Andrea Da Ponte (architetto)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Antonio da Ponte (architetto))

Andrea Da Ponte (1512Venezia, 20 marzo 1597) è stato uno scultore e architetto italiano.

È conosciuto principalmente per aver seguito la ricostruzione del ponte di Rialto a Venezia, iniziata nel 1588 e conclusa nel 1591, coordinandone anche la progettazione.

Il ponte di Rialto

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un maestro Battista, secondo Tommaso Temanza era di origini veneziane, fratello di Paolo da Ponte, ingegnere del magistrato alle acque (il quale, tuttavia, era vicentino), e fratellastro di Bernardino Contin[1].

A partire dagli anni settanta del XVI secolo, iniziò ad assumere cariche pubbliche per cui cominciò a soprintendere alle opere edilizie della città di Venezia.

All'interno di Palazzo Ducale eseguì nel 1575 la sala delle Quattro porte, anticamera d'onore per le sale della Signoria e del Senato, su progetto di Andrea Palladio. Tuttavia dopo l'incendio del 20 dicembre 1577 lavorò ancora al Palazzo Ducale. Il palazzo era stato molto danneggiato nelle sale del Collegio, dello Scrutinio, del Senato e quella del Maggior Consiglio, per cui vennero convocati i quindici maggiori architetti del tempo per proporre i progetti di rifacimento e, tra tutti quelli proposti, venne accettato il progetto di Da Ponte che restituì alle sale del palazzo l'aspetto precedente, mentre diresse anche i lavori di restauro delle arcate della loggia e dei portici che si affacciavano a ovest e a sud.

La Chiesa del Redentore vista dal mare

Seguì poi un nuovo lavoro presso l'arsenale nel 1579 per innalzare una tettoia, lunga oltre 316 m detta la "Tana o Casa del Canevo". L'arsenale era il luogo dove venivano fabbricate le navi della Serenissima e in questa specifica tettoria venivano fabbricate le gomene.

Dal 1577 al 1592 collaborò con Palladio alla costruzione della chiesa del Redentore alla Giudecca, eseguita come voto per la cessazione della peste del 1576.

Tuttavia l'opera più importante seguì dopo: il ponte di Rialto. La struttura originariamente era in legno, ma era collassata ripetutamente, per cui già si pensava a rifarlo in pietra e il primo progetto venne eseguito nel 1514 da fra' Giovanni Giocondo per il rifacimento del mercato di Rialto. A partire dal 1554 vennero presentati altri progetti dagli architetti più famosi del tempo, ma solo alla fine del XVI il doge Pasquale Cicogna bandì un concorso. Arrivarono proposte da architetti come Jacopo Sansovino, Andrea Palladio e Giacomo Barozzi da Vignola, ma tutti proposero un approccio classico con molti archi. Il concorso venne riproposto nel 1587 e vi parteciparono Vincenzo Scamozzi e il Da Ponte, ma ebbe la meglio il Da Ponte e il suo progetto venne scelto il 9 giugno 1588 perché propose una sola arcata[2].

L'opera venne compiuta nel 1591 grazie all'aiuto degli architetti Antonio[3] e Tommaso Contin da Besso, oggi quartiere di Lugano, che erano suoi nipoti in quanto figli del genero Bernardino Contin. Con essi compì anche la costruzione delle Prigioni Nuove nel 1589.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mauro Petrecca, Antonio Da Ponte (Dal Ponte) in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 32, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1986. URL consultato il 26 giugno 2013.
  2. ^ Sembra tuttavia che l'idea di una sola arcata sia stata originariamente dello Scamozzi. Il Ponte di Rialto: l'enigma del progetto
  3. ^ Antonio Contin disegnò il famoso ponte dei Sospiri.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Tassini, Curiosità veneziane, Venezia 1863; Id., ‘’Cittadini veneziani’’, Venezia 1888.
  • Ugo Donati, Artisti ticinesi a Venezia dal XV al XVIII secolo, Banco di Roma per la Svizzera, Lugano 1961, 39.
  • AA. VV., Arte e artisti del laghi lombardi, ( a cura di E. Arslan), I, Noseda, Como 1959, 343.
  • U. Donati, Artisti ticinesi a Venezia dal XV al XVIII secolo, Banco di Roma per la Svizzera, Lugano 1961, 68.
  • E. Bassi, Architettura del Sei e Settecento a Venezia, Napoli 1962, 63-74.
  • L. Tessarin, I Contin. Una dinastia di proti nel '500 veneziano, tesi di laurea,Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Facoltà di Architettura, a.a. 1984/1985.
  • L. Puppi, Venezia. Da Palladio a Longhena, in Longhena, catalogo della mostra (Lugano, Villa Malpensata, 1982), Milano 1982, 26-27.
  • D. Calabi, Antonio da Ponte e la costruzione delle Prigioni Nuove di San Marco. Un tecnico sine scientia al servizio dell'Ufficio al sale della Repubblica Veneta, in L'architettura a Roma e in Italia, atti del XXIII Congresso di Storia dell'Architettura (Roma, 24-26 marzo 1888), a cura di G. Spagnesi, II, Roma 1989, 225-232.
  • C. Martin, Bernardino di Francesco Contino, in Saur allgemeines Künstlerlexikon, München-Leipzig, 1999, II, 695.
  • M. Frank, I proti veneziani del Seicento: considerazioni su vicende private e istituzionali, in "Architetto sia l'ingegniero che discorre". Ingegneri, architetti e proti nell'età della Repubblica", a cura di G. Mazzi, S. Zaggia, Venezia 2004, 125.152.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 74794650