea giallo canarino, erano di fabbricazione francese Thompson e Houston e potevano trasportare 18 passeggeri seduti e 20 in piedi. La velocità era di 18 km/h.

Successivamente, entro il 1954, tutta la rete tranviaria urbana di Padova venne smantellata.[7]

Un'altra linea tranviaria extraurbana collegava Padova con Fusina (località nei pressi di Mestre) e con Mestre (per mezzo di una diramazione). Rimase in funzione dal 1885 al 1954; inizialmente la trazione era a vapore, poi venne elettrificata. Era gestita dalla Società delle Guidovie Centrali Venete (GCV) che era un'azienda il cui controllo societario era in mano alla Società Veneta (SV).

Rete tranviaria attuale[modifica | modifica sorgente]

Tram in partenza dal capolinea sud.

Le prime proposte per la reintroduzione della tranvia a Padova risalgono al 1990. Tuttavia solo nel 1995 al Comune di Padova vengono concessi i contributi statali (per un costo totale stimato pari a 61,3 milioni di euro) previsti dalla legge 211 del 26 febbraio 1992 (Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa) per realizzare una tranvia sulla tratta Fornace-Prato della Valle (corrispondente a parte dell'attuale linea SIR 1). Ansaldo trasporti, Adtranz, Fiat Ferroviaria e Siemens nel 1999 presentato quattro offerte riguardanti la realizzazione della tratta tranviaria.

Tram in partenza (a sinistra) e in arrivo (a destra) al capolinea sud.

Nel medesimo anno la giunta comunale, in seguito alle elezioni, cambia e la nuova giunta revoca l'affidamento della gara d'appalto. Viene successivamente nominata una commissione tecnica per rielaborare il progetto. Per evitare di perdere i finanziamenti statali e per venire incontro ai residenti, che non gradivano la rete aerea e le rotaie, viene redatto il nuovo Piano urbano della mobilità, nel quale non si parla più di tranvia, ma di un sistema di trasporto integrato intermedio a via guidata. Nel 2001 viene bandita la gara europea per realizzare l'attuale linea SIR 1. L'appalto di circa 53 milioni di euro (durante l'esecuzione dei lavori il costo è aumentato di 15 milioni di euro[8]) viene vinto da un'ATI, guidata dalla De Simon, grazie a due caratteristiche importanti: la presenza del volante, che permette di utilizzare i mezzi, in caso di necessità, come un normale autobus, e l'assenza di piste di rollaggio (cioè le piste rinforzate dove scorrono gli pneumatici del Translohr). Tuttavia entrambe queste caratteristiche non sono poi state rispettate e ciò ha generato diverse critiche[8]. I lavori sono stati poi affidati al Consorzio Mantegna, costituito dalle imprese Rizzani de Eccher, Sicea, Lohr Industrie e De Simon[9]. I lavori sono iniziati il 31 marzo 2003 e sono terminati nel 2005. Successivamente sono stati avviati il pre-esercizio e l'addestramento dei tranvieri. Durante il pre-esercizio il Translohr è deragliato 5 volte[10] (un convoglio è deragliato anche successivamente, il 22 aprile 2010,[11] a causa di un malposizionamento di uno scambio[12]).

L'effettivo esercizio del servizio Translohr a Padova è iniziato il 24 marzo 2007, coprendo la tratta, di 6,7 km[13], dalla stazione ferroviaria al capolinea sud Guizza. Il 5 dicembre 2009 la linea è stata estesa dalla stazione ferroviaria al capolinea nord Pontevigodarzere, raggiungendo così una lunghezza complessiva di 10,3 km[13].

Servizio e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il Translohr tra le fermate Santo e Tito Livio

Il sistema è articolato su 26 fermate. È attivo tra le 6.20 e 0.40 dal lunedì alla domenica[14]. Il tempo di percorrenza è previsto in 34 minuti, mentre il cadenzamento minimo, nelle ore diurne dei giorni feriali e prefestivi, è di 8 minuti[14].

