Palazzetto Stern

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Coordinate: 45°25′58.92″N 12°19′36.88″E / 45.433034°N 12.326911°E45.433034; 12.326911

Palazzetto Stern

Palazzetto Stern è un palazzo di Venezia, situato nel sestiere di Dorsoduro e affacciato sul Canal Grande, vicino a Ca' Rezzonico e di fronte a Palazzo Grassi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'edificio oggi chiamato Palazzo Stern è di origini molto antiche: infatti l'originaria struttura veneto-bizantina a due piani fu edificata nel primo XV secolo, su commissione della famiglia Malpaga.
Subito un profondo degrado nei secoli, nel Novecento fu acquistato dalla famiglia Stern, che decise di recuperare e ricostruire la struttura. Così, tra 1909 e 1912 Ernesta de Hierschel Stern, servendosi dell'architetto Giuseppe Berti e soprattutto dell'architetto e decoratore Raffaele Mainella, fece portare a termine il suo progetto, portando il palazzo, a cui diede il nome Stern del marito, all'attuale aspetto. I due artisti utilizzarono, per una ricostruzione che ampliava l'edificio preesistente, tutti i materiali antichi.
Oggi l'edificio, da dimora, è stato convertito in un hotel di lusso, dopo un attento restauro.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Palazzetto Stern è un esempio elegante di architettura neogotica, che si inserisce nel solco della poetica che governava in quegli anni la costruzione di edifici come Casa dei Tre Oci (di Mario De Maria) e Villa Herriot (dello stesso Raffaele Mainella), entrambi alla Giudecca.

Esternamente il palazzo è una rilettura del gotico veneziano, mediata dalle avanguardie che si imponevano nel primo Novecento, portate a Venezia anche dalla Stern, attiva nel mondo del collezionismo d'arte: innalzato di un piano rispetto al vecchio palazzo, Palazzo Stern si presenta con tutte le facciate decorate.
Tuttavia la maggiore importanza è stata data alla facciata sul Canal Grande, che si mostra asimmetrica nelle sue parti: il piano terra si apre su una terrazza con vista sul canale e balaustra neogotica, alla quale si giunge attraverso un portico sostenuto da coloninne ioniche poggianti su architrave lignea che ricalca i motivi ogivali; sotto il portico delle monofore a sesto acuto e, spostato verso sinistra, il portale, sovrastato da un grande bassorilievo marmoreo.
I due piani nobili seguono un'impostazione comune, con a sinistra una trifora e a destra una bifora; la variazione è al centro, dove al primo piano c'è una monofora, mentre al secondo un'altra bifora con terrazzino a balaustra. In più punti di questa facciata sono inserite formelle e bassorilievi, di cui uno, di dimensioni maggiori degli altri, è inserito in un'edicola e rappresenta San Giorgio e il drago.

Va analizzata anche la facciata destra, il quale, oltre a prolungarsi sul Canal Grande con un breve muro in mattoni, sovrastato da merli e forato da due monofore ogivali, si caratterizza per una originale finestra del secondo piano, di grandi dimensioni e culminante sul tetto in una struttura a abbaino a sesto acuto.

Anche internamente è c'è stato il riutilizzo di materiali provenienti dal vecchio stabile e da altri edifici, come i decori lapidei, sculture e le colonne, alcune antichissime. Va ricordata la presenza di affreschi e mosaici novecenteschi, il cui merito va soprattutto al Mainella.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marcello Brusegan. La grande guida dei monumenti di Venezia. Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0475-2.
  • Guida d'Italia – Venezia. 3a ed. Milano, Touring Editore, 2007. ISBN 978-88-365-4347-2.

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