Chiesa di San Marcuola

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Coordinate: 45°26′33.91″N 12°19′43.15″E / 45.442754°N 12.328654°E45.442754; 12.328654

Chiesa di San Marcuola (Santi Ermagora e Fortunato)
La facciata della chiesa vista dall'altra sponda del Canal Grande
La facciata della chiesa vista dall'altra sponda del Canal Grande
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Titolare Ermagora e Fortunato
Diocesi Patriarcato di Venezia
Consacrazione 1779
Stile architettonico Neoclassico
Inizio costruzione 1730
Completamento 1766 (facciata incompiuta)

La chiesa di San Marcuola o chiesa dei santi Ermagora e Fortunato è un edificio religioso di Venezia situato nel sestiere di Cannaregio e affacciato sul Canal Grande, di fronte al Fontego dei Turchi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione vuole che essa sia stata costruita la prima volta sull'isola Lemeneo molti anni or sono, addirittura fra il IX secolo e il X secolo, e che sia stata poi distrutta da un incendio seguito ad un terremoto.

Qui aveva trovato rifugio una piccola comunità fuggita all'invasione longobarda.

Fu poi nel XII secolo che venne eretta la chiesa attuale, grazie ai contributi delle famiglie Memmo, proprietaria dell'Isola di San Giorgio Maggiore, e Lupanizza.

La chiesa, della quale non si hanno molte notizie, era posta in asse longitudinale e parallelo al Canal Grande e aveva di fronte un campo. Si ritiene che fino all'XI secolo fosse gestita da suore, che poi si trasferirono su una casa vicino al Campo San Trovaso, creando lì il convento delle Eremitane.

Nel 1663 si notavano solo piccole modifiche della struttura; fu in quegli anni che Antonio Gaspari presentò i suoi progetti per la ristrutturazione. Tali progetti rimasero sulla carta fino al 1730, morte del Gaspari, anno in cui vennero affidati a Giorgio Massari. Il Massari riuscì a finire la parte interna già nel 1736, ma non finì la facciata della chiesa, che è rimasta tuttora incompiuta.

Nel 1779 il cardinale Federico Maria Giovanelli la consacrò per l'ultima volta.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La prima struttura rientrava nei canoni dello stile romanico e aveva tre navate con tetto a capriate scoperte. Il campanile è stato costruito accanto all'abside.

Dopo la ristrutturazione ad opera dell'architetto Giorgio Massari la chiesa si presenta ora con una navata unica a pianta quadra, coperta da una volta "a botte". Durante la ristrutturazione della chiesa venne aggiunta anche una cuspide ottagonale.

Il presbiterio è stato ricavato da un'abside semicircolare, che è la conclusione della bella cappella maggiore rettangolare, sovrastata da una cupola ovale, sorretta da quattro colonne.

Risale invece al 1735 la cappella del Cristo, posta di fronte al presbiterio.

La porta d'ingresso è posta, in modo singolare, sul lato sinistro della chiesa; questo perché, secondo alcuni disegni conservati al Museo Correr, il Massari voleva ricreare lo stesso effetto della chiesa dei Gesuati (Santa Maria del Rosario), che si affaccia sul canale della Giudecca.

La chiesa offre una vasta collezione di statue dello scultore Gaetano Susali, ma la sua opera principale è l'Ultima Cena di Jacopo Tintoretto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Brusegan, Le chiese di Venezia, Ed. Newton Compton 2008
  • Antonio Massari, Giorgio Massari architetto veneziano del Settecento, Vicenza, Neri Pozza 1971, pp. 51-54
  • Guide d'Italia (serie Guide Rosse) - Venezia - Touring Club Italiano - pagg. 473-474 ISBN 978-88-365-4347-2

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