Le pensiline della Citydesign installate in ogni fermata

Ogni convoglio è controllato da sistema GPS, che segnala la posizione del convoglio alla centrale operativa. Grazie a questo sistema ad ogni fermata viene segnalato il tempo mancante all'arrivo del convoglio successivo.[15]

Il numero di passeggeri trasportabili all'ora per direzione è pari a 2.200 passeggeri[16].

Sono in servizio 10 convogli, che garantiscono un intervallo di 8 minuti. La linea verrà portata a pieno regime, garantendo un intervallo di 4 minuti con l'utilizzo di 14 convogli. A Padova sono presenti ed in servizio 16 convogli[17], denominati APS 01-16, anche se non sono mai in servizio contemporaneamente. Tutti i convogli sono composti da tre moduli (STE 3).

Struttura della rete[modifica | modifica sorgente]

Linea SIR 1[modifica | modifica sorgente]

Il Translohr nel tratto dove non utilizza la linea aerea
Linea SIR 1
BSicon utKBHFa.svg Capolinea Nord - Pontevigodarzere
BSicon uHST.svg Fornace
BSicon uHST.svg Saimp
BSicon uHST.svg San Gregorio
BSicon uHST.svg San Carlo
BSicon uHST.svg Palasport
BSicon uHST.svg Dazio
BSicon uHST.svg Arcella
BSicon uHST.svg Borgomagno
BSicon uHST.svg Stazione FS
BSicon uHST.svg Trieste
BSicon uHST.svg Eremitani
BSicon uHST.svg Ponti Romani
BSicon uHST.svg Tito Livio
BSicon uHST.svg Santo
BSicon uHST.svg Prato della Valle
BSicon uHST.svg Cavalletto
BSicon uHST.svg Diaz
BSicon uHST.svg Santa Croce
BSicon uHST.svg Cavallotti
BSicon uHST.svg Bassanello
Unknown route-map component "uBS2+l" Unknown route-map component "uBS2+r"
Unknown route-map component "uBHFrf" Urban straight track
Assunta
Urban straight track Unknown route-map component "uBHFrg"
Sacchetti
Unknown route-map component "uBS2l" Unknown route-map component "uBS2r"
BSicon uHST.svg Cuoco
BSicon uHST.svg Guizza
BSicon uKBHFe.svg Capolinea Sud

La linea, denominata SIR 1 (Sistema Intermedio a Rete), consta di 26 fermate (in realtà 27, poiché la fermata stazione FS ha due fermate, anche se ne viene usata solo una) ed è attualmente l'unica linea tranviaria di Padova attiva (dal 24 marzo 2007). Dopo il completamento del cavalcaferrovia Dalmazia-Sarpi, inaugurato il 24 ottobre 2009, costruito per evitare intralci tra il traffico automobilistico e la tranvia in altri tratti della viabilità padovana, il servizio è stato esteso, il 5 dicembre 2009[18], alla tratta nord (stazione FS-capolinea nord) con un nuovo capolinea (non più la stazione FS ma capolinea nord-Pontevigodarzere).

Nel tratto Santo-Cavalletto (di circa 600 metri) il tram non utilizza la linea aerea, ma viaggia utilizzando particolari batterie che si ricaricano durante il tragitto. Tutto il sistema di scambi è computerizzato, anche se controllato dalla centrale operativa. A bordo sono presenti un sistema di videosorveglianza e un sistema sonoro e visivo che segnala le fermate successive o notizie operative.

Il tram corre per il 70% del suo percorso in sede propria, in particolare nelle tratte:

  • Stazione-Eremitani
  • Santo-Cavalletto
  • Santa Croce-Cuoco.

