Forte Verena

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Forte Verena
Quel che era rimasto del forte dopo i bombardamenti austriaci
Quel che era rimasto del forte dopo i bombardamenti austriaci
Ubicazione
Stato Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Stato attuale Italia Italia
Città Roana Vicenza Vicenza
Coordinate 45°55′50″N 11°24′47″E / 45.930556°N 11.413056°E45.930556; 11.413056Coordinate: 45°55′50″N 11°24′47″E / 45.930556°N 11.413056°E45.930556; 11.413056
Informazioni generali
Tipo Forte
Utilizzatore Flag of Austria-Hungary (1869-1918).svg Impero austro-ungarico
Primo proprietario Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Funzione strategica Difesa del settore nord occidentale del fronte bellico sull'Altopiano dei Sette Comuni durante la Prima guerra mondiale
Termine funzione strategica 1918
Inizio costruzione 1910
Termine costruzione 1914
Costruttore stato maggiore del Genio militare di Verona
Materiale cemento
Armamento 4 cannoni Armstrong in acciaio da 149 mm in cupole corazzate girevoli di 160 mm di spessore (installazione tipo Armstrong) e 4 mitragliere in casematte e due batterie di cannoni da 75 mm
Altezza 2.019 m s.l.m.
Condizione attuale In restauro
Proprietario attuale Demanio
Visitabile
Comandanti storici Umberto Trucchetti
Azioni di guerra Battaglia degli Altipiani
Eventi Fu utilizzato dal regio esercito fino al 22 maggio 1916 quando, durante la Strafexpedition, fu occupato dalle truppe austriache le quali lo utilizzarono per il resto della guerra

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Il forte Verena è stata una fortezza italiana costruita tra il 1910 ed il 1914 a difesa del confine italiano con l'Impero Austro-Ungarico (lungo la linea di confine che attualmente si può collocare tra la provincia di Vicenza e il Trentino) a 2.019 metri di altitudine sulla sommità dell'omonimo monte. Il forte si trova nel territorio comunale di Roana, e si affaccia con pareti a picco sulla sottostante val d'Assa.

Alle ore 4 del 24 maggio 1915 dal Forte Verena partì il primo colpo di cannone da parte italiana della Grande Guerra che sancì l'entrata del Regno d'Italia nel primo conflitto mondiale. Il 22 maggio 1916, durante la Strafexpedition, il forte fu occupato dalle truppe austro-ungariche in mano alle quali rimase per il resto della guerra.[1]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Una delle cupole andate distrutte.
Un'altra vista dei resti del forte.
Schema di cannone da 149A in installazione corazzata Armstrong.
Obice Škoda da 305mm (Škoda 30,5 cm Vz. 1911) che distrusse il Forte Verena ed anche il Forte Campolongo.

L'opera faceva parte dello Sbarramento Agno-Assa, III settore - Asiago; la costruzione in sé dava l'idea di un forte robusto e ben difeso, ma in realtà fu costruito in tempi molto brevi e con materiali scadenti (basti pensare che fu utilizzato il ferro di carriole e posateria come metallo per armare il cemento del forte, con conseguenti risultati negativi sulla robustezza).

La Grande Guerra[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver decretato l'entrata in guerra del Regio Esercito italiano, nelle prime due settimane di guerra il Verena, coadiuvato da una batteria di mortai da 280 mm piazzati sulla vicina Cima Civello, bombardò indisturbato le fortezze austroungariche Forte Verle, Forte Campo Luserna e Forte Vezzena, provocando gravi danni.

Per eliminare questo pericoloso antagonista - soprannominato il "Dominatore dell'Altopiano" - gli austro-ungarici prepararono mortai Škoda 30,5 cm Vz. 1911 da 305 mm.

Il 12 giugno 1915, neanche 20 giorni dopo l'inizio del conflitto, un colpo perforò la corazza ed esplose all'interno della polveriera uccidendo il comandante Umberto Trucchetti, due sottotenenti e 43 uomini.[2] Nei giorni successivi furono distrutte due cupole, bloccata una terza, centrate e devastate le casematte, le caserme e l'infermeria. Si decise, quindi, di porre allo scoperto i cannoni, e di utilizzare il forte solamente come osservatorio. Nel primo dopoguerra era opinione dei comandi militari italiani che la perforazione della cupola corazzata fosse dovuta ad una crepa nel rivestimento.[3] In realtà, il forte era stato progettato e realizzato tenendo in considerazione il precedente armamento dei forti Verle e Luserna, costituiti da obici da 100 mm, che non potevano raggiungere efficacemente il forte. Tutto il dimensionamento delle difese era stato quindi calcolato su questo armamento, rivelandosi di conseguenza inadeguato ai nuovi mortai da 305 mm.[4]

Il 22 maggio 1916, durante la Strafexpedition, il forte fu occupato dalle truppe austro-ungariche in mano alle quali rimase per il resto della guerra.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Armamento[modifica | modifica sorgente]

L'armamento era composta da quattro cannoni Schneider in acciaio da 149 mm in cupole corazzate girevoli di 160 mm di spessore (installazione tipo Schneider)[4] e, per la difesa ravvicinata, da quattro mitragliere in casematte e due batterie di cannoni da 75 mm situate poco lontano.[5]

Lo spessore delle cupole era poco più della metà di quelle nemiche: esse erano quindi inadatte a reggere ai colpi dell'artiglieria di grosso calibro.

La notevole altitudine a cui era situato il forte e gli spazi aperti di fronte ad esso, se da un lato offrivano un grosso vantaggio per la visuale di tiro, dall'altro rendevano i colpi dell'artiglieria fortemente soggetti alle forti raffiche di vento che ne riducevano la precisione.[1]

Corazzatura[modifica | modifica sorgente]

La fortezza presentava all'epoca dei muri spessi che potevano far pensare ad una sua intrinseca stabilità. Il materiale usato per costruirli non era però calcestruzzo armato con putrelle di ferro (come allora venivano costruiti i forti austro-ungarici degli altopiani), ma un conglomerato cementizio di scarsa qualità, addizionato di pietrame ed altri materiali di scarso valore meccanico. Questo materiale rendeva le spesse mura prive di resistenza meccanica, ma dava loro lo spessore richiesto dalle vigenti normative. Fu quindi un forte costruito in economia.[1]

Vie d'accesso[modifica | modifica sorgente]

Per raggiungere la fortezza si può partire dall'abitato di Roana, per poi proseguire per la frazione di Mezzaselva e di qui prendere la strada che conduce al monte Verena. In breve si raggiunge il rifugio Verenetta. Da qui, a piedi o utilizzando la seggiovia (quando è in funzione), è possibile raggiungere la cima del monte e il forte.

Un'altra possibilità per raggiungere la cima è quella di partire dalla località Ghertele, in Val d'Assa, per proseguire poi lungo una mulattiera che, risalendo il versante nord del monte Verena, giunge nei pressi del rifugio Verenetta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d fortificazioni.net - il forte di Verena
  2. ^ Due lapidi all'interno del forte oggi ricordano l'evento.
  3. ^ Luca Valente - Le Verità Del Verena Negli Archivi Militari
  4. ^ a b Mauro Minola - Beppe Ronco, Fortificazioni nell'arco alpino, Priuli & Verlucca, Scarmagno (TO), 1998, ISBN 978-88-8068-085-7
  5. ^ montagnando.it: immagini del forte

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]