Orio Mastropiero

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Orio Mastropiero
Doge di Venezia
Doge Orio Mastro Pietro.png
In carica 1178-1192
Predecessore Sebastiano Ziani
Successore Enrico Dandolo

Orio Mastropiero (... – Venezia, 1192) fu il quarantesimo doge della Repubblica di Venezia, eletto il 17 aprile 1178.

Biografia [modifica]

Nacque, probabilmente a Venezia, da una famiglia patrizia che, tra l'XI e il XII secolo, si era distinta sia in ambito politico che economico. I Mastropiero sono stati a lungo identificati con i Malipiero ma, in tempi più recenti, è stato dimostrato che si tratta di due casate differenti. Cappellari Vivaro lo dice figlio di un Leonardo, ma la notizia non sembra avere riscontri.

Marin Sanudo afferma che con Orio si estinse la famiglia Mastropiero, ma ci sono noti i nomi di almeno due figli: Marco, conte di Arbe (1205 circa), e Marino, ambasciatore presso Alessio III (1197) e tra i quaranta elettori del doge Pietro Ziani (1205); forse ebbe anche una figlia, Angela, moglie di Giovanni Venier.

I documenti dell'epoca testimoniano che, impegnato negli affari di famiglia, si trovò spesso a commerciare in Oriente, specialmente attorno al Bosforo. Nel frattempo partecipava alla vita pubblica, specialmente in qualità di giudice. Questa carica, prima dell'istituzione del Minor Consiglio, non aveva solo poteri giudiziari, ma affiancava il doge nelle scelte politiche, spesso limitandone i poteri.

Prima del dogado era stato ambasciatore presso l'Impero Romano d'Oriente ed Avogadore di San Marco, ed aveva appoggiato la rivolta in cui era stato ucciso il trentottesimo doge Vital II Michele. Alla morte di questi era stato eletto doge, ma in quell'occasione aveva rifiutato.

Fu il primo doge eletto da un'apposita assemblea elettorale espressa dal minor consiglio. I dogi fino a Vital II Michele erano stati eletti dall'assemblea popolare; il predecessore fu eletto dal minor consiglio, formato da undici persone; Orio Mastropiero fu eletto da un'assemblea elettiva di quaranta membri nominati dal minor consiglio.

Il dogado [modifica]

Uno dei primi editti del doge Mastropiero fu denominato Promissione dal maleficio: fu un compendio delle leggi in vigore ed una revisione delle pene. Furono inoltre istituiti l'organo detto quarantìa che fungeva da corte d'appello per le cause civili, e la carica di avogadore de comun ovvero procuratore della repubblica.

Dapprima si alleò con i normanni dell'Italia meridionale contro l'imperatore d'oriente Andronico, poi strinse accordi commerciali e di alleanza militare con il successore Isacco Angelo, che lo nominò protosevasto.

In Adriatico, Bela III re d'Ungheria riconquistò Zara e tutta la Dalmazia, che il doge non riuscì a riprendere.

Nel vicino oriente, il saladino aveva conquistato Siria ed Egitto, dove le repubbliche marinare avevano basi e privilegi commerciali. Nel 1188 papa Gregorio VIII proclamò la III crociata, cui presero parte Riccardo Cuor di Leone re d'Inghilterra e Filippo Augusto re di Francia; le tre repubbliche marinare si unirono ai crociati e presero Tiro, San Giovanni d'Acri e altre località costiere della Siria. Partì anche per via di terra Federico Barbarossa, ma morì annegato in Anatolia mentre guadava un fiume.

Nel 1192, ormai anziano, il Mastropiero abdicò e si ritirò nel monastero di Santa Croce. Spirò di lì a poco e fu sepolto nella chiesa del convento.

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Predecessore Doge di Venezia Successore
Sebastiano Ziani 11781192 Enrico Dandolo