Sviluppi futuri[modifica | modifica sorgente]

  • SIR 2: da Sarmeola a Ponte di Brenta, passando per via Provvidenza, via Chiesanuova, corso Milano, Corso del Popolo, Stazione FS, via Venezia, via San Marco. 12,6 Km e 26 Fermate.
  • SIR 3: dallo Stadio Euganeo a Voltabarozzo, passando per area nuovo ospedale, via Annibale da Bassano, Stazione FS, via Gozzi, via Morgagni, via Giustiniani, via Sografi, ciclopedonale Sografi-Voltabarozzo, via Zeno, via Piovese. 8 Km e 16 fermate.
  • Prolungamenti: esistono accordi siglati dal comune di Padova, per prolungare la linea SIR 1, coi comuni di Cadoneghe (a Nord) e Albignasego (a Sud), ma al monento tali soluzioni sono da considerarsi puramente ipotetiche. I progetti stilati dai comuni prevederebbero un nuovo capolinea Nord a Mejaniga nei pressi dello stadio e un nuovo capolinea Sud a Carpanedo tra le vie Silvio Pellico e Goffredo Mameli.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Translohr n. 2 in manovra nel deposito sud

In una indagine di Altroconsumo dell'agosto del 2010 sul trasporto pubblico italiano in 10 città il servizio tranviario di Padova è risultato quello con la migliore soddisfazione da parte degli utenti[19].

Grazie all'entrata in servizio della linea e alla conseguente riduzione del servizio automobilistico, vi è stato un aumento di 2.200 passeggeri al giorno (+20%)[20]; inoltre sono stati guadagnati 2.000.000 di utenti del trasporto pubblico a Padova in più in due anni.[21]

Critiche e divieti[modifica | modifica sorgente]

Tra le controindicazioni di questo tipo di trazione vi è quella che la presenza dell'affossamento di 4,5 cm delle rotaie (diverse da quelle dei classici tram) nella sede stradale può rappresentare un pericolo aggiuntivo per i mezzi a due ruote, come cicli e motocicli[22]. Nel gennaio 2009 un quotidiano ha pubblicato la notizia che gli incidenti stradali correlati al Translohr sono stati quasi un migliaio dalla sua istituzione, con vari danni fisici[23], mentre per un altro quotidiano gli incidenti sono stati 245 al giugno 2009[24].

La segnaletica installata in prossimità delle strade interessate dalla circolazione del Translohr

Sono state avviate anche cause di risarcimento danni, che hanno obbligato il Comune a risarcire 31 persone (su circa un centinaio di cause), tutte con un danno riconosciuto dalla magistratura inferiore ai 2.000 euro[25]. Altre 25 cause per lesioni colpose così come quella per attentato alla circolazione dei mezzi pubblici sono state invece archiviate[26]. Era stata attribuita alla rotaia la morte di un motociclista in seguito a un incidente stradale. Tuttavia il processo si è concluso con l'archiviazione del caso, poiché è stata esclusa la presenza di qualsiasi tipo di insidia sulla pubblica via, compresa la rotaia[27]. Il Ministero dei Trasporti ha affermato, in seguito a una interrogazione parlamentare, che:

« Per quanto riguarda i supposti disagi causati dalla monorotaia ai ciclisti e ai pedoni, si evidenzia che i pericoli ad essa connessi non sono differenti da quelli determinati dalle rotaie di un tram tradizionale e sussiste esclusivamente nel caso in cui il ciclista, contravvenendo ai regolamenti comunali, proceda nella corsia del tram affiancando i binari »
(Ministro dei Trasporti, 5 agosto 2008[28])
La riviera dei ponti romani interessata dal divieto di circolazione dei velocipedi

È stata segnalata anche l'istituzione di un Comitato vittime Translohr di Padova, che non è a favore dello smantellamento della rete, ma è per la messa in sicurezza della rotaia[29].

