Ponte di Rialto

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Ponte di Rialto
Venezia - Ponte di Rialto.jpg
Stato Italia Italia
Città Venezia
Attraversa Canal Grande
Coordinate 45°26′16.93″N 12°20′09.22″E / 45.438037°N 12.335895°E45.438037; 12.335895Coordinate: 45°26′16.93″N 12°20′09.22″E / 45.438037°N 12.335895°E45.438037; 12.335895
Mappa di localizzazione: Italia
Tipo ponte ad arco
Materiale pietra
Lunghezza 48 m
Luce max. 28 m
Altezza luce 7,5 m
Larghezza 22,1 m
Progettista Antonio da Ponte
Costruzione 1588-1591
 

Il ponte di Rialto è uno dei quattro ponti, oltre al Ponte dell'Accademia, al Ponte degli Scalzi e al Ponte della Costituzione, che attraversano il Canal Grande, nella città di Venezia. Dei quattro, il ponte di Rialto è il più antico e sicuramente il più famoso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

A detta delle cronache, il primo passaggio sul Canal Grande era costituito da un ponte di barche. Un ponte vero e proprio, poggiante su pali in legno, fu costruito da Nicolò Barattiero sotto il dogado di Sebastiano Ziani o di Orio Mastropiero (seconda metà del XII secolo)[1] e assunse il nome di "ponte della Moneta" visto che, presso l'estremità orientale dell'opera, sorgeva l'antica zecca.

La crescente importanza del mercato di Rialto sulla sponda orientale del canale, fece aumentare il traffico sul ponte galleggiante. Attorno al 1250 fu sostituito da un ponte di legno strutturale. La struttura era costituita da due rampe inclinate che si congiungevano presso una sezione centrale mobile, che poteva essere sollevata per consentire il passaggio delle navi più alte. Data la stretta associazione con il mercato, il ponte cambiò nome e diventò Ponte di Rialto. Nella prima metà del XV secolo lungo i lati del ponte vennero costruite due file di negozi. I proventi derivanti dagli affitti, riscossi dalla tesoreria di stato, contribuivano alla manutenzione del ponte.

Nel 1310 il ponte fu danneggiato nel corso della ritirata dei rivoltosi guidati da Bajamonte Tiepolo. Nel 1444 invece crollò sotto il peso della grande folla radunata per assistere al passaggio del corteo della sposa del marchese di Ferrara. Un altro crollo avvenne nel 1524.

Nel 1503 venne proposta per la prima volta la costruzione di un ponte in pietra. Nei decenni successivi vennero valutati diversi progetti. Nel 1551 le autorità veneziane indissero un bando per il rifacimento del Ponte di Rialto. Venne nominata una commissione di tre provveditori sopra il ponte e le fabbriche di Rialto, costituita da Antonio Cappello, Tommaso Contarini e Vettor Grimani. Architetti famosi come Jacopo Sansovino, Andrea Palladio e il Vignola, presentarono progetti di approccio classico, con diverse arcate, che non furono giudicati adatti alla situazione. Di Palladio esistono due proposte[2], che prevedono entrambe la razionalizzazione dell'intera area di Rialto, con due fori commerciali alle teste del ponte, secondo criteri ispirati al mondo antico, peraltro anticipati da fra Giocondo nel progetto del 1514.[3]

L'attuale ponte in pietra ad arcata unica, realizzato da Antonio da Ponte in collaborazione col nipote Antonio Contin, fu completato nel 1591 durante il dogado di Pasquale Cicogna. Per quanto riguarda la progettazione, il da Ponte probabilmente ne fu il coordinatore, ma nella stessa sono accreditati anche Alvise Baldù e Vincenzo Scamozzi.[4] La struttura è molto simile a quella del precedente ponte in legno, segno della corretta concezione originale. Due rampe inclinate, con negozi su entrambi i lati, portano ad una sezione centrale. Tutto il ponte è coperto da un porticato. Il progetto fu da alcuni considerato fin troppo audace dal punto di vista ingegneristico, al punto che secondo l'architetto Vincenzo Scamozzi il ponte sarebbe crollato[senza fonte]. Il ponte invece resiste tuttora, ed è diventato uno dei simboli architettonici di Venezia.

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Elena Bassi, Nicolò Barattiero in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 6, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1964. URL consultato il 25 giugno 2013.
  2. ^ La prima, nota attraverso i disegni conservati al Gabinetto dei disegni e stampe della Pinacoteca Civica di Vicenza, databile a dopo il maggio del 1566; la seconda è quella del Trattato
  3. ^
  4. ^ Umberto Barbisan, Il Ponte di Rialto: l'enigma del progetto, Tecnologos n.06. URL consultato l'11 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giulio Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, Trieste, Edizioni Lint, 1963, pag. 463, ISBN 88-86179-24-3.
  • Giuseppe Tassini, Curiosità veneziane, Venezia, Filippi editore, 1988, pp.546-547.

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