Palazzo Cavalli-Franchetti

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Palazzo Cavalli-Franchetti
L’accesso al palazzo da Campo Santo Stefano.

Palazzo Cavalli-Franchetti o semplicemente Palazzo Franchetti [1] è un palazzo di Venezia ubicato nel sestiere di San Marco nelle immediate vicinanze del ponte dell'Accademia. Si prolunga posteriormente in Campo Santo Stefano, vicino alla chiesa di San Vidal.

Dal 1999 appartiene all'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, che vi ospita frequenti manifestazioni culturali.

Indice

[modifica] Storia

Edificato nella seconda metà del Quattrocento in stile gotico dai Marcello, vi abitarono in seguito anche i Gussoni ed i Cavalli. Nel 1847 fu ceduto al giovane arciduca Federico d’Austria, comandante superiore della marina da guerra imperiale. Federico elimina le vecchie divisioni tra la parte Cavalli e quella Gussoni e riunifica quindi l’unità edilizia; oltre a questo avvia, per quanto attiene gli interni del palazzo, un consistente lavoro di ammodernamento funzionale. Nell'Ottocento passò ad Enrico, conte di Chambord, che ne affidò una prima ristrutturazione all'architetto Giovanni Battista Meduna. Meduna, sotto la attenta vigilanza degli intendenti di corte, non apporterà al palazzo solo una massiccia serie di trasformazioni, ma ne riprogetterà, in certo senso, ragioni e logica avviandolo a divenire uno degli emblemi dell’Ottocento veneziano.

Nel 1878 fu acquistato dal barone Raimondo Franchetti, padre del compositore Alberto Franchetti e di Giorgio Franchetti (fautore del recupero della Ca' d'Oro). I Franchetti avviarono radicali restauri condotti da Camillo Boito, tanto che per gran parte del palazzo si potrebbe parlare di neogotico.

Mutata proprietà nel 1922 e acquistato dall’Istituto Federale di Credito per il Risorgimento delle Venezie, il palazzo conosce nuovi lavori e nuovi adattamenti funzionali e d’immagine. Realizzata la nuova scala con ascensore e demoliti vari rami di scale interne; riallestito con materiali Fortuny e mobili ‘in stile’ non sempre di grande gusto, adattati i ballatoi metallici alle nuove esigenze dell’ufficio, questa fase dei lavori ha il suo più imponente e significativo intervento nella sistemazione del secondo piano nobile con la creazione dell’immenso mobileboiserie del Casellario Centrale.

[modifica] Architettura

La facciata è un chiaro esempio di stile gotico veneziano: alle pentafore dei due piani nobili (con i caratteristici trafori ad archi intrecciati, con quadrilobo al primo piano) sono affiancate monofore di analogo disegno. Sono invece ad ogiva le monofore del secondo piano, così come il portale d’acqua.

All’interno Boito realizzò il magnifico scalone.

[modifica] Note

  1. ^ Palazzo Cavalli-Franchetti è il nome più attestato: anche se è entrato ampiamente in uso il nome Palazzo Franchetti: Altre fonti lo indicano invece come Palazzo Gussoni Cavalli Franchetti: o come Palazzo Cavalli:
    • Gianjacopo Fontana. Venezia monumentale - I Palazzi. Venezia, Filippi Ed., 1967.

[modifica] Bibliografia

  • Marcello Brusegan. La grande guida dei monumenti di Venezia. Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0475-2.
  • Guida d'Italia – Venezia. 3a ed. Milano, Touring Editore, 2007. ISBN 978-88-365-4347-2.
  • Elsa e Wanda Eleodori. Il Canal Grande. Palazzi e Famiglie. Venezia, Corbo e Fiore, 2007. ISBN 88-7086-057-4.
  • Giandomenico Romanelli Tra gotico e neogotico: Palazzo Cavalli Franchetti a San Vidal. Pubblicato da Albrizzi, 1990 ISBN 8878370045, ISBN 9788878370043


[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

  • Sito dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti
  • Sito di Palazzo Cavalli-Franchetti, seconda sede dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti
  • Storia di Palazzo Cavalli-Franchetti, di Giandomenico Romanelli, socio dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti


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