Anche lo stesso Comune di Padova sembrerebbe aver preso atto di questo tipo di pericolo con l'emissione dell'ordinanza numero 148645 del 6 giugno 2006, in cui è stata vietata la circolazione dei velocipedi nelle cosiddette riviere padovane percorse dal mezzo pubblico, tratti dove già era disponibile nelle vicinanze una pista ciclabile utilizzabile in alternativa[30]. Nell'ordinanza non ci sono riferimenti al pericolo derivante dalla rotaia, ma solo al fatto che nelle riviere è maggiore, rispetto ad altre zone, la presenza dei velocipedi che avrebbero potuto non garantire il corretto pre-esercizio del mezzo pubblico. Il divieto, una volta terminato il pre-esercizio, non è stato rimosso. L'assessore comunale alla Mobilità ha dichiarato, riguardo all'istituzione del divieto, che:

« Di fronte alla caduta di centinaia di persone su quei binari, alcune con danni permanenti, non potevamo stare a guardare: il divieto era necessario »
(Assessore alla Mobilità, 19 giugno 2006[31])

In ogni caso, al di fuori delle riviere, non è interdetta la circolazione dei velocipedi nei tratti percorsi dal Translohr.

Sono presenti nelle vie percorse dal Translohr i segnali stradali di attenzione strada dissestata, integrati dal pannello rotaia tram.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ IL GAZZETTINO Online: il quotidiano del NordEst
  2. ^ Utilizzato nel sito ufficiale e nei dépliant informativi del gestore (Sito del tram di Padova)
  3. ^ Articolo Regione Veneto
  4. ^ Corsa del metrotram padovano
  5. ^ Nei pali della linea aerea è presente la scritta: Attenzione: linee elettriche metrobus
  6. ^ Aps holding, conti ok E il tram fa volare il trasporto pubblico - il mattino di Padova dal 2003.it » Ricerca
  7. ^ A pag. 8
  8. ^ a b http://giornalismo.maldura.unipd.it/L_inkre@dibile/files/pdf/200612.pdf
  9. ^ La positiva esperienza del tram Translohr di Padova... | IlPendolare Magazine
  10. ^ http://mattinopadova.gelocal.it/multimedia/home/951578/1/17
  11. ^ TGPadova.it - Deraglia il tram: terrore a bordo, nessun ferito
  12. ^ Il tram esce dai binari, si viaggia con i bus - il mattino di Padova dal 2003.it » Ricerca
  13. ^ a b La linea
  14. ^ a b http://www.acap.it/pagina.asp?ind=orari_tram_inv_09_new.htm&m1=menu_1.html&m2=menu_2.html
  15. ^ Il comfort
  16. ^ Il veicolo
  17. ^ F.A.Q
  18. ^ IL GAZZETTINO Online: il quotidiano del NordEst
  19. ^ http://www.altroconsumo.it/trasporti-urbani/20100901/l-ingorgo-sempre-piu-insostenibile-Attach_s284483.pdf
  20. ^ Provincialatina TV - NOTIZIE - A Padova per comprendere
  21. ^ L'articolo del Mattino di Padova dell'11 dicembre 2009
  22. ^ Due scooter ko per colpa delle rotaie - il mattino di Padova dal 2003.it » Ricerca
  23. ^ Articolo de L'Unità del 24 gennaio 2009
  24. ^ Ciclisti feriti, archiviate 25 cause - il mattino di Padova dal 2003.it » Ricerca
  25. ^ Dato aggiornato al 2006
  26. ^ I feriti: «Scarsa informazione» - il mattino di Padova dal 2003.it » Ricerca
  27. ^ Rotaia, cade e muore: caso chiuso - il mattino di Padova dal 2003.it » Ricerca
  28. ^ 4/00276 : CAMERA - ITER ATTO
  29. ^ www rotaiakiller - Articoli e post su www rotaiakiller trovati nei migliori blog
  30. ^ L'ordinanza 148645 del 6 giugno 2006
  31. ^ «Divieto inevitabile sono caduti in troppi» - il mattino di Padova dal 2003.it » Ricerca

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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