Renier Zen

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Reniero Zeno
Moneta raffigurante Renier Zen
Moneta raffigurante Renier Zen
Doge di Venezia
Doge Renier Zen.png
In carica 1253-268
Predecessore Marino Morosini
Successore Lorenzo Tiepolo

Ranier Zen (o Reniero Zeno) (Venezia, ... – Venezia, 7 luglio 1268) fu il quarantacinquesimo doge della Repubblica di Venezia dall'8 gennaio (o 15 o 25) 1253 alla morte.

Figlio di Pietro e di madre ignota, il suo dogado fu contrassegnato da scontri con Genova per il predominio del commercio orientale. Fu uomo deciso e risoluto e comandò la Repubblica con decisione e capacità.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Raniero Zeno, pur con una giovinezza oscura, fu uomo di indiscusso valore e capacità e presto ascese alla ribalta delle cronache del suo secolo. Le prime fonti ce ne parlano come uomo di diplomazia con numerosi incarichi in Francia ed in Italia (dove incorse persino nella scomunica papale per aver sobillato Bologna a non pagare i tributi dovuti) ma anche come un abile combattente. Nel 1240 era al fianco del doge Jacopo Tiepolo nell'assedio di Ferrara e nel 1244 fu fatto capitano da mar (comandante della flotta). Divenne più volte podestà di molte città della terraferma italiana accrescendo la sua fama di uomo saggio e retto. Sposatosi con Aluica di Prata, non si sa quanti figli ebbe.

Investì notevoli somme in imprese commerciali dei mercanti veneziani: alla sua morte il suoi beni mobili consistevano in 39.000 lire veneziane, il 60% dei quali erano formati da 132 carte di commenda[1].

Dogado[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte di Marino Morosini concorse al dogato con Marco Ziani e vinse con 21 voti su 41 disponibili. Al momento dell'elezione era podestà a Fermo e rientrò in città solo dopo circa un mese. Per festeggiare la sua elezione s'organizzò una grande giostra di cavalieri che richiamò l'interesse internazionale e rimase a lungo nella memoria del popolo, come fanno capire le cronache dell'epoca, entusiaste di tale insolito spettacolo. Se il dogado cominciò bene il compito dello Zen si fece subito in salita. Nel 12561259 la Marca Trevigiana fu scossa dalla guerra tra il papa, sostenuto da Venezia e da Treviso, ed Ezzelino da Romano. Solo con la morte di quest'ultimo, nel 1259, la situazione si placò un po'. Risolta la situazione in Italia esplose subito la guerra con Genova. Le due potenze marinare, divise sul fronte economico – politico, si trovarono a discutere sull'appartenenza del monastero di S. Saba nella città di Tiro: nel 1255 i genovesi ne presero possesso saccheggiando il quartiere veneziano. Lorenzo Tiepolo, futuro doge e all'epoca ammiraglio della flotta, intervenne e nel 1257 distrusse la flotta genovese e pure il monastero, portando a Venezia molte delle sue parti (alcune colonne sono ancor oggi visibili presso il Palazzo Ducale, davanti alla Porta della Carta). Genova, sconfitta, decise allora di abbattere l'impero di Costantinopoli, filo veneziano, sostituendo la dinastia allora regnate con quella dei Paleologo, dinastia a cui apparteneva il noto generale Michele II Paleologo (trattato di Ninfeo, 1261). La caduta di Costantinopoli bloccò l'accesso al Mar Nero a Venezia. Venezia rispose armando poderose flotte al comando di Gilberto Dandolo e spedendole contro Genova: due importanti vittorie (Morea 1262 e Settepozzi, 1263) migliorarono la situazione ma non mutarono in modo definitivo la questione. Giunti ad un punto morto nel 1265 Venezia stipulò una tregua quinquennale e, nel 1270, una pace definitiva: pur con numerosi privilegi non aveva più il predominio dei commerci, diviso con Genova. All'epoca Renier Zen era già morto. Sarebbe comunque riduttivo citare questo dogado solo per le numerose guerre combattute; occorre ricordare l'approvazione degli Statuta che, in 129 articoli, crearono una legislazione marittima efficace e moderna. Durante il dogado si cercò di ridurre ogni possibile frattura tra classi sociali, dando origine a quell'armonia tra il popolo e l'aristocrazia che terrà salda la Repubblica veneziana, oligarchica, sino alla sua fine. Remiero Zeno morì il 7 luglio 1268.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo M. Cipolla, Storia economica dell'Europa Pre-industriale, Bologna, Il Mulino, 1974 edizione del 2003, p. 229, ISBN 978-88-15-13125-6.

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Predecessore Doge di Venezia Successore
Marino Morosini 12531268 Lorenzo Tiepolo

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