Chiesa di San Stae

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Coordinate: 45°26′28.74″N 12°19′50.41″E / 45.441317°N 12.330669°E45.441317; 12.330669

Chiesa di San Stae
La facciata dal Canal Grande
La facciata dal Canal Grande
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Diocesi Patriarcato di Venezia
Architetto Domenico Rossi, Giovanni Grassi
Stile architettonico barocco

La chiesa di San Stae (o chiesa di Sant'Eustachio e Compagni martiri) è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Santa Croce, nel campo omonimo dedicata a San Eustachio Placido.

Storia[modifica | modifica sorgente]

È ancora da chiarire l'origine della chiesa. Secondo Giuseppe Cappelletti sarebbe stata edificata da Obelario, primo vescovo di Olivolo, verso al fine dell'VIII secolo. Le cronache, invece, affermano che fu fondata nel 966 dalle famiglie Tron, Zusto e Adoaldo. Tuttavia, il cronista Andrea Dandolo, che descrisse il grave incendio del 1105, non la menziona e la prima testimonianza certa è un documento del 1127, dove è ricordata come parrocchia filiale di San Pietro. Nel 1331 è invece ricordata come collegiata.

La chiesa venne riedificata nella sua forma definitiva su impulso del doge Alvise II Mocenigo, poi sepolto nella chiesa stessa. Secondo quanto riportano i resoconti delle visite pastorali del Settecento, San Stae era una parrocchia popolosa, ricca e vitale e i suoi parroci erano anche canonici della basilica di San Marco. Con gli editti di Napoleone, divenne rettoria di San Cassiano, ma tornò parrocchiale nel 1953. Tuttavia, venne nuovamente soppressa nel 1965. Dall'anno successivo è una rettoriale indipendente[1].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La facciata è in stile barocco con numerose decorazioni in marmo e con affaccio diretto sul Canal Grande. Realizzata secondo il disegno del 1709 di Domenico Rossi, ha la forma di un tempio, con un imponente frontone triangolare, sostenuto da colonne che poggiano su alti piedistalli. Tipicamente barocca è la ghimberga a timpano spezzato sul portale d'ingresso. Le sculture sono opera dei principali artisti dell'epoca tra i quali Antonio Tarsia, Giuseppe Torretto, Francesco Cabianca, Pietro Baratta e Antonio Corradini, quest'ultimo autore di almeno tre delle statue principali, la Fede, la Speranza e il Redentore.

Il progetto dell'interno, la cui realizzazione iniziò nel 1678, è opera dell'architetto Giovanni Grassi. La struttura è a navata unica con soffitto a volta e tre cappelle per ciascun lato, e vi sono conservate alcune opere dei più celebri artisti veneziani barocchi di inizio settecento.

Particolarmente ricco di opere è il presbiterio. Il soffitto è decorato da due lavori di Sebastiano Ricci, Le virtù e due confratelli donatori, realizzato nel 1708 su commissione dei Confratelli della Scuola del Sacramento, all'epoca ubicata nei pressi della chiesa, e Il Sacro calice sostenuto dagli angeli. Sulla parete di destra si trovano il Martirio di San Bartolomeo di Giambattista Tiepolo; San Paolo portato in cielo di Gregorio Lazzarini, e la Crocifissione di Sant'Andrea di Giovanni Antonio Pellegrini. Nella parte centrale, oltre all'altare maggiore monumentale, sono presenti La caduta della manna di Giuseppe Angeli, San Filippo percosso da un soldato di Pietro Uberti e San Giacomo minore riceve il pane eucaristico di Niccolò Bambini. Sulla parete di sinistra, San Giacomo legato da un manigoldo di Giovanni Battista Piazzetta, San Pietro liberato dal carcere di Sebastiano Ricci, il Martirio di San Giovanni Evangelista di Antonio Balestra, il Sacrificio di Melchidesech di Giuseppe Angeli, San Marco Evangelista di Silvestro Manaigo, San Simeone di Giovanni Battista Pittoni e San Taddeo di Giambattista Mariotti.

Ulteriori opere d'arte sono presenti anche nelle cappelle laterali:

  • Prima cappella a sinistra (cappella Foscarini): sculture di Giuseppe Torretti (Crocifisso e Busto di Antonio Foscarini), Antonio Tarsia (Busto del cavalier Antonio Foscarini), Pietro Baratta (Busto di Marco Foscarini) e di Paolo Groppelli (Busto di Girolamo Foscarini)
  • Seconda cappella a sinistra: Pala dell'Assunta di Francesco Migliori
  • Terza cappella a sinistra: Pala Santi Andrea e Caterina di Jacopo Amigoni
  • Prima cappella a destra: Pala La Madonna, San Lorenzo Giustiniani, Sant'Antonio da Padova e San Francesco di Niccolò Bambini
  • Seconda cappella a destra: Sant'Eustachio adora il Crocifisso di Giuseppe Camerata
  • Terza cappella a destra: Sant'Osvaldo in gloria di Antonio Balestra

Nella sacrestia sono conservate opere di Giovanni Battista Pittoni (Traiano comanda a Sant'Eustachio di adorare gli idoli), Pietro della Vecchia (Cristo morto) e Giustino Menescardi (Traiano comanda a Sant'Eustachio di combattere).

Furono qui tumulati due dogi: Alvise II Mocenigo nel 1709, sotto la grande lapide al centro della chiesa; e Marco Foscarini nel 1763, nella cappella di famiglia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Informazioni dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giulio Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, ristampa 1974, Edizioni Lint Trieste, pagg. 473-